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NerdPool > Blog > Libri > PIXEL.01 di Itomi Studio e RoundTwo: recensione
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PIXEL.01 di Itomi Studio e RoundTwo: recensione

Enrico Favaro
21 Maggio 2025
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19 Min
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Nell’oceano vasto e in perenne mutamento dell’informazione digitale, dove ogni contenuto è a portata di clic ma spesso svanisce con la stessa rapidità, emerge un’iniziativa editoriale che sa di antico e nuovo insieme, un vero e proprio faro per chi cerca profondità nel discorso videoludico. Parliamo di PIXEL, l’audace collana di “bookazine” a cadenza annuale, e in particolare del suo volume inaugurale, PIXEL.01. Frutto della sinergia tra la casa editrice Itomi Studio, guidata da Antonio Moro, e il dinamico duo di content creator RoundTwo (composto da Francesco Fossetti e Marxo Mottura), questo progetto ambisce a consacrare il medium videoludico quale autentico artefatto culturale.

Trama

PIXEL.01 è il primo volume di una “nuova collana di libri” a pubblicazione annuale, dedicata a un’esplorazione continua e approfondita del mondo dei videogiochi. Si presenta come un “bookazine”, un sofisticato ibrido che fonde la qualità produttiva superiore e il carattere intrinsecamente collezionabile di un libro d’arte con la varietà tematica e la freschezza di una rivista specializzata. L’obiettivo di PIXEL.01, e dell’intera collana, è offrire un concentrato di cultura nerd di alta caratura, capace di andare oltre l’effimera informazione digitale per indagare sondare il mondo videoludico e dare spazio dare voce a chi questo mondo lo vive quotidianamente, scolpendolo con le sue creazioni.Questo primo volume raccoglie sedici articoli, ognuno dedicato a un aspetto specifico della cultura videoludica, esplorando la produzione passata e presente, toccando temi come critica di prodotto focalizzata su temi e argomenti più disparati, comunicazione, hardware, narrative design e musica. La filosofia editoriale è quella di un “eclettismo curatoriale”: PIXEL.01 dà spazio a una pluralità di voci, includendo giornalisti di settore, ai content creator e alle loro specializzazioni, ma anche ad artisti/creativi di rilievo internazionale o addirittura alle stesse software house e ai publisher. Questa diversità assicura un’esplorazione poliedrica del medium. Una caratteristica distintiva è la potente e ricercata sinergia tra il testo e l’immagine: ogni singolo contributo è illustrato da un artista diverso che crea un artwork di copertina tra virgolette all’inizio di ogni capitolo con un focus sui talenti italiani per le illustrazioni in questo primo numero. Queste illustrazioni d’autore non sono mere decorazioni, ma veri e propri apparati critici che esplicitano e amplificano le tematiche del pezzo, conferendo a ogni articolo un’identità visiva unica e potente.

“L’ambizione è quella di essere un ‘concentrato di cultura nerd’, sulla scia della qualità dimostrata da Itomi Studio con il precedente progetto ‘EPIC’, offrendo approfondimenti che risuonano con gli appassionati, ma presentati con ‘elevata qualità e attenzione per i dettagli’.”

Recensione

PIXEL.01 non è semplicemente un libro o una rivista; è una dichiarazione culturale, un artefatto che si erge con prepotenza nel panorama editoriale come testimonianza della crescente maturazione del videogioco come forma d’arte e fenomeno culturale. Questo volume inaugurale si assume il compito, ambizioso e quanto mai necessario, di elevare la critica e l’arte videoludica, trattando la sua materia con una serietà analitica, una profondità di sguardo e una ricercatezza estetica che lo pongono al pari delle forme d’arte più consolidate e storicizzate. In tal modo, PIXEL.01 posiziona attivamente la cultura videoludica come meritevole di un trattamento editoriale di così alto calibro, sfidando percezioni anacronistiche e promuovendo una comprensione più ricca e sfumata del medium.

