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NerdPool > Blog > Film > Oceania 2: la recensione del sequel tra colori immersivi e canzoni incredibili
Film

Oceania 2: la recensione del sequel tra colori immersivi e canzoni incredibili

Valerio Perrone
26 Novembre 2024
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9 Min
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Oceania 2 è oggi al cinema, ma noi abbiamo avuto l’opportunità di guardarlo in anteprima grazie a Disney. Il viaggio di Vaiana continua in questo secondo capitolo, che vede la protagonista affrontare un nuovo viaggio, una nuova sfida che la vedrà cercare di superare diversi ostacoli, ma soprattutto, dovrà accettare il suo nuovo ruolo all’interno del villaggio, ruolo che si è guadagnata grazie agli eventi del primo capitolo.

Il film non è sicuramente una novità narrativa, si potrebbe quasi dire che è un “more of the same” del primo, durante il quale Vaiana lascia la sua isola per raggiungere un nuovo luogo con l’aiuto di Maui. A differenza del primo film, Vaiana non sarà da sola nel suo nuovo viaggio, bensì sarà accompagnata da una ciurma alquanto diversa e particolare, ognuno con abilità che in seguito torneranno utili proprio alla “principessa” Disney delle isole. Proprio questa definizione viene differenziata nel film, quando un abitante dell’isola la definisce “Principessa”, Vaiana ci tiene a sottolineare questo particolare, “lei non è una principessa”.

Vaiana, una “principessa” poco tradizionale

Questo aspetto viene particolarmente evidenziato durante la pellicola: Vaiana non è una principessa tradizionale. Lei è combattiva e non si arrende mai, pur mantenendo la sua femminilità. Sicuramente si nota immediatamente questo aspetto, in quanto Vaiana da sempre rimane una ragazza principessa, ma non di quelle tradizionali, bensì una guerriera che si prende da sola ciò che le serve e trova senza principe azzurro il suo posto nel mondo.

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Proprio di questo parla Oceania 2, la consapevolezza di accettare il proprio posto nel mondo e di abbracciare il proprio ruolo nella realtà nella quale viviamo. Se nel primo capitolo vediamo una Vaiana che ha voglia di partire per cercare il suo posto ideale, ed inseguire i suoi sogni, adesso la ritroviamo cresciuta e pronta a raccogliere l’eredità del padre. Questo, però, non le impedisce di navigare e continuare a cercare altri posti ed altri popoli con i quali entrare in contatto.

Nonostante Vaiana sembri sicura di sé, ancora non ha trovato la sua strada e la sua direzione, perché sta crescendo e come sappiamo, durante la crescita ci si può perdere ed è sempre più difficile trovare ciò che si cerca. Ed è proprio questo che dovrà imparare a fare la protagonista, perdersi per ritrovarsi, e trovare se stessa, accettando questo nuovo ruolo che le è stato concesso e tutte le responsabilità che ne derivano. Da questo punto di vista è sicuramente un film più maturo del precedente, con argomenti come la lontananza ed il rapporto con la sorellina, Simea, che si trova spesso lontana.

La trasformazione da serie a film, e personaggi secondare approfonditi

Durante la conferenza stampa il regista ha raccontato che il progetto ha preso forma nel 2020, una storia che doveva essere una serie tv, ma che poi, vista la bella storia raccontata, è stato trasformato in un lungometraggio. Decisione migliore non si poteva prendere. Infatti, il lavoro immenso che è stato fatto si vede, e soprattutto con i colori e le immagini, sistemate per la sala a dovere, fanno la differenza.

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Oceania si distingue per i colori dell’oceano e delle creature marine con le quali veniamo in contatto, ed anche in questo film ci vengono presentati nuove creature e posti che vi faranno rimanere a bocca aperta. I dettagli per la storia raccontata sono sempre ben delineati ed anche la caratterizzazione dei personaggi che accompagnano Vaiana nella sua avventura sono ben sviluppati. Troviamo, oltre all’onnipresente Hei Hei, il nuovo animaletto da viaggio, il maialino Pua, ma anche alcuni compagni di villaggio: Kele, il vecchio e burbero agricoltore dell’isola. Loto, la costruttrice che fabbrica la nuova barca di Vaiana, e Moni, il super forzuto amico della protagonista, che idolatra Maui.

