Terzo appuntamento per la collana Universal Monsters pubblicata da SaldaPress. Dopo Dracula e Frankenstein, tocca a Il mostro della laguna nera, con una storia scritta da Dan Watters e Ram V, disegnata da Matthew Roberts e colorata da Dave Stewart e Trish Mulvihill. Anche in quest’occasione gli autori hanno reinterpretato a modo loro il personaggio apparso per la prima volta al cinema nel 1954, ambientando il racconto decenni dopo gli eventi del film originale diretto da Jack Arnold. Preparatevi a una storia molto improntata sul lato psicologico, ma nella quale non mancherà una buona dose di sangue e orrore.

Sulle tracce del mostro
La giornalista Kate Marsden si trova nel cuore dell’Amazzonia alla ricerca di un uomo, Darwin Collier, indiziato per aver ammazzato diverse persone annegandole. Una caccia che va avanti da lungo tempo e che sta rendendo instabile la ragazza, sconvolta dai ricordi di un passato traumatico, quando stava per essere uccisa. Sul posto, la gente crede invece che sia una creatura mitologica nascosta nella foresta a compiere gli omicidi e, addentrandosi nella vegetazione, Kate si troverà di fronte a una situazione inaspettata. Qualcosa di inumano abita quei luoghi, ma potrebbe non essere la vera minaccia per la ragazza e gli uomini che la stanno accompagnando.

A differenza dei due Universal Monsters precedenti, ispirati a opere letterarie, Il mostro della laguna nera è una creatura che ha origine da una leggenda, secondo la quale in alcune acque dell’Amazzonia esisterebbero mitologici esseri dalle fattezze umanoidi con il corpo di pesci. Un essere dall’aspetto sicuramente spaventoso, ma che potrebbe non essere così terribile come appare. Nel film del 1954, infatti, era l’uomo a voler invadere il suo habitat per cercare “l’animale esotico” da esporre in un museo e da studiare, finendo per attirare l’ira della creatura. Con la loro storia, Dan Watters e Ram V riprendono questa ambivalenza, contrapponendo il mostro anfibio a un furioso serial killer, che si porta dietro una scia di sangue e ha sconvolto anche la vita della giornalista. Il mostro che abita la laguna è in qualche modo un simbolo di qualcosa che è sulla Terra da prima dell’uomo; siamo noi che andiamo a imporci e a disturbare la sua pace senza pensare alle conseguenze.
Il legame con l’acqua
Per quanto la creatura sia presente nella storia, Kate è la vera protagonista del fumetto e il personaggio meglio approfondito. Dal volto si percepisce tutta la sofferenza ma anche la determinazione che la portano a non fermarsi di fronte a nessun ostacolo e ad affrontare a testa alta i suoi traumi. L’acqua è un elemento onnipresente nella vicenda, con il quale Kate ha un duplice legame: ne è spaventata, ha paura di guardare nell’abisso e di vedere riflessa un’immagine che la terrorizza, ma al tempo stesso ne percepisce la potenza e c’è qualcosa che la attrae, che la invita ad abbandonarsi ad essa. È il luogo in cui stava per trovare la morte, ma forse stavolta sarà quello da cui arriverà il suo salvatore.

Al fianco di Kate ci sono anche un dottore, che vorrebbe catturare la creatura che l’ha sfregiato anni prima, e il suo assistente. Personaggi interessanti ma poco approfonditi, in una storia che ha il suo fulcro nel conflitto tra la protagonista e il killer. Dan Watters e Ram V costruiscono, infatti, una vicenda drammatica ma dove la componente mostruosa, più che dal mostro della laguna nera, è rappresentata dall’uomo. Un discorso senza dubbio affascinante, ma che poteva sfruttare meglio la creatura, presente in poche tavole.
Anche per questo motivo, il volume risulta meno d’impatto e meno centrato rispetto ai due precedenti, che riuscivano a far risaltare meglio il fascino dei mostri protagonisti. Ad ogni modo, il comparto grafico è sicuramente di alto livello. Le tavole di Matthew Roberts riescono a restituire tutta la maestosità ma anche il mistero che ci circonda la foresta amazzonica e il design del mostro è molto fedele a quello classico.