La cura quasi maniacale per l’aspetto fisico è uno dei pilastri del valore percepito del prodotto e riflette una precisa strategia di “premiumizzazione”. In un’epoca dominata dall’effimero digitale, dove l’informazione è spesso gratuita ma transeunte, PIXEL.01 risponde con la tangibilità e la permanenza di un oggetto di pregio. Non si tratta solo di possedere un libro, ma di fare un’esperienza. La scelta del formato quadrato (22×22 cm chiuso), una firma delle linee editoriali di ITOMI.studio, la solida copertina cartonata da 2,5 mm con Dorso Quadro, e la raffinata rilegatura in brossura di pregio, cucita a Filo Refe, non sono meri dettagli tecnici, ma componenti fondamentali del valore offerto, attentamente ponderate per garantire un’esperienza utente superiore. Le 140 pagine a colori sono stampate su una lussuosa carta patinata opaca da 170gr, che invita al tatto, restituisce una sensazione di solidità e valorizza magnificamente sia il testo, nitido e leggibile, sia le illustrazioni, vibranti e dettagliate. La stampa offset con inchiostri H-UV, scelta da Antonio Moro per la sua “qualità superiore” anche a discapito di tempi di produzione più lunghi, garantisce una resa cromatica brillante, neri profondi e una definizione d’immagine eccezionale, trasformando ogni pagina in una piccola opera d’arte.

Questa materialità è cruciale: l’oggetto fisico offre un diverso tipo di soddisfazione, un senso di possesso, permanenza e piacere estetico, trasformando PIXEL.01 in un vero e proprio “coffee table book”, progettato per essere esposto con orgoglio, consultato e custodito nel tempo come una testimonianza preziosa.

Il volume inaugurale ha immediatamente stabilito un tono audace e non convenzionale, a partire dalla sua copertina, un pugno visivo affidato in esclusiva assoluta al visionario mangaka Shintarō Kago. Artista di culto internazionale, noto per il suo “stile morboso ed eccentrico” e le sue opere “visionarie e disturbanti” che spesso esplorano il grottesco e il body horror con una precisione chirurgica e un’immaginazione perturbante, Kago ha consegnato un’immagine che è una dichiarazione d’intenti potentissima. La sua opera per PIXEL.01 è una “declinazione della fascinazione per il futuro e il fantastico, disseminando oggetti, creature e suggestioni nipponiche lungo il percorso di un cordone cerebro-ombelicale”.

Questa scelta coraggiosa, per nulla scontata, ha immediatamente posizionato la pubblicazione lontano dalle più rassicuranti e convenzionali riviste generaliste, segnalando che PIXEL non teme di esplorare gli aspetti più complessi, stimolanti o controversi della cultura visiva legata ai videogiochi. È un chiaro segnale dell’ambizione di attrarre un pubblico sofisticato, avvezzo all’arte d’avanguardia e provocatoria, e di voler inquadrare la cultura videoludica all’interno di un più ampio e maturo discorso artistico e intellettuale.

All’interno, PIXEL.01 orchestra un “eclettismo curatoriale” di rara efficacia, dispiegando sedici articoli che, come tessere di un mosaico complesso e affascinante, compongono un ritratto sfaccettato del mondo videoludico. Ogni saggio è splendidamente illustrato da un artista differente – con una particolare attenzione, in questo primo numero, ai talenti italiani – creando una potente sinergia tra testo e immagine, dove le illustrazioni non si limitano ad accompagnare, ma “esplicitano e amplificano le tematiche del pezzo”, aggiungendo un ulteriore livello di lettura, interpretazione e pregio estetico. Il parterre di collaboratori è impressionante per varietà e caratura, a testimonianza della volontà di offrire una pluralità di prospettive autorevoli.

Troviamo, ad esempio, Marco Mottura di RoundTwo che, con il suo articolo “Lo Strepitoso Fiasco del Virtual Boy”, offre una meticolosa e avvincente retrospettiva su uno dei più noti e discussi fallimenti hardware della storia videoludica. L’analisi va oltre la semplice cronaca, trasformandosi in una riflessione sulle ambizioni tecnologiche, i rischi dell’innovazione e le lezioni che l’industria può trarre dai propri passi falsi, il tutto impreziosito dalle geometrie iconiche di Van Orton Design.

Francesco Fossetti, firma storica del giornalismo videoludico italiano, ci delizia con “Wakawaka! Banchetti virtuali e masticazioni digitali: come i videogiochi giocano colò cibo per condire mondi e racconti”. Questo saggio, accompagnato dalle evocative illustrazioni di Lorenzo Colangeli, esplora con acume il ruolo, spesso sottovalutato ma narrativamente e meccanicamente significativo, degli alimenti nei mondi virtuali: da semplici meccaniche di cura a potenti strumenti di world-building e caratterizzazione.

Il collettivo Devolver Digital, con Luciop all’illustrazione, firma direttamente “Devolver Digital: storia e memoria di una superstar indipendente”, un racconto dall’interno, schietto e probabilmente ricco di aneddoti, sulla traiettoria di uno degli editori più irriverenti, coraggiosi e amati della scena indipendente, un vero e proprio case study sul successo alternativo.

