Il sesto episodio della prima stagione di A Knight of the Seven Kingdoms (conosciuto da noi anche come Il Cavaliere dei Sette Regni) ha appena dimostrato che a Westeros non si butta via niente, specialmente le buone idee. Mentre HBO continua a espandere l’universo creato da George R.R. Martin con House of the Dragon e futuri progetti come Aegon’s Conquest, l’episodio 5, intitolato “In the Name of the Mother”, ha riportato in vita lo spirito di uno spinoff che sembrava sepolto per sempre nei bassifondi di Approdo del Re.
In breve
- L’episodio 5 di A Knight of the Seven Kingdoms include dei flashback ambientati a Fondo delle Pulci (Flea Bottom).
- Le sequenze riprendono l’idea dello spinoff su Flea Bottom, cancellato da HBO nel 2021.
- Vediamo le origini di Dunk (Bamber Todd) e della sua amica Rafe (Chloe Lea) nel fango della capitale.
- Il finale di stagione è previsto in Italia su Sky e NOW in contemporanea con gli USA il 23 febbraio 2026.
Il ritorno (spirituale) dello spinoff su Fondo delle Pulci
Chi segue le cronache produttive di HBO sa che il percorso per arrivare a nuovi show di Game of Thrones è lastricato di cadaveri eccellenti. Abbiamo visto cadere il prequel Bloodmoon (nonostante un pilot da 30 milioni di dollari) e abbiamo messo in pausa il sequel su Jon Snow con Kit Harington. Tra questi progetti “fantasma” c’era anche Flea Bottom, una serie che avrebbe dovuto esplorare la vita criminale e disperata dei bassifondi di Approdo del Re.
Cancellata nel 2021 senza troppe spiegazioni, l’idea sembrava morta. E invece, l’episodio 5 di A Knight of the Seven Kingdoms l’ha praticamente resuscitata, dimostrando quanto potenziale avesse quel setting.
Le origini di Dunk tra fango e sopravvivenza
Nonostante l’episodio fosse stato presentato come il palcoscenico per una grande battaglia, “In the Name of the Mother” brilla soprattutto nei suoi momenti passati. I flashback ci portano dritti nelle strade strette e maleodoranti di Fondo delle Pulci, dove un giovanissimo Dunk e la sua amica Rafe tentano di sopravvivere rubando l’equipaggiamento di un soldato caduto.
È un cambio di prospettiva brutale e necessario. Mentre House of the Dragon ci ha abituati agli intrighi nei palazzi dorati e ai voli sui draghi, qui tocchiamo con mano la sporcizia e il pericolo costante che caratterizzano la vita di chi non ha un cognome nobile. La regia riesce a trasmettere quella sensazione di claustrofobia e disperazione che avrebbe dovuto essere il cuore dello spinoff mai nato.
Perché questa “resurrezione” funziona
Inizialmente, l’idea di un’intera serie dedicata solo a Flea Bottom poteva sembrare poco incisiva o priva di una direzione chiara. Tuttavia, l’integrazione di questi elementi nella storia di Dunk cambia tutto. La forza de Il Cavaliere dei Sette Regni risiede proprio nel suo essere una boccata d’aria fresca per il franchise: un protagonista che non è un lord, che mangia nelle locande e che conosce il valore di un pezzo di pane.
Vedere queste sequenze giustapposte al “Processo dei Sette” dà una profondità incredibile al personaggio di