Sembra passata un’eternità, ma il calendario non mente. Mentre guardiamo indietro all’Arrowverse come a un capitolo chiuso — terminato ufficialmente nel 2024 con la fine di Superman & Lois — c’è una “timeline alternativa” che i fan non hanno mai potuto esplorare. Esattamente sei anni fa, The CW lanciava un backdoor pilot ambizioso che prometteva di mantenere vivo lo spirito di Oliver Queen attraverso una nuova generazione. Parliamo, ovviamente, di Green Arrow and the Canaries, la serie che avrebbe dovuto dominare il palinsesto degli anni ’20 e che invece è rimasta uno dei più grandi “what if” della storia recente della TV supereroistica.
In Breve
Il 21 gennaio 2020, durante l’ottava stagione di Arrow, andò in onda l’episodio “Green Arrow and the Canaries”. L’intento era lanciare uno spin-off incentrato su Mia Smoak, Laurel Lance e Dinah Drake nella Star City del futuro (il 2040). Nonostante l’entusiasmo iniziale e il setting post-Crisi sulle Terre Infinite, la serie non vide mai la luce. Tra i colpevoli principali: i ritardi produttivi causati dal COVID-19 e un drastico cambio di rotta nelle priorità di The CW, che iniziò a smantellare il suo catalogo DC poco prima della vendita a Nexstar.
Un’eredità mai raccolta

Torniamo a quel gennaio del 2020. Arrow stava chiudendo i battenti dopo aver letteralmente costruito un universo dal nulla, pavimentando la strada per successi come The Flash, Legends of Tomorrow e Supergirl. L’idea degli showrunner era semplice ma efficace: usare la penultima puntata della serie madre per lanciare Mia Smoak (interpretata da Katherine McNamara) come erede del cappuccio verde.
L’episodio, intitolato proprio Green Arrow and the Canaries, ci mostrò una Star City del 2040 radicalmente diversa post-Crisis, con Mia, Laurel Lance e Dinah Drake pronte a formare un trio dinamico tutto al femminile. Sulla carta, c’erano tutti gli ingredienti per un successo: continuità narrativa, personaggi amati e quel mix di azione e soap opera che aveva reso grande il franchise.
Perché lo spin-off è morto in culla?
Se il pilot ha ricevuto recensioni miste su piattaforme come IMDb, l’interesse del fandom era innegabile. Allora perché non se ne fece nulla? La risposta ufficiale arrivò fredda come una doccia gelata un anno dopo, tramite Deadline: progetto cancellato.
La realtà dietro le quinte è più complessa. Come confermato in passato dallo sceneggiatore Marc Guggenheim, la pandemia di COVID-19 ha giocato un ruolo cruciale, bloccando le produzioni e complicando i piani di lancio. Ma non è stato solo il virus. In quel periodo, The CW stava già iniziando a cambiare pelle. L’imminente vendita a Nexstar (finalizzata poi nel 2022) portò a una revisione brutale delle priorità: meno budget per i supereroi, meno rischi creativi.
Col senno di poi, la cancellazione di Green Arrow and the Canaries è stata il canarino nella miniera (perdonate il gioco di parole) per il declino dell’intero Arrowverse. Se la serie fosse andata in porto, avrebbe rischiato comunque di essere cancellata prematuramente o di finire nel tritacarne della riorganizzazione aziendale, lasciandoci forse con un cliffhanger ancora più doloroso.