La cultura pop e le sue declinazioni videoludiche sono esplorate da più angolazioni, a dimostrazione della capacità del videogioco di generare veri e propri fenomeni culturali. Francesco “Cydonia” Cilurzo, con la complicità visiva di Davide Minciaroni, in “(Oltre) Pokémon: genesi ed evoluzione dei monster collector” investiga le radici e le ramificazioni di un genere che ha catturato l’immaginazione di intere generazioni, andando oltre il suo esponente più celebre.

Dario Moccia, supportato dal tratto di David Genchi, in “Sogni di gloria. I tempi d’oro delle mascotte, tra successi e fallimenti” ripercorre con passione e competenza i tempi d’oro delle mascotte, un viaggio nostalgico ma anche critico in un’epoca fondamentale per la definizione dell’identità visiva e commerciale del videogioco, quando un singolo personaggio poteva decretare il successo di un’intera piattaforma.

Le dinamiche sociali emergenti dal gaming, sempre più centrali nel dibattito contemporaneo, sono al centro dell’articolo di Michele “Sabaku no Maiku” Poggi, intitolato “Jolly co-operation: come i Souls hanno reinnescato la collaborazione fra videogiocatori” e illustrato da Davide Ottani. Questo pezzo indaga come una serie universalmente nota per la sua ostica difficoltà e le sue atmosfere cupe abbia, paradossalmente, favorito la nascita di complesse e sentite forme di aiuto reciproco e interazione comunitaria. Non mancano approfondimenti su aspetti specifici dello sviluppo e del marketing, cruciali per comprendere le logiche interne dell’industria.

CD PROJEKT RED, con il supporto visivo di Matteo Bassini, offre un prezioso excursus nel marketing giallo di Cyberpunk 2077, svelando presumibilmente strategie e retroscena di una delle campagne comunicative più imponenti, attese e discusse degli ultimi anni, con tutti i suoi trionfi e le sue complessità.

Andrea Babich, forte della sua esperienza diretta in Ubisoft Milan e illustrato da Fabio di Corleto, guida il lettore attraverso 10 semplici mosse per divenntare narrative director, offrendo uno spaccato su una professione sempre più cruciale nel panorama videoludico.

Matteo Bordone, con le illustrazioni di Kaneda99, si addentra con piglio analitico nella fenomenologia dei roguelike, sezionando meccaniche, storia e il persistente, quasi masochistico, fascino di un genere tornato prepotentemente alla ribalta grazie alla scena indie.

Infine, il pluripremiato compositore Austin Wintory, la cui sensibilità artistica è stata celebrata in giochi come Journey e Abzû, regala una riflessione autorevole, illustrata da Diletta Scaruffi, in “Passato, presente e futuro della musica interattiva”, sottolineando il ruolo cruciale e in continua evoluzione del sonoro e delle partiture dinamiche nell’arricchire l’esperienza emotiva e immersiva del videogioco. Questa democratizzazione delle competenze, che vede affiancate con pari dignità le firme del giornalismo tradizionale, le “nuove” voci autorevoli provenienti dal web e le testimonianze dirette degli stessi sviluppatori, offre una ricchezza e una polifonia di prospettive davvero unica nel panorama editoriale italiano. Il tutto è tenuto insieme da una forte e riconoscibile supervisione editoriale, che garantisce una coerenza di fondo e un elevatissimo standard qualitativo per ogni singolo contributo.

L’accoglienza del pubblico a PIXEL.01 è stata la prova più eloquente della validità e della necessità di una formula editoriale così concepita: le prime 1000 copie sono andate letteralmente a ruba, esaurendosi in meno di due ore dal lancio. Un successo travolgente, definito “inaspettato” persino dagli stessi creatori, ma che testimonia in maniera inequivocabile l’efficacia del modello di vendita diretta al consumatore, che bypassa le tradizionali filiere distributive per creare un legame più stretto e autentico con il proprio pubblico, e la straordinaria capacità del progetto di generare attesa e desiderio all’interno di una community di nicchia particolarmente attenta e appassionata.

Antonio Moro ha espresso con entusiasmo la sua soddisfazione, definendo PIXEL.01 “una bomba” e uno “strepitoso progetto”, parole che riflettono l’orgoglio per un prodotto evidentemente riuscito. Questo trionfo di mercato ha prepotentemente convalidato la visione di Moro e RoundTwo, dimostrando in modo incontrovertibile che esiste un pubblico maturo, esigente e pronto ad investire in prodotti editoriali dedicati al videogioco che offrano non solo contenuti di spessore, ma anche un’eccellente qualità realizzativa e un indiscutibile valore collezionistico.

