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NerdPool > Blog > Film > Queer: La recensione della nuova pellicola di Luca Guadagnino, in bilico tra eros e misticismo
Film

Queer: La recensione della nuova pellicola di Luca Guadagnino, in bilico tra eros e misticismo

Andrea Castaldi
28 Marzo 2025
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5 Min
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Luca Guadagnino è forse il regista italiano più in voga del momento nel panorama del cinema mondiale. Figlio della Nouvelle Vague del suo ramo indipendente, è stato conosciuto dai più grazie al delicato Call Me By Your Name ma arrivato al grande pubblico solo lo scorso anno tramite Challengers, con Zendaya, Mike Faist e Josh O’Connor nei panni dei protagonisti. A distanza di un solo anno, torna nei cinema con un film molto più personale e introspettivo: Queer. Ispirato dalla Novella di William S. Burroughs, Queer è sceneggiato da Justin Kuritzkes e vede protagonisti Daniel Craig, Drew Starkey, Jason Schwartzman e Leslie Manville.

La trama di Queer

1950. William Lee è un americano espatriato in Città del Messico con il vizio dell’alcol e con il solo scopo di vagare da un bar all’altro alla ricerca di uomini da portarsi a letto. L’incontro con Eugene Allerton, tuttavia, è in grado di stabilizzare i suoi sentimenti rendendolo vittima di un amore distaccato ma allo stesso tempo morboso, che lo porterà alla ricerca di una sostanza prodotta solamente nella giungla ecuadoriana: l’Ayahuaska. Nel tentativo di sfruttare gli effetti della sostanza per poter trascendere e capire i propri sentimenti, si troverà protagonista di un viaggio mistico e carnale.

Un film su più livelli

Queer è una pellicola stratificata, perfettamente confezionata per essere un film dai tempi moderni caratterizzato da un’estetica pop. Ambientato in tre parti (più un epilogo), il primo segmento fa quello che ti aspetti da un film di Guadagnino: veniamo introdotti in una storia d’amore delicata ma allo stesso tempo d’impatto, anarchica ma così omologata che non può non affascinare. La parte interessante, però, arriva durante lo sviluppo del secondo atto, quando Guadagnino cambia registro.

L’esteta italiano

Lasciamo Città del Messico e quella fotografia che alternava una fredda solitudine a una calorosa ricerca di compagnia per rappresentare la storia di Lee, per un nuovo capitolo impattante: L’Ecuador. In questa seconda parte, Luca Guadagnino si ispira forse al regista più estetizzante della storia del cinema: Wes Anderson. Il racconto che sembrava una pagina di vita diventa d’un tratto un’avventura surreale nella giungla ecuadoriana dove l’umorismo incontra lo spiritualismo. Il background diventa teatro (o realizzato in CGI) per estraniare lo spettatore dal racconto e denotare lo stato sentimentale del nostro protagonista, alle prese con gravi mancanze. L’avventura si fa simmetrica, particolarmente precisa ma che sfocia in una scoperta del proprio Io molto più intima e introspettiva. L’unione di due corpi – proprio come piace a Cronenberg – diventa una delicata metafora. La carne si unisce, si muove, ma soprattutto si incontra all’interno dei due protagonisti in una rappresentazione osmotica dei propri amori.

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L’epilogo

La storia d’amore tra Lee e Gene trova un finale didascalico caratterizzato da una regia angosciante, quasi oppressiva. Il terzo atto diventa più surreale, claustrofobico e inquietante come un film di David Lynch: Lee trova le sue risposte e Guadagnino si dimostra ancora una volta capace di spaziare tra generi e di creare un tipo di cinema originale e mai banale.

William Lee

Prima di Cillian Murphy, gli occhi di ghiaccio più apprezzati nel cinema erano quelli di Daniel Craig. Uno dei James Bond più apprezzati di sempre aveva già dimostrato le sue doti attoriali nei quattro film sull’agente 007 – ma anche nei panni di Mr. Blanc nel Knives Out di Netflix – eppure, con Queer, riesce a reinventarsi e trovare la sua migliore interpretazione. Nonostante il peso di un ruolo complesso e stratificato riesce a regalare una performance reale, dove pochi sguardi bastano ad esprimere le emozioni del suo protagonista.

Per concludere, Queer è forse il film più intimo girato da Luca Guadagnino, una pellicola specchio di un amore sbagliato, dove il sentimento raccontato supera anche il valore del protagonista. Una storia ambientata più di 70 anni fa espressa in modo originale e dannatamente pop (nell’accezione più positiva possibile).

Aspettate il nuovo film di Luca Guadagnino? Vi ricordiamo che Queer è in uscita nei cinema italiani a partire dal 17 Aprile!

ARGOMENTI:queerRecensione
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