Dopo Sentient, Jeff Lemire e Gabriel Hernández Walta tornano a collaborare con Phantom Road, una serie ancora in corso che mescola horror puro e sovrannaturale. Panini Comics ha già pubblicato due volumi e in questo articolo vi presentiamo il primo.

Un mondo sconosciuto
Dom è un camionista con un passato burrascoso alle spalle. Una sera si imbatte in un brutto incidente lungo la strada e si ferma a soccorrere Birdie, la ragazza sopravvissuta. Vicino a lei c’è un bizzarro oggetto che sembra aver causato lo schianto. Toccandolo, i due si ritrovano in un’altra realtà, dominata da un paesaggio grigio e desolato, dove ci sono solo alcune inquietanti creature aliene che li attaccano e costringono Dom e Birdie a fuggire con il camion e lo strano oggetto che li ha portati lì. Davanti a loro solo un’infinita strada fantasma e nessuna risposta, oltre a un nuovo carico da trasportare verso una meta sconosciuta. Nel frattempo, l’agente dell’FBI Theresa Weaver indaga su alcuni cadaveri che i due fuggiaschi si sono lasciati alle spalle e qualcosa sembra richiamarle alla mente i ricordi di un passato dimenticato.

Reale e sovrannaturale
Sono tantissime le domande che Jeff Lemire dissemina nei primi cinque numeri di questa nuova serie. Una storia che alterna benissimo realtà e sovrannaturale, nello stesso modo in cui i due protagonisti continuano a passare da un mondo all’altro, spinti da una forza invisibile verso una missione da compiere. Tutti i personaggi principali hanno un passato burrascoso alle spalle, che si rivela in parte nel corso del volume, ma che riserverà sicuramente parecchie sorprese, in particolare nel caso di Theresa. Suo padre prima di lei era un agente dell’FBI e forse era già venuto in contatto con questo incubo.

Come accade spesso nelle sue opere, Lemire sceglie di non accelerare la narrazione, ma di lasciare il tempo a lettori e lettrici di prendere familiarità con i personaggi e con l’ambientazione per poi stupire improvvisamente con colpi di scena e rivelazioni inaspettate. I disegni di Hernández Walta e i colori di Jordie Bellaire contribuiscono a rendere tutto ancora più cupo e inquietante e anche ben visibile l’alternanza tra le due realtà. Il design delle creature è semplice ma altrettanto efficace e il loro aspetto deforme resta ben impresso nella mente.
Considerando i nomi coinvolti e le ragioni accennate sopra, ci viene quindi facile consigliarvi il primo volume di questa storia on the (phantom) road che riesce a creare grande tensione e che, visti i molti misteri da risolvere, ci invoglia a continuare la lettura con i prossimi volumi.