PIXEL.01 non è, quindi, un acquisto d’impulso da consumare distrattamente, né tantomeno una lettura usa e getta destinata a ingiallire su uno scaffale. Si rivolge con decisione all’appassionato esigente e curioso, a quel tipo di lettore che cerca un impegno più profondo, critico e riflessivo con la propria passione videoludica. È per chi desidera scandagliare le complesse dinamiche culturali, artistiche, tecnologiche e produttive che animano e definiscono il medium videoludico contemporaneo. È un invito esplicito a rallentare il ritmo frenetico della fruizione digitale, a dedicare tempo e attenzione a una lettura meditata, apprezzando il valore intrinseco dell’oggetto libro come scrigno di conoscenza, veicolo di bellezza estetica e potente stimolo intellettuale.

Con questo volume inaugurale, curato in ogni dettaglio, dalla scelta dei temi a quella degli illustratori, PIXEL ha forgiato un modello editoriale di successo e di grande impatto culturale, ponendo solide basi per una collana che, come dimostrato dall’altrettanto pregevole uscita successiva di PIXEL.02, è destinata a lasciare un segno profondo e duraturo nel panorama dell’editoria videoludica italiana e, si spera, a ispirare iniziative simili anche oltre i confini nazionali.

Potete trovarlo QUI.

Gli Autori

PIXEL è il risultato di una calibrata e fruttuosa collaborazione tra due entità distinte ma profondamente complementari:

Itomi Studio: Fondata nel 2022 da Antonio Moro, ITOMI.studio è una casa editrice indipendente con una missione precisa: creare e vendere direttamente “libri di pregio e prodotti particolari in tiratura limitata per un pubblico esigente e curioso”. Antonio Moro non è nuovo al mondo della creazione di contenuti e della gestione di community; la sua significativa esperienza come fondatore e direttore per dodici anni della rivista online Lega Nerd gli fornisce una solida base nella comprensione della “cultura nerd” e delle sue dinamiche. Il passaggio a ITOMI.studio rappresenta una transizione deliberata verso prodotti fisici di altissima fattura, con un’enfasi sull’artigianalità e l’esclusività. La distribuzione avviene “esclusivamente in vendita diretta attraverso il suo sito e-commerce, ITOMI.shop”, permettendo un maggiore controllo sul brand e un rapporto più intimo con i clienti. Moro stesso è profondamente coinvolto nel processo creativo, arrivando a curare personalmente l’impaginazione di PIXEL.01 (“ho preso tutto questo materiale… e le ho impaginate in questo librone”), incarnando la figura dell'”editore artigiano” che fa leva su una profonda competenza personale e una connessione diretta con il proprio pubblico.

RoundTwo: Dietro questo nome si cela il duo formato da Francesco Fossetti e Marco Mottura, due tra i più noti e rispettati commentatori e critici nel panorama videoludico italiano. Con il loro canale focalizzato su “videogiochi, board game e cultura nerd con un tocco più diretto e personale” e il loro apprezzato podcast quotidiano “Gong!”, che offre notizie e commenti “senza fuffa, senza rumor o leak, e con una selezione di notizie rispettosa del vostro tempo!”, hanno costruito una solida reputazione e una community affezionata su piattaforme digitali come Twitch e YouTube. Il loro coinvolgimento in PIXEL è cruciale: apportano la loro voce autorevole, la loro credibilità e un pubblico digitale consolidato, fungendo da ponte tra le community online e il mondo degli artefatti tangibili. Per loro, PIXEL è motivo di grande orgoglio e rappresenta un ritorno significativo all’editoria cartacea di pregio.

La partnership tra l’infrastruttura editoriale e la visione qualitativa di Itomi Studio e la voce critica e la portata comunitaria di RoundTwo è un esempio emblematico di collaborazione cross-mediale simbiotica. Questa sinergia permette a PIXEL di attingere alla vasta community di RoundTwo, potenziando vendite e coinvolgimento, e allo stesso tempo offre a RoundTwo una nuova, prestigiosa piattaforma per il loro lavoro.

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DiEnrico Favaro
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Classe 1991, appassionato di videogiochi, storia, fantascienza e geopolitica. Assiduo giocatore di World of Warcraft e innamorato di StarCraft. Fondatore e responsabile collaborazioni per Dailyquest.it Amante della lettura in particolare delle opere di Isaac Asimov.
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