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NerdPool > Blog > In Evidenza > Nintendo Switch 2 Hands-on: l’evoluzione convincente
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Nintendo Switch 2 Hands-on: l’evoluzione convincente

Enrico Favaro
29 Aprile 2025
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16 Min
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Dopo anni di attesa, speculazioni e leak, abbiamo finalmente messo le mani su Nintendo Switch 2.
L’evento “Nintendo Switch 2 Experience” di Milano (25-27 Aprile 2025) ha aperto le porte alla stampa, ai content creator e a fortunati fan, offrendo la prima, concreta possibilità di saggiare il futuro dell’ibrida Nintendo.

Il verdetto? Un’evoluzione tangibile, potente e ricca di potenziale, che affina la formula originale senza stravolgerla, ma lasciando intravedere orizzonti ludici decisamente più ampi.
L’atmosfera al The Mall di Milano era elettrica. L’hype per il successore di una delle console più amate di sempre era palpabile, e Nintendo non ha deluso le aspettative iniziali. Fin dal primo contatto, Switch 2 comunica una sensazione di familiarità evoluta. Non una rivoluzione copernicana, ma un affinamento mirato, figlio di anni di esperienza e, si percepisce, di un attento ascolto dei feedback degli utenti.

Attenzione che forse andava posta anche nella scelta di voler far provare la console e i giochi, alla stampa, ai content creator e ai fan nello stesso evento genereando l’inevitabile, in questi casi, “effetto fiera”. Generando raggruppamenti di persone, allungamento delle (poche) code per le prove dei giochi e picchetti per vedere il proprio idolo giocare un determinato gioco.

Design e sensazioni al tatto: solidità raffinata

Prendendo in mano la console, la prima impressione è di solidità e cura costruttiva. Le dimensioni sono leggermente aumentate rispetto al modello originale – parliamo di circa 27 cm di larghezza per 16.6 cm di altezza – ma l’ergonomia non ne risente, anzi. Diversi partecipanti hanno trovato la nuova console “comodissima in mano“, suggerendo che le dimensioni maggiori possano persino migliorare la presa durante le sessioni di gioco in portabilità. Nonostante l’hardware più potente, la console è apparsa molto leggera e piuttosto solida, trasmettendo una buona sensazione di robustezza. Un dettaglio non secondario è il netto miglioramento del cavalletto posteriore (kickstand), ora più stabile e funzionale, simile a quello introdotto con il modello OLED della prima Switch, finalmente all’altezza delle aspettative.

Joy-Con 2: la rivoluzione magnetica che convince

Una delle novità hardware più chiacchierate e apprezzate è senza dubbio il nuovo sistema di aggancio dei Joy-Con.
Addio ai binari a scorrimento: Nintendo ha optato per un sistema magnetico. Il risultato? Un meccanismo dalla fluidità impeccabile, che fissa i controller al corpo della console in modo solido, funzionale e sicuro. La sensazione è di maggiore sicurezza e immediatezza rispetto al passato, pur mantenendo un tasto di sblocco sul retro per la rimozione. Anche il feedback sonoro è cambiato: dal “click” si passa a un più ovattato “clap”, un piccolo dettaglio che contribuisce a marcare la differenza generazionale.

Ma le novità non finiscono qui. I Joy-Con 2 sono fisicamente più grandi, migliorando l’impugnatura sia collegati alla console sia usati singolarmente. La disposizione dei tasti rimane fedele allo schema originale, garantendo familiarità, ma pulsanti e stick analogici sono leggermente più grandi. Un plauso particolare va ai tasti dorsali SL e SR, ora più grandi e comodi da usare quando si gioca in multiplayer con un singolo Joy-Con. Questi affinamenti suggeriscono un’attenzione mirata a risolvere le criticità del passato, migliorando la praticità d’uso senza stravolgere l’essenza ibrida. L’adozione dei magneti, inoltre, potrebbe aprire la strada a futuri accessori dedicati.

Il nuovo schermo: più grande, più Luminoso, più fluido

Al centro dell’esperienza portatile c’è ovviamente lo schermo, e anche qui i passi avanti sono evidenti.
Switch 2 monta un pannello LCD da ben 7.9 pollici, un aumento significativo rispetto ai 6.2″ del modello base e ai 7″ dell’OLED. Nonostante la scelta della tecnologia LCD – un punto che ha generato qualche discussione tra gli addetti ai lavori – la qualità visiva ha convinto quasi universalmente. Lo schermo è apparso decisamente più luminoso e i colori più vividi rispetto al passato, un aspetto che valorizza l’impatto grafico dei giochi.