Proprio Maui, in questa pellicola, ha più coscienza di se e delle sue abilità e svolge un ruolo importante nella crescita di Vaiana. Il loro rapporto è ancora più approfondito, ed è fondamentale per lo svolgimento della trama e per Vaiana. Oltre a questi personaggi, ci sono anche due villain, che nel film avrebbero anche potuto essere più approfonditi.

Un viaggio come crescita e coscienza di sé

Oltre a Vaiana è anche Maui che impara moltissimo da questa nuova avventura. Lo vediamo meno “bullo” e più guida e spalla nei confronti della ragazza. Uno sviluppo interessante, quello di Maui, proprio perché capisce i propri limiti e qui acquista la consapevolezza dei suoi poteri e di non essere sempre il fulcro di tutto, accettando e convivendo con questa nuova presa di coscienza.

Insieme a Maui, anche Vaiana cresce, cercando di trovare la strada per diventare donna, la strada per abbracciare la nuova se stessa che sta lentamente diventando, anche grazie a questo nuovo viaggio che dovrà fare per aiutare il suo popolo. Un percorso arduo, come la vita, nella quale, ogni tanto bisogna perdersi dal percorso prestabilito e cercare vie alternative per raggiungere la meta tanto agognata. Una bella metafora della vita, che serve da messaggio per le prossime generazioni che, crescendo insieme a Vaiana, iniziano ad affrontare quel viaggio che da ragazze, le porterà a diventare donne.

Matangi e Nalu, ancora una volta i villain che non sono “veri” cattivi

Come ormai siamo abituati a vedere negli ultimi anni, la Disney ha tolto un vero e proprio villain. Per questo negli ultimi anni, i cattivi che affrontano i protagonisti non sono mai veri e propri, ma sono ideologie o ostacoli da affrontare, o come nel caso nel primo Oceania, qualcosa da dover aggiustare e recuperare.

In Oceania 2, invece, sembra esserci un vero e proprio cattivo, inizialmente è Matangi, doppiata da Giorgia. Il personaggio è importante per il cammino della protagonista, ma non nel senso che si potrebbe pensare. Poi incontriamo un altro villain della pellicola, ovvero Nalu, dio che odia gli umani e che li ha maledetti, confinando l’isola in fondo al mare.

Purtroppo anche il nemico è solo un ostacolo da superare e non un vero e proprio cattivo tangibile che gli si para davanti. Purtroppo la Disney ha completamente tolto i cattivi dai classici animati, e difficilmente ritroveremo i vari Frollo, Scar, o Ade, nei prossimi film che arriveranno. Un vero peccato, proprio perché la forza dei classici Disney era anche nei cattivi diventati iconici.

Concludendo

In conclusione, Oceania 2, non raggiunge i livelli del primo film, ma rimane sempre una gioia per gli occhi, con un messaggio profondo ed importante che, con ogni probabilità, porterà ad un terzo capitolo della saga con protagonista Vaiana. Lo stesso regista ha sottolineato la grande influenza avuta dalla sua cultura samoana, inserendo molti riferimenti a degli eventi personali, come il nome della sorellina di Vaiana, Siana, che è lo stesso nome della figlia.

Un film per tutte le fasce d’età che vi farà immergere nelle bellezze dell’oceano e nella profondità dei rapporti familiari di Vaiana. Le canzoni potrebbero essere considerate la nota debole del film, in quanto non sono forti come quelle del primo capitolo. Una delle migliori è sicuramente quella di Matangi, doppiata da Giorgia, che ha fatto un lavoro perfetto con il personaggio e con l’adattamento del testo originale. Voi che ne pensate del film? Fatecelo sapere con un commento.

ARGOMENTI:Oceania 2Recensione
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