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NerdPool > Blog > Serie TV > Virgin River: recensione della serie Netflix, un misto tra Everwood ed Hart of Dixie [NO SPOILER]
Serie TV

Virgin River: recensione della serie Netflix, un misto tra Everwood ed Hart of Dixie [NO SPOILER]

Narja
22 Dicembre 2019
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10 Min
virgin river recensione netflix stagione 1
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Rilasciata sulla famosa piattaforma il 6 dicembre, Virgin River, serie originale Netflix, dati altri arrivi più attesi quali The Witcher nonchè il genere stesso di questo show, sicuramente ha avuto un inizio in sordina in quanto a visualizzazioni; ora invece risulta tra i titoli che stan venendo più visti in questa ultima settimana. A questo si aggiunge il recente rinnovo per una seconda stagione.

Questa recensione, che sarà il più possibile senza spoiler alcuno riguardo i risvolti della trama, terrà conto anche del fatto che Virgin River sia già stata rinnovata. Perchè? Le dieci puntate rilasciate sino ad ora e che compongono questa prima stagione necessitano sicuramente di un proseguo. Chi si approccia ora alla serie può almeno star tranquillo di non rimanere a bocca asciutta e che nel 2020 si avranno ulteriori dieci episodi per continuare a vedere i vari personaggi e le vicende di quel paese sperduto in mezzo alla natura.

Quel “già visto” che però funziona

Ecco. Montagne, fiume, boschi. Un ambiente apparentemente tranquillo o che almeno mette forse anche lo spettatore a proprio agio. Basata sulla serie di libri bestselling di Robyn Carr e dai caratteri sì drammatici ma con risvolti molto romantici, questa prima stagione di Virgin River scorre, piacevole e senza troppe pretese.

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In un panorama di serie tv originali Netflix del tipo teen drama e/o principalmente a carattere sci/fi ed horror, qui abbiamo di fronte uno show in cui semplicemente le vicende si susseguono in maniera naturale, si scoprono le storie dei personaggi e li vediamo evolversi, viviamo un po’ con loro in questo paesino sperduto che poi tanto tranquillo appinto non è e riserva comunque sorprese.

Metto le mani avanti: ho una predilizione per il genere sci/fi eppure la protagonista Melinda Monroe è interpretata da un’attrice vista gli scorsi anni in una serie che, nel genere drammatico, è stata una vera e propria rivelazione (anche per la sottoscritta). Alexandra Breckenridge era infatti in This Is Us, il fortunato show NBC, da genere e tematiche in parte simili a questo nuovo show Netflix.

Ma Virgin River (ed a dire il vero già dal trailer il sentore avuto era personalmente quello giusto) si avvicina davvero molto (forse quasi sin troppo) a due serie tv in cui abbiamo a che fare con dottori, famiglie, trasferimenti da grandi città a paesini, vicende amorose, drammi, storie di amicizie di e per ogni età, valori, scoperte. Sto parlando di Everwood e di Hart of Dixie.
Con il secondo tra l’altro la serie Netflix condivide niente meno che uno dei personaggi principali, in un ruolo praticamente identico. Si tratta di Tim Matheson, qui “Doc“, attore sicuramente ben più conosciuto per la sua carriera d’attore in film quali Animal House, per dirne uno.

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Hart of Dixie si è conclusa da quasi cinque anni; l’ultima puntata di Everwood è stata trasmessa più di tredici anni fa. In particolare nella figura di Melinda Monroe c’è sia molto della Dr. Hart che tanto di Amy Abbott; i toni anche son decisamente più drammatici rispetto alla serie The CW con protagonista Rachel Bilson.
Da Everwood a Bluebell eccoci ora a scoprire i personaggi di Virgin River.

Cast noto e personaggi da scoprire

Non c’è solo Mel, protagonista, infermiera ed ostetrica trasferitasi appunto dalla California per cambiare vita. A Virgin River troviamo anche Jack, Doc, Hope, Joey, Charmain, “Preacher“, Paige e tanti altri abitanti ancora. Le loro vicende son tutte da scoprire così come il loro passato, le interazioni che hanno creato e le nuove che vedremo costruire.

Jack Sheridan, co-protagonista, veterano di guerra e proprietario del bar di Virgin River, è interpretato da un attore noto ai fan di Grey’s Anatomy per il suo ruolo nelle scorse stagioni. Stiamo parlando di Martin Henderson.
Hope è interpretata da Annette O’Toole… vi ricordate la madre di Clark in Smallville? Per i fan di The Vampire Diaries e The Originals in particolare qui ritroviamo Daniel Gillies. C’è posto anche per un’attrice vista nelle ultime stagioni di Arrow, Lexa Doig, qui la nostra Paige, o per Colin Lawrence, che interpreta qui Preacher, altro veterano ed amico di Jack. Tra Battlestar Galactica, The Killing, iZombie, Riverdale ed altre ben note serie tv probabilmente in molti potranno facilmente riconoscere l’attore.

