L’attesa è quasi finita. Dopo sette anni dall’ultima apparizione sul grande schermo, il franchise di punta della Pixar è pronto a tornare nel 2026 con l’attesissimo Toy Story 5. Nonostante il primo teaser trailer abbia generato grande entusiasmo tra i fan, è emersa la solita, prevedibile, ondata di scetticismo e preoccupazione riguardo al futuro della saga.
I timori ricorrenti: Sequel inutile che serve “solo per fare soldi”
L’uscita del filmato promozionale ha immediatamente riacceso vecchie conversazioni, in particolare due critiche principali:
- Rovinare il Finale di Toy Story 4: Molti temono che la riunione tra Woody, Buzz Lightyear e il resto della banda vanificherà il toccante e definitivo addio che ha concluso la pellicola precedente.
- Sequel Fine a Se Stesso: L’accusa di essere fatto per “fare soldi”—un’operazione volta unicamente a massimizzare gli incassi sfruttando un IP di successo—è sempre dietro l’angolo in un’era dominata dalla nostalgia e dallo sfruttamento eccessivo dei franchise.
Nota Bene: Queste preoccupazioni sono comprensibili. L’era attuale è satura di sequel e reboot, e il finale di Toy Story 4 è stato, in effetti, percepito come un eccellente punto di arrivo emotivo.
La storia insegna: Toy Story supera sempre gli scettici
Tuttavia, c’è un elemento cruciale che i detrattori sembrano ignorare: la straordinaria capacità della saga di Toy Story di smentire le critiche.
Ad esempio i dubbi su Toy Story 3 erano sulla capacità della Disney (post-acquisizione Pixar) di mantenere l’integrità del franchise, ma alla fine il terzo capitolo è considerato uno dei migliori film d’animazione degli ultimi 15 anni. Su Toy Story 4 c’era scetticismo diffuso sul fatto se “fosse davvero necessario” dopo il e invece è considerato un film commovente, creativo e divertente che ha arricchito la magia della saga
I capitoli 3 e 4 non si contraddicono; sono due facce della stessa medaglia che esplorano splendidamente il tema universale del cambiamento, del lasciar andare e della ricerca di un senso di accettazione nelle diverse fasi della vita.
Se la Pixar è riuscita a trovare motivazioni potenti per far evolvere i personaggi in passato, non c’è motivo di dubitare che possa farlo ancora. L’idea che “l’era dei giocattoli sia finita” si allinea perfettamente ai temi ricorrenti della serie sull’evoluzione e la trasformazione.
Il vero significato: Unire le generazioni
Continuare il franchise non è solo un sintomo della “mania da nostalgia”, ma riflette il cuore pulsante della sua narrazione: i giocattoli sono fatti per essere tramandati e amati.
Toy Story è un fenomeno che unisce intere generazioni. Ogni nuovo film offre ai genitori l’opportunità di condividere l’esperienza e la gioia dei “loro” giocattoli con i propri figli, creando un legame intergenerazionale potente e senza tempo. È questa magia che permette alla Pixar di riportare in vita la serie con successo ogni volta.
Il problema di fondo della Pixar

Pur difendendo il ritorno di Toy Story, è onesto riconoscere che la Pixar ha delle sfide interne.
Il vero problema dello studio risiede nella performance al botteghino dei suoi film originali, esacerbata in parte dal trattamento della Disney che li ha spesso dirottati verso Disney+ durante la pandemia.
La Pixar ha bisogno di trovare un migliore equilibrio tra sequel (come Toy Story 5) e film originali (come l’atteso Hoppers nel 2026). Idealmente, un blockbuster come Toy Story 5 può fungere da motore di traino, reintroducendo nuove generazioni al marchio Pixar e aumentando l’interesse e la popolarità per le loro nuove e originali creazioni.
Il successo o il fallimento di Toy Story 5 non è la causa dei problemi della Pixar, ma rappresenta una grande opportunità per ribadire la sua eccellenza narrativa e spingere lo studio a fare un lavoro migliore nel promuovere i suoi film originali come eventi cinematografici imperdibili.
Cosa ne pensi? Credi che Toy Story 5 possa sorprenderci ancora una volta o sei tra coloro che vorrebbero che la saga si fosse conclusa con il quarto capitolo?



