Quando Universal Pictures ha annunciato che l’atteso adattamento cinematografico del musical di Broadway, Wicked, sarebbe stato diviso in due film, il dibattito è esploso. Molti fan hanno etichettato la decisione come una mera trovata commerciale per massimizzare gli incassi, mettendo in discussione la necessità di spezzare il perfetto arco narrativo che culmina nell’iconico numero “Defying Gravity”.
La scelta del regista Jon M. Chu di replicare la struttura teatrale – con la prima parte che si conclude immediatamente dopo l’apice emotivo – è stata inizialmente vista come un cinico tentativo di fare più soldi. Ma con l’avvicinarsi dell’uscita di Wicked: For Good, la strategia di Chu si rivela una mossa drammatica e narrativa intelligente.
L’intervallo di un anno: Non una pausa, ma un potente strumento narrativo

La divisione del film non è una deviazione dal materiale originale, ma una potente inquadratura per abbracciare l’ampio dramma emotivo e politico di Oz.
- Elaborazione delle Conseguenze: Il lungo intervallo (anche se di un anno nel mondo reale) tra il primo film (Wicked) e Wicked: Parte Due permette al pubblico di elaborare a fondo le conseguenze della scelta di Elphaba di diventare la “Strega Malvagia dell’Ovest”.
- Tempo Lontano dai Personaggi: Lo spettacolo teatrale salta un anno tra il primo e il secondo atto, affidandosi a brevi numeri espositivi per colmare il divario. Una traduzione cinematografica diretta avrebbe sminuito il peso del tempo trascorso.
- Impatto Emotivo Potenziato: Il cinema richiede un ritmo più meditato. Forzare il pubblico a sentire l’assenza e la separazione dei personaggi per un anno intero rende il ricongiungimento tra Elphaba e Glinda in Wicked: Parte Due una vera, toccante riconciliazione, anziché un rapido cambio di scena.
Quando Wicked: Parte Due debutterà il 21 novembre 2025, l’impatto emotivo di vedere i personaggi temprati dal tempo sarà notevolmente accresciuto dal fatto che anche il pubblico ha inconsciamente percepito il passare di quell’anno.
Profondità della trama e costruzione del mondo
Se tutta la storia fosse condensata in un unico film, la durata stimata supererebbe le 4 ore, un formato poco digeribile per la maggior parte del pubblico. La struttura in due parti offre a Jon M. Chu lo spazio necessario per esplorare la densità tematica dell’opera.
- Esplorazione Tematica: Wicked è un complesso commento sulla propaganda, la ricerca di capri espiatori e l’ascesa del fascismo. Il tempo aggiuntivo consente di approfondire la crescente persecuzione degli Animali e la vera natura del Mago, elementi spesso sacrificati nella rapidità della versione teatrale.
- Amicizia Glinda ed Elphaba: La separazione permette di dedicare più tempo alla cruciale dinamica tra i personaggi. La storia può meglio illustrare perché il tradimento di Glinda sia così devastante e perché la decisione di Elphaba sia così dolorosa per entrambe, preparando emotivamente gli spettatori per l’intensità della seconda parte.
In conclusione, la decisione di dividere l’adattamento cinematografico Wicked si rivela una mossa strategica che va oltre la mera logica commerciale. Garantisce la necessaria costruzione del mondo e la profondità dei personaggi per assicurare che la tragedia narrata ne Il Mago di Oz arrivi con tutta la forza straziante che il materiale originale merita.
Cosa ne pensi della mossa di Jon M. Chu? Vorresti che approfondissi un altro aspetto di Wicked: Parte Due?