Insomma, un cast alquanto noto nel mondo telefilmico (e non solo) e che personalmente ho apprezzato molto. Forse più di altri mi ha colpita Annette O’Toole con la sua Hope ma sicuramente son questi giudizi ancor più soggettivi e meno oggettivamente critici.

Perchè soffermarmi su certi aspetti generali di Virgin River, farne blandi paragoni con altre serie tv, specificarne il cast e non insistere sulla trama?
In questa recensione senza spoiler, per far capire se questo titolo potrebbe risultare interessante, le cose che a mio parere spiccano e che volevo condividere sono anche quelle.

Perchè dare una possibilità a questa serie? Opinioni, riflessioni e conclusioni

Pur non eccellendo ed avendo sicuramente risvolti in determinate vicende molto scontati (non tutti comunque!), ribadisco che i dieci episodi scivolano via. Sarà il clima natalizio, sarà che montagne, neve e boschi danno quell’aria di “casa”, sarà che certe interpretazioni non sono certo delle peggiori che circolano anche contando serie ben più note ed apprezzate, ai personaggi ci si riesce anche ad affezionare o ad esserne empatici in varia misura data l’ampiezza delle tematiche affrontate.
In generale va ricordato che Melinda Monroe è un’infermiera ostetrica e questo fa virare a maggior ragione la storia su temi importanti. Non mi pronuncio a riguardo nel dettaglio per non far spoiler. Son in parte comunque immaginabili.

Le serie tv drammatiche a carattere anche romantico non sono sicuramente per tutti anche perchè forse considerate spesso “semplici” per cui, tranne forse proprio per casi quali i già citati Everwood e This Is Us in particolare, riuscire nell’intento di non banalizzare il tutto o almeno di intrattenere e di far allineare lo spettatore alle vicende, non è così semplice nè scontato.

Ricordo anche che questa serie originale Netflix è tratta da una serie di libri di oltre 20 volumi, dalle oltre 13 milioni di copie vendute, una collezione entrata anche nella The Harper Collins 200 list, che celebra i 200 libri più iconici degli ultimi 200 anni.

Sulla base di quanto ampiamente espresso sopra, per una come la sottoscritta, che si è anche già vista tutta la nuova stagione di The Witcher e che sicuramente predilige dunque altri generi ma che con Everwood in particolare è un po’ cresciuta, trovare una serie come Virgin River su Netflix è stata una sorpresa, una di quelle piacevoli.

Avevo paura fosse molto più banale e di livello generale decisamente più basso rispetto ai dieci episodi che mi son trovata davanti. Ne è infatti conseguito un notevole binge-watching.
Per me la serie è ampiamente approvata e la consiglio a chi, senza pretese, vuole una serie tranquilla, da potersi godere durante serate invernali, al caldo davanti ad una tazza di tea caldo, che ha bisogno di vicende umane da vedere ed in cui forse immedesimarsi anche, per ritrovare certe sensibilità spesso dimenticate.

Virgin River non sarà di certo tra le mie serie preferite ma sicuramente è per me una delle rivelazioni di questo 2019. Attendo la seconda stagione che arriverà nel 2020, contenta che Netflix abbia già voluto dare questa possibilità allo show. Mi sarei vista altre dieci puntate tranquillamente dato che non ci son neanche stati cali tra un episodio e l’altro ed i ritmi son stati ben bilanciati.

Spero che questo mio essermi dilungata in questa recensione possa portare qualcuno a voler dare una possibilità a Virgin River: se la merita.

Nel caso abbiate già visto la serie, concordate con quanto da me descritto? E pensate anche voi che ogni tanto forse qualche titolo anche “banale” possa risultare una ventata d’aria fresca, almeno per quanto riguarda Netflix? Fatecelo sapere!
Continueremo ad aggiornarvi a riguardo.

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ARGOMENTI:recensioniVirgin River
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DiNarja
Malata di serie tv (specie se sci-fi) e giochi da sempre; collezionista di fumetti, manga, oggetti kawaii e non (specie se riguardano Sailor Moon). Ah, sì, ho una laurea magistrale in letterature e civiltà moderne presa per diventare ricca... Kappa!
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1 commento 1 commento
  • Milena ha detto:
    2 Dicembre 2020 alle 21:09

    Devo dire che sono rimasta molto delusa da questa serie, avendo visto sia prima che seconda stagione. parlo da lettrice appassionata del libro, letto e riletto qualche anno fa, e che conosco a memoria. Trama completamente cambiata, devo dire che le uniche cose vere della serie sono i nomi dei personaggi e dove è ambientato il tutto. Un chiaro esempio è il fatto che il libro narra la storia, seppur all’inizio complicata, d’amore tra Jack e Mel, in cui, alla fine, Mel rimane incinta di Jack, non Charamine. Ah e poi, Doc e Hope insieme ?!!!! ragazzi questo è un film a parte, tutto inventato!!!!! Un vero peccato, perchè poteva esser ricavata una bella serie rimanendo il tutto alla veridicità del libro, a questo punto CAMBIATE NOME PERCHE’ TUTTO è AL DI FUORI DE “LA STRADA PER VIRGIN RIVER” !!!!!!!

    Rispondi

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