Il vero salto di qualità, però, è tecnico: la risoluzione nativa in modalità portatile sale a 1080p, abbandonando i 720p del predecessore, e il pannello supporta una frequenza di aggiornamento fino a 120Hz. Questo si traduce in immagini più definite e una fluidità visiva potenzialmente raddoppiata (per i giochi che la supporteranno), un upgrade che si percepisce immediatamente. La scelta dell’LCD potrebbe essere un compromesso strategico per bilanciare costi, prestazioni (privilegiando risoluzione e refresh rate elevati) e autonomia, ma il risultato finale è uno schermo che migliora nettamente l’esperienza in mobilità.

Prestazioni: il salto generazionale si vede (e si gioca)

Se c’è un aspetto che ha messo d’accordo tutti a Milano, è il notevole potenziamento dell’hardware. La Switch 2 è percepita come una macchina capace di offrire esperienze impossibili sul modello precedente.

In Docked: collegata alla TV, la console sprigiona la sua massima potenza, supportando l’output video fino alla risoluzione 4K. Questo traguardo è reso possibile dall’implementazione intelligente della tecnologia DLSS (Deep Learning Super Sampling) di NVIDIA, che permette un upscaling efficace senza gravare eccessivamente sull’hardware. L’obiettivo di frame rate standard è di 60 fps, ma la console può spingersi fino a 120 fps abbassando la risoluzione (1440p o 1080p). Demo come quella di Metroid Prime 4: Beyond hanno mostrato questa flessibilità, girando fluidamente sia a 1080p/120fps sia in una modalità grafica a 4K/60fps con HDR.

In Portatile: anche lontano dal dock, il miglioramento è tangibile. Con lo schermo a 1080p e supporto fino a 120Hz, l’esperienza è trasformata. Titoli iconici come The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Tears of the Kingdom, in versioni aggiornate per Switch 2, sono stati visti girare a 60 fps stabili, anche in aree famigerate come il Bosco Korogu. Ma la vera sorpresa per molti è stata vedere un titolo third-party complesso come Cyberpunk 2077: Ultimate Edition girare “tranquillamente” e in modo fluido sulla nuova console, sia in modalità docked che portatile, anche durante scene d’azione concitate.

Questo salto prestazionale non solo migliora i titoli first-party, ma apre le porte a un supporto third-party molto più ampio e moderno, rendendo la piattaforma appetibile per conversioni finora impensabili.

Innovazioni nell’input: la sorpresa della modalità mouse

Oltre alla potenza bruta, Switch 2 introduce novità interessanti sul fronte dell’interazione. La più discussa è la Modalità Mouse dei Joy-Con. Ruotando il Joy-Con destro, si attiva un sistema di controllo a puntatore simile a quello di un mouse per PC, sfruttando in modo innovativo i sensori di movimento. Chi l’ha provato l’ha descritto come “estremamente naturale e reattivo”, dimostrandosi particolarmente efficace nel migliorare la precisione della mira negli sparatutto in prima persona (come sperimentato in Metroid Prime 4) e nella gestione delle interfacce nei giochi strategici (Civilization VII è stato usato come esempio). Restano dubbi sulla comodità per sessioni molto lunghe, ma è innegabile che questa funzione rappresenti un’aggiunta intrigante, capace di rendere più accessibili sulla console Nintendo generi tradizionalmente legati al mondo PC.

La lineup di lancio: primi assaggi dal futuro

L’evento milanese è stato anche e soprattutto un palcoscenico per il software, permettendo di provare una selezione di titoli che, presumibilmente, accompagneranno la console nei primi mesi di vita.

Mario Kart World: impossibile non partire dal re dei party game. La demo ha confermato un’esperienza nel solco della tradizione della serie: corse frenetiche, colorate, dinamiche e splendidamente caotiche. L’impatto visivo beneficia dell’hardware potenziato, ma sono emerse anche novità nel gameplay. Per ottenere il massimo boost di velocità, ad esempio, ora è necessario raccogliere ben 20 monete, il doppio rispetto a Mario Kart 8 Deluxe, spingendo verso una guida più attenta all’esplorazione. Si è notato anche un possibile cambiamento nella struttura dei circuiti, meno focalizzati sui giri chiusi e più orientati verso un flusso continuo tra diverse aree della mappa. Tra le nuove modalità testate, una “Modalità Sopravvivenza” per 24 giocatori promette ulteriore caos multiplayer, mentre una “corsa libera“, di stampo open world, ha suscitato curiosità.

Donkey Kong Bananza: il ritorno in 3D del gorilla Nintendo è stata una delle sorprese più gradite dell’evento. Il gioco sembra trarre ispirazione da Super Mario Odyssey per quanto riguarda la struttura basata sulla raccolta di collezionabili in aree aperte, ma mantiene al contempo una forte identità e meccaniche di gameplay distinte, segnando un netto stacco dai precedenti capitoli 2.5D della serie Country. L’aspetto che ha colpito maggiormente è stata la cura riposta nel modello poligonale e nelle animazioni di Donkey Kong: il personaggio appare espressivo, massiccio e ricco di personalità, con movenze fluide e divertenti che valorizzano la sua fisicità. La demo mostrava una sezione introduttiva in una miniera e un’area successiva più aperta, in stile sandbox, suggerendo una buona varietà ambientale. Donkey Kong Bananza si candida come uno dei titoli più interessanti della finestra di lancio.

