La storia di James Tynion IV e Martin Simmonds su Dracula aveva inaugurato nel miglior modo la collana dedicata ai mostri classici della Universal. Con il secondo titolo appena uscito per SaldaPress, Universal Monsters: Frankenstein, torniamo ancora una volta al 1931, data di uscita proprio del Frankenstein di James Whale, ispirato ovviamente al romanzo di Mary Shelley. Ai testi e ai disegni troviamo Michael Walsh con i colori di Toni Marie Griffin. Lo scrittore canadese omaggia e rende pienamente giustizia al materiale originale, ma ci mostra la storia da un punto di vista inedito, introducendo un bambino che si troverà suo malgrado faccia a faccia con il mostro.

Un corpo da ricomporre
Henry Frankenstein è ossessionato dall’idea di sconfiggere la morte e per farlo vuole compiere un esperimento riportando in vita un corpo umano, così insieme al suo assistente Fritz sta cercando le parti giuste per creare la sua cavia perfetta. Una notte, si recano in un cimitero dove dissotterrano il cadavere di un uomo, senza sapere che il figlio è lì ad osservarli nell’ombra. Il bambino segue lo scienziato fino al suo laboratorio e assiste alla nascita di una creatura dall’aspetto mostruoso, che lo spaventa ma al tempo stesso lo incuriosisce e lo attrae.
Attraverso numerosi salti temporali, Michael Walsh ripercorre la storia di Frankenstein dividendola in quattro parti, ognuna delle quali è rappresentata da una parte del corpo: mani, cervello, cuore, occhi. Vediamo così come lo scienziato sia riuscito a procurarsi il materiale per la sua creatura e possiamo ricomporre noi stessi ogni tassello della vicenda. Una scelta molto interessante e resa in maniera ottima dal punto di vista stilistico grazie al tratto preciso di Walsh e ai colori di Griffin che esaltano le atmosfere drammatiche e cupe del racconto, ma che a livello narrativo può confondere il lettore visti i continui passaggi repentini tra passato e presente.

Chi è il mostro?
Ogni personaggio è ben caratterizzato, facendoci porre il giusto dubbio su chi sia davvero “il mostro” in questa storia. Henry è ossessionato dal suo esperimento e per portarlo avanti ha lasciato da parte ogni affetto, compresa la fidanzata Elizabeth. Nel suo sguardo si percepisce ogni volta tutta la sua spossatezza ma anche un qualcosa di sadico e malvagio. Il suo assistente Fritz, ingobbito e dal volto truce, sembra ricoprire un ruolo che in realtà non gli compete e subisce i continui ordini del padrone, al quale vorrebbe ribellarsi. Elizabeth è triste e inizia ad avere paura di Henry, ma continua ad amarlo. In tutto questo, il bambino, dapprima spaventato, si dimostra molto coraggioso e sente un legame con la creatura che lo spinge ad andare fino in fondo a questa storia. Infine, il “mostro” stesso, che non è stato educato e non sa nulla del mondo che lo circonda. Agisce spinto dall’istinto, anche quando uccide, senza rendersi conto di quali possano essere le conseguenze delle sue azioni.

In soli quattro numeri, Michael Walsh riesce a raccontarci in maniera ottima la sua versione del Frankenstein del 1931, anche se probabilmente la storia avrebbe potuto beneficiare di un maggior numero di pagine. In attesa delle prossime uscite, la collana Universal Monsters si conferma molto interessante perché ogni team creativo riesce a omaggiare i film originali, aggiungendo elementi inediti che li arricchiscono e che potranno anche invogliare i lettori a recuperare un pezzo di storia del cinema.
