Proseguiamo il viaggio dedicato ai mostri classici della Universal Pictures, con il quarto volume della collana a fumetti intitolata Universal Monsters e pubblicata in Italia da saldaPress. Dopo Dracula, Frankenstein e Il mostro della laguna nera, tocca a La mummia, con una storia scritta e disegnata da Faith Erin Hicks e colorata da Lee Loughridge, che omaggia l’omonimo film del 1932 diretto da Karl Freund.

Spezzare la maledizione
Siamo a Tebe in Egitto nel 1921, Helen Grosvenor ha 16 anni ed è la figlia di un ricco uomo inglese e di una donna egiziana. Suo padre sta scavando da diverso tempo nella zona per cercare reperti antichi e di recente ha trovato un cadavere mummificato all’interno di un sarcofago insieme a una cassa con alcuni oggetti. Una sera, Helen si dirige nei pressi degli scavi insieme a un amico e improvvisamente perde i sensi, proprio nel momento in cui, a poca distanza, uno degli archeologi pronuncia le parole di un papiro, che risveglia la mummia alle sue spalle.
Due eventi che sembrerebbero scollegati, ma di lì a poco la ragazza scopre di poter sentire una voce nella sua testa, appartenente a un’altra persona che ha vissuto da sempre nel suo corpo. La verità inizierà a emergere qualche anno dopo, quando viene scoperto il sarcofago di una sacerdotessa dell’antico Egitto e uno strano uomo dal nome di Ardeth Bey comincia a nutrire uno strano interesse per Helen.

Più amore che orrore
Nel suo Universal Monsters: La mummia, Faith Erin Hicks sceglie quindi di recuperare lo scheletro dell’opera originale ma aggiungendo diversi elementi, in particolare nella parte iniziale. Helen è una ragazza di famiglia ricca, costretta a vivere in un certo modo per le imposizioni di suo padre. Ama infatti passare del tempo con alcuni amici che appartengono a un ceto sociale più basso del suo, ma con i quali non riesce mai a integrarsi del tutto, sentendosi sempre fuori posto. L’autrice introduce quindi nella storia una tematica sociale interessante, ma che va a perdersi del tutto di lì a poco restando poco approfondita e quasi fuori luogo rispetto al resto del racconto.
Al di là dell’elemento horror, La mummia è prima di tutto una storia d’amore e questo è reso sicuramente bene nel fumetto. La storia di due amanti separati dal tempo, la principessa Ankh-es-en-Amon e Imhotep, tornati a vivere in qualche modo attraverso una maledizione, che si cercano e sognano di poter restare insieme in questa nuova vita reincarnata. Rifiutarsi di andare avanti quando qualcosa finisce, che sia una relazione o altro, è qualcosa che tocca tutti e in cui è facile immedesimarsi, ma bisogna sempre chiedersi fin dove sia lecito spingersi prima di lasciare andare il passato.

Qui si inserisce l’elemento horror e sovrannaturale, che, tuttavia, risulta poco incisivo in questa trasposizione. Al di là di qualche scena, soprattutto nel finale, Universal Monsters: La mummia risulta una storia più romantica che spaventosa. Indubbiamente anche il film del 1932 era meno terrificante rispetto a quelli dedicati ad altri mostri, ma l’interpretazione del sempre magnifico Boris Karloff nei panni di Imhotep riusciva a rendere il tutto molto più inquietante. Le qualità artistiche di Faith Erin Hicks sono indubbie e le sono valse anche dei premi, ma forse il suo stile non è il più azzeccato per questa storia, almeno se l’idea è quella di esaltare il lato più “mostruoso” del protagonista.
Mostri a metà
Arrivati al quarto volume, possiamo dire che la collana Universal Monsters si sta rivelando una proposta interessante ma non sempre eccellente. Nell’attesa della pubblicazione del prossimo dedicato a L’uomo invisibile (che promette molto bene!), il punto più alto rimane finora il Dracula di James Tynion IV e Martin Simmonds, un fumetto che riusciva a essere tanto poetico quanto agghiacciante, merito anche di un comparto grafico incredibile. Ciononostante, ogni opera è un gradito omaggio a film che hanno fatto la storia del cinema e un’ottima occasione per riscoprirli.



