Se c’è un nome sulla cresta dell’onda nel parco autori del fumetto americano questo è sicuramente Scott Snyder, recentemente ospite del Lucca Comics dove abbiamo avuto l’onore di conoscerlo. L’autore ha ovviamente legato a doppio filo il suo nome a Batman, ma trascurarne il resto della produzione significherebbe perdersi fumetti di un certo spessore. Tra questi c’è sicuramente Wytches scritto per l’appunto da Scott Snyder con i disegni di Jock e pubblicato in Italia da Saldapress. Un fumetto horror disturbante, che ci ha sinceramente agghiacciato. Ecco dunque le nostre impressioni rigorosamente senza spoiler ma con il brivido!

La notte delle streghe
Le streghe, vittime innocenti di una società bigotta, sacrificate sull’altare del fanatismo più becero, macchia nera della storia dell’umanità. Ma se le streghe esistessero davvero? Se per anni intere generazioni si fossero sacrificate per tenere nascosto un segreto inconfessabile? Allora le streghe sarebbero mostruose creature dei boschi, custodi di un’antica scienza che sono pronte a condividere solo in cambio di sacrifici umani.
Questi sono i presupposti da cui Snyder delinea il suo racconto. La storia è molto debitrice a Stephen King, al suo stile narrativo e alle sue atmosfere. Protagonista è la provincia americana, casette a schiera perse come puntini tra i fitti boschi che nascondono orrori indicibili. Snyder preme sin da subito sull’acceleratore proponendo contenuti espliciti, crudi e ad alto contenuto orrorifico.
Caratteristica del racconto principale è la sua narrazione non lineare, frammentata, che permette di preservare il mistero dietro al racconto più a lungo. Un po’ come i frammenti di uno specchio rotto, spetta al lettore ricomporre i pezzi della narrazione per vedere l’immagine completa. Ciò che è innegabile è il senso di profonda inquietudine e disagio che pervadono il lettore durante tutto il racconto. La rappresentazione delle streghe proposta da Jock è a dir poco inquietante; nelle loro forme bitorzolute come ortaggi malati, sono più che demoni, ma delle vere e proprie aberrazioni. Delle devinati come in parte suggerito dal racconto che ha il pregio di non scavare ma troppo a fondo lasciando il giusto velo di mistero.

Un terribile Hallowen
Se il racconto principale introduce bene all’universo narrativo di Wytches, Snyder dà il suo meglio nello speciale “Wytches Bad Egg Halloween Special“. Un racconto intimo, disturbante, lineare nella narrazione, ma che vi terrà incollati dalla prima all’ultima pagina. In questo speciale, Snyder sembra essere ancora più ispirato, riuscendo a toccare molteplici temi e corde interriori. L’amicizia tra due ragazzi accomunati da genitori a loro modo assenti e problematici. L’illusione della normalità quando tutto intorno grida all’orrore, quando tutto, persino l’aria, sa di sbagliato. Il sacrificio, i riti di iniziazione e la morte.
In questo racconto, le streghe, diversamente dal primo e più lungo non si vedono mai se non sul finale, ma la loro presenza corrutrice pervade l’atmosfera in modo innegabile. Un racconto drammatico, una vera pugnalata allo stomaco. Quasi come camminare a piedi nudi sul vetro , ogni pagina ti ferisce e al contempo ti rapisce, grazie alla maestria grafica di un Jock che ricorda il miglior Goya. In fondo i protagonisti della storia sono così diversi da crono che divora i suoi figli?

Un horror di grande livello
Snyder si dimostra ancora una volta uno scrittore superbo, in grado di svecchiare e rinnovare con le sue idee personaggi e miti, da Batman fino alle streghe, ovviamente. Wytches è dunque un vero must-have per gli amanti dell’horror. Vista la sua potenza narrativa e la sua cinematograficità, potrà sicuramente piacere anche agli amanti della nona arte. Consigliatissimo!