Metroid Prime 4: Beyond (Switch 2 Edition): questo attesissimo titolo è stato chiaramente utilizzato come vetrina delle capacità tecniche della nuova console. L’impatto visivo ha colpito profondamente, grazie a un livello di dettaglio ambientale, effetti di luce e particellari, e una pulizia generale dell’immagine che sfruttano appieno le capacità di Switch 2. Le prestazioni elevate, con la possibilità di scegliere tra una modalità a 1080p e 120fps per la massima fluidità e una a 4K e 60fps con HDR per il massimo dettaglio visivo, hanno rafforzato l’impressione di un salto generazionale concreto. Sul fronte del gameplay, la formula classica della serie Prime è rimasta intatta: esplorazione metodica in prima persona, sezioni platform con la Morfosfera in terza persona, uso intensivo dello scanner per analizzare l’ambiente e una struttura metroidvania solida e coinvolgente. In questo contesto, la nuova Modalità Mouse dei Joy-Con si è rivelata particolarmente efficace, offrendo un controllo della mira preciso e reattivo, nettamente superiore ai controlli tradizionali per questo genere su console.

Altri Titoli: la presenza e le buone performance di Cyberpunk 2077: Ultimate Edition hanno rappresentato un segnale importante sulla capacità della Switch 2 di gestire titoli third-party moderni e complessi, anche grazie all’uso del DLSS. Vedere le versioni aggiornate di The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Tears of the Kingdom girare stabilmente a 60 fps non solo ha confermato la retrocompatibilità, ma ha anche mostrato il potenziale miglioramento per i giochi esistenti, offrendo un’immagine più pulita e fluida. Meno convincente, invece, è apparso Drag x Drive, un titolo sperimentale che, pur presentando idee potenzialmente interessanti, non ha pienamente convinto nella sua demo, avvicinandosi più a un gioco da party occasionale che a un’esperienza profonda. Sono state mostrate anche nuove modalità e meccaniche per Super Mario Party Jamboree e per una versione aggiornata di Kirby, oltre a una demo tecnica di Super Mario Bros. in 4K e la prova di Civilization VII (utile per dimostrare la modalità mouse ), Split Fiction e una solida versione di Street Fighter.

Nintendo ha confermato ufficialmente la retrocompatibilità con i giochi (fisici e digitali) della prima Switch, una notizia accolta con favore. Tuttavia, è stato specificato che potrebbero esserci eccezioni o problemi con alcuni titoli, un aspetto su cui servirà chiarezza. L’esistenza di versioni migliorate di Zelda suggerisce però che la retrocompatibilità potrebbe portare anche vantaggi prestazionali.

Prime Conclusioni: Un Futuro Promettente

Uscendo dall’evento di Milano, la sensazione predominante è di ottimismo. Nintendo Switch 2 si profila come un’evoluzione intelligente e potente. I miglioramenti hardware sono tangibili e mirati: il sistema magnetico dei Joy-Con convince, lo schermo più grande, definito e fluido migliora l’esperienza portatile, e il salto prestazionale apre finalmente le porte a esperienze di gioco moderne e a un supporto third-party più solido. Innovazioni come la modalità mouse aggiungono valore, e la lineup software iniziale appare solida e variegata.

Certo, si tratta solo di prime impressioni basate su demo controllate. Molte domande cruciali restano aperte: l’autonomia reale della batteria, che stando alle dichiarazioni della grannde N sarà comunque inferiore a quella dell’orignale Switch, la gestione del calore sotto sforzo prolungato, l’interfaccia utente finale e le funzionalità del sistema operativo, l’effettiva portata della retrocompatibilità e i dettagli dei servizi online.
Nonostante queste incognite, la partenza è stata indubbiamente promettente. Nintendo sembra aver centrato l’obiettivo di evolvere la sua formula vincente, rispondendo alle richieste di maggiore potenza e affinando l’esperienza d’uso.

Permangono tuttavia perplessità, nonn tanto sulla console in sè, quanto sulle politiche che Nintendo ha intenzione di adottare, la questione dei prezzi ha tenuto banco anche nelle discussioni all’interno dell’evento tra la stampa, i vari content creator e tra i semplici utenti.

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Classe 1991, appassionato di videogiochi, storia, fantascienza e geopolitica. Assiduo giocatore di World of Warcraft e innamorato di StarCraft. Fondatore e responsabile collaborazioni per Dailyquest.it Amante della lettura in particolare delle opere di Isaac Asimov.
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