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NerdPool > Blog > Film > Weapons: la recensione – torna in sala l’esperienza cinematografica!
Film

Weapons: la recensione – torna in sala l’esperienza cinematografica!

Andrea Castaldi
6 Agosto 2025
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6 Min
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Che evento strano è stato Weapons. Un film di cui si sapeva tutto ma allo stesso tempo niente. Un progetto che dal trailer aveva ispirato milioni di fan del genere horror (ma non solo) ad andare in sala per scoprire il mistero dietro la scomparsa di questi bambini. Perchè decidono di uscire da casa esattamente alle 02:17? Perchè solo gli alunni della classe della maestra Gandy? Ma soprattutto, perchè non ritornano dalle proprie famiglie? Entrati in sala, ci saranno tanti perchè a cui rispondere.

Dopo il successo di Barbarian, Zach Cregger torna a dirigere e scrivere un nuovo progetto a tinte horror che ruota attorno alla sparizione improvvisa di alcuni bambini da una cittadina americana. Abbiamo un cast di grandi nomi composto da Julia Garner, Josh Brolin, Benedict Wong, Alden Ehrenreich e Austin Abrams.

La trama di Weapons

Quando tutti i bambini di una stessa classe, tranne uno, scompaiono misteriosamente nella stessa notte esattamente alla stessa ora, l’intera comunità si ritrova a interrogarsi su chi – o cosa – sia responsabile della loro sparizione.

Persi all’improvviso

Il motore di Weapons ruota attorno a un incipit non nuovo nel panorama cinematografico: bambini scomparsi. Come uno squalo che gira attorno alla preda, Zach Gregger struttura un film episodico che decide di arrivare dritto al punto nel terzo atto del film (o quinto, se vogliamo rispettare l’ordine del racconto). Fino a quel momento, tutto resta avvolto dal mistero; piuttosto, si aggiungono domande. La motivazione della sparizione, quale causa ha scatenato il risveglio dei bambini e cosa li ha spinti a sparire nel nulla. Per questo, Weapons è un’esperienza corale da vivere al cinema.

Causa e effetto

Grazie all’ordine frammentato del racconto cinematografico di Weapons non vedrete l’ora di scoprire chi – o cosa – ha rapito i bambini. A prescindere dalla risposta – che potrà soddisfare o meno – il film tiene incollati allo schermo per tutta la durata del racconto. La regia di Cregger costruisce la tensione in modo affascinante, rapendo anche lui lo spettatore in questa coinvolgente fiaba dark che unisce fatti di cronaca al folklore popolare.

Atmosfere Kingiane

Nonostante i bambini non siano più al centro della racconto (in quanto assenti), Cregger riesce comunque a far respirare quell’aria di racconto adolescenziale-provinciale tipico delle storie di Stephen King. Le atmosfere sono estranianti e vittime di una minaccia intangibile, percepibile ma impossibile da raggiungere, un pò come il Pennywise di IT.

Uno spaccato dell’america

Attraverso l’utilizzo di alcuni individui riesce – anche inconsciamente – a trovare il tempo di inserire una grande critica alla popolazione americana. Abbiamo un poliziotto che inizia ad abusare del suo status, un drogato che pur di farsi venderebbe l’anima e un uomo che, non accettando la verità, inizia a farsi vendetta da solo. Tre personaggi in cerca di uno scopo che uniranno il loro cammino in modo stupefacente (come direbbe uno dei tre). Le azioni che compiono – se non fossero per sottolineare un problema nello stato americano – potrebbero sembrare dei divertenti cliché di scrittura. A noi piace pensare alla prima opzione.

La chiave

L’ultima fatica di Zach Gregger è un film costruito sul non sapere. Non su un nemico particolare bensì sulla minaccia invisibile. Nel momento in cui lo spettatore inizia a trovare la verità, qualcosa si rovina inevitabilmente. 

Weapons trova la sua parte più debole nel finale. Quando i nodi vengono al pettine. Ovvero, quando si inizia a storcere il naso. Senza scendere nel dettaglio, alcuni momenti (che dovrebbero essere) di massima tensione vengono snaturati da alcune parti comiche che smorzano il ritmo della scena. Nonostante questo fattore fosse presente anche in Barbarian, in quel caso restava più a tema con lo stile del racconto. Qua si parla di bambini. Per due ore abbiamo assistito ad una cittadina nel panico più totale a causa della scomparsa dei propri figli e ci sono state pochissime scene comiche. A questo fattore e alla rivelazione della minaccia, sono da attribuire i due più grandi problemi del film.

Weapons, quindi, si presenta come un’esperienza cinematografica da vivere al cinema. L’inicipit è interessante e attraverso la costruzione che Zach Cregger dona al film, lo sviluppo della trama riesce a tenere incollati allo schermo, anche se magari la rivelazione non soddisferà i vostri gusti.

Il consiglio che vi diamo è, in queste giornate di caldo uggioso, correte al cinema e scoprite cosa ha risvegliato questi maledetti bambini.

ARGOMENTI:Recensioneweaponszach gregger
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