La primavera 2026 segna il ritorno in sala di una delle coppie più amate del cinema e dei videogiochi. A tre anni dal debutto record di The Super Mario Bros. Movie, Chris Pratt e Charlie Day tornano a prestare le voci a Mario e Luigi nel tanto atteso sequel: The Super Mario Galaxy Movie, in uscita nelle sale il 1° aprile.
Tuttavia, il ritorno dell’idraulico baffuto di Nintendo porta con sé alcune novità che stanno già facendo discutere la fanbase. In una recente intervista, Chris Pratt ha spiegato il motivo dietro il cambiamento di uno dei tormentoni più famosi del franchise: l’esclamazione “Mamma Mia”.
Perché il “Mamma Mia” di Chris Pratt sarà diverso nel sequel?
Parlando con ScreenRant, l’attore americano ha approfondito le sfide vocali incontrate nel dare vita a un personaggio così iconico. Secondo Pratt, la scelta di modificare l’intonazione del classico “Mamma Mia” risiede nella coerenza narrativa con le origini di Mario, presentato nel film come un ragazzo italoamericano di Brooklyn.
“Quando senti la versione originale del personaggio, è molto acuta, molto italiana”, ha spiegato Pratt. “Ma mi sono chiesto: che senso ha che un ragazzo di Brooklyn, che non ha quell’accento, lo usi in quel modo così marcato?”
Un approccio più “realistico” e meno caricaturale
L’attore ha ammesso che adattare questa frase è stato uno dei compiti più difficili durante il doppiaggio. Invece di imitare l’accento dei videogiochi, Pratt ha cercato di dare un’intenzione diversa alla battuta, legandola a momenti di stupore o riverenza:
- Il nuovo suono: Non più un grido acuto, ma una versione più rallentata e profonda.
- La citazione: “L’hanno rallentata per attenuare un po’ l’effetto ‘macchietta’, cercando di renderla naturale per un abitante di New York: un prolungato ‘Maaaammaaa Miaaaa’”.
La sfida di doppiare Mario: tra critiche e caratterizzazione
Non è un segreto che la performance vocale di Pratt nel primo capitolo abbia diviso il pubblico. Molti critici e fan avevano inizialmente storto il naso di fronte a un accento che non sembrava né abbastanza “videoludico” né marcatamente “di Brooklyn”.
Una scelta coerente con il personaggio cinematografico?
Nonostante le potenziali polemiche, la decisione di allontanarsi dal cliché ha una sua logica narrativa. Se il Mario cinematografico è radicato nel contesto urbano di New York, un’imitazione troppo fedele alla voce storica di Charles Martinet rischierebbe di risultare fuori luogo in un contesto di narrazione più realistico (per quanto possa esserlo un film su funghi parlanti e galassie).

Cosa aspettarsi da The Super Mario Galaxy Movie
Il 1° aprile scopriremo se questa evoluzione vocale convincerà gli spettatori. Oltre alla questione “Mamma Mia”, c’è grande curiosità per vedere come il sequel esplorerà le meccaniche della gravità e i nuovi mondi introdotti dalla saga di Super Mario Galaxy.
E voi cosa ne pensate? Preferite il classico stile Nintendo o siete curiosi di sentire la versione ‘Brooklyn Style’ di Chris Pratt? Fatecelo sapere nei commenti!


