Uscita da poche ore, la Serie Tv su Ayrton Senna Da Silva sembrerebbe aver già convinto gli spettatori più esigenti in termini di accuratezza sportiva e storica, piuttosto soddisfati della meticolosa ricostruzione della carriera del talento brasiliano scomparso prematuramente nel 1994.
Al netto delle numerose riserve sollevate nel corso della nostra recensione – riguardanti quasi esclusivamente la qualità della narrazione e mai l’efficacia e la bontà della ricostruzione storica -, non dubitiamo che la miniserie ideata e diretta da Vicente Amorim possa solleticare la nostalgica passione di chi ha vissuto gli anni della controversa rivalità con Alain Prost e dello sfortunato incidente che nel 1994 privò il mondo del miglior pilota dell’epoca (per alcuni di sempre).

Il prevedibile successo della serie tra gli appassionati, tuttavia, sembrerebbe aver alimentato ulteriormente le richieste di chi, oltre alla serie su Senna, sogna da anni la narrazione audiovisiva di altre leggendarie carriere del motorsport. Dai risultati di Senna, dunque, non dipenderanno soltanto le carriere di chi ha partecipato alla sua realizzazione, ma anche la fattibilità di altri progetti dello stesso stampo editoriale.
Un film su Marc Marquez e Valentino Rossi? Il pubblico scalpita, ma per ora nessuna novità
Difficile in tal senso ignorare le innumerevoli richieste relative ad una Serie TV o un film sull’ormai storica rivalità tra Marc Marquez e Valentino Rossi, al tempo divenuta talmente popolare da valicare la barriera del pubblico sportivo, divenendo un vero e proprio fenomeno di massa.
In questo caso, tuttavia, in virtù di quanto avvenuto al tempo con quel gioiello che risponde al titolo di Rush – lungometraggio semplicemente sontuoso, in cui viene sintetizzata con rara efficacia la battaglia sportiva tra James Hunt e Niki Lauda -, è probabile che la strada più idonea possa essere proprio quella della opera solitaria, che permetta anche di godere della fruizione in sala.

Inoltre, considerando i soggetti presi in considerazione – ovvero coloro i quali attualmente vengono considerati con grande probabilità i piloti più iconici e influenti della storia della Moto GP (forse soltanto Casey Stoner e Giacomo Agostini possono dirsi parte di questo ristrettissimo club di leggende) -, è difficile che una produzione si ritrovi a sollevare particolari perplessità in merito alla risonanza mediatica e dunque alla riuscita economica del progetto.
Difatti, l’unico vero ostacolo che si frappone tra il sogno di milioni di appassionati e la realtà di un lungometraggio su Rossi e Marquez, è rappresentato dal fatto che quest’ultimo sia ancora in piena attività (nel corso della prossima stagione sarà uno tra i principali favoriti al titolo mondiale), il che renderebbe piuttosto strano e inconsueto il progetto, oltre a risentire in parte di quel meccanismo psicologico per cui gli eventi più recenti siano svuotati di quell’aura leggendaria, spesso riservata soltanto alle epoche più lontane.
Non è un caso che, ad esclusione di alcuni sporadici rumors circolati in rete, non vi siano ancora notizie attendibili su movimenti relativi alla trasposizione cinematografica di questo fascinoso frammento della storia dello sport, per ora ad appannaggio eslcusivo delle cronache e della memoria degli appassionati (e non solo).

