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Tiny Thor
NerdPool > Blog > Videogiochi > Tiny Thor – recensione del platform indie su Switch
Videogiochi

Tiny Thor – recensione del platform indie su Switch

Christian Pollini
10 Agosto 2023
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5 Min
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L’era degli hardware da gaming a 16 bit è stata senz’altro uno dei periodi più splendenti per quanto riguarda i platform, con produzioni diventate leggendarie e che hanno settato degli standard ormai imprescindibili per ogni pubblicazione successiva. Non a caso la nutritissima scena indie degli ultimi anni ricorre spesso al genere e alla corrente artistica della pixel-art 16 bit per le sue produzioni, ed è questo il caso di Tiny Thor.

Pubblicato da IndieForge, una label di publishing della Gameforge, e sviluppato da Asylum Square, Tiny Thor è un platform a 16 bit con la grafica pixel-art in cui il figlio di Odino deve affrontare diversi tipi di prove sempre nuove. In pratica, non si deve combattere solo contro dei boss. Ogni regno si distingue per i suoi contesti unici. E per andare avanti, è necessario utilizzare con destrezza Mjöllnir sia per sconfiggere gli avversari che per risolvere enigmi di vario genere. Abbiamo provato per voi la versione per Nintendo Switch del titolo, e se volete sapere cosa ne pensiamo restate qui su NerdPool e lo scoprirete!

Un piccolo dio ha bisogno del suo piccolo martello!

L’incipit di Tiny Thor è piuttosto semplice: nel giorno del suo compleanno il piccolo Thor riceve da suo padre Odino in regalo Mjöllnir, un martello dotato di poteri divini con cui poter vivere avventure e maturare come futura divinità norrena. Il nostro piccolo eroe parte quindi all’avventura lungo una 30ina di livelli pieni di nemici, boss-fight da affrontare, gemme da raccogliere ed enigmi ambientali da risolvere.

Tiny Thor
è possibile prendere la mira con Mjöllnir prima di lanciarlo, potendo anticiparne le traiettorie per raggiungere luoghi o nemici inaccessibili

L’impostazione del gameplay è piuttosto classica: Thor non ha un indicatore della salute ma verrà sconfitto non appena colpito una volta sola da qualsiasi nemico o trappola, ritornando successivamente in vita ad inizio stage o all’ultimo checkpoint attraversato. Raccogliendo un cuore potremo essere colpiti una volta senza morire, e avremo una manciata di secondi per recuperare il cuore prima che svanisca, ripristinandone la protezione per il prossimo colpo subito.

Il gameplay di Tiny Thor è fortemente incentrato sull’utilizzo di Mjöllnir: lanciarlo contro i nemici o farlo rimbalzare sulle pareti per raggiungere punti altrimenti preclusi diventa fondamentale per i combattimenti e la risoluzione dei puzzle ambientali, frequenti ma mai troppo complicati o noiosi. Anche le boss-fight richiedono l’analisi e lo sfruttamento a proprio vantaggio dell’ambiente circostante, risultando stimolanti e appaganti.

La crescita di un piccolo eroe

La progressione in Tiny Thor è fondamentale per unire le meccaniche platform a quelle “metroidvania” del titolo: ottenere abilità come il doppio salto, lo scatto o l’arrampicata sui muri permettono la rigiocabilità dei livelli, in quanto sarà possibile raggiungere zone precedentemente inaccessibili. Anche la raccolta delle gemme blu e dei cristalli rossi aiuterà questa progressione, fornendoci nel primo caso la possibilità di sbloccare talenti secondari, e nel secondo sbloccando nuove aree segrete.

Tiny Thor
Le aree di gioco, pur mantenendo la stessa origine tematica, risultano piuttosto varie e mai banali, essendo sempre disegnate a mano

Il comparto grafico del gioco è molto ben fatto, la pixel-art è perfetta per rievocare il periodo d’oro dei platform degli anni ’90, e i livelli disegnati a mano brillano per un level design ben studiato e mai troppo dispersivo. Anche l’audio è più che buono, a cui si deve un doveroso plauso alla colonna sonora, con brani che mischiano lo stile retrò alla musica strumentale più moderna, creando brani sempre orecchiabili e d’atmosfera.

La longevità si attesta sulle 10 ore di gioco, che possono arrivare anche al doppio per i completisti e coloro che vogliono scoprire ogni piccolo segreto o area nascosta. La difficoltà (non regolabile dai menu) ha una curva di crescita piuttosto morbida, e la frequente presenza di checkpoint lungo i livelli rende il gioco impegnativo ma mai troppo frustrante o difficile, adatto sia ai neofiti che agli appassionati in cerca di sfide stimolanti.

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DiChristian Pollini
Mi chiamo Christian, sono nato nel 1983 e più o meno dal 1989 (anno in cui ricevetti la mia prima console da gioco, il leggendario Nintendo NES) sono irrimediabilmente appassionato di videogiochi. Ho passato tutti i tipi di piattaforme, dai PC alle console di tutte le generazioni dagli 8 bit in poi mi sono sempre tenuto aggiornato ed informato su tutti gli aspetti di questa piccola grande passione. Appassionato inoltre di cinema, fumetti, libri, giochi di ruolo, serie TV e più o meno tutto ciò che ruota attorno alla cultura nerd.
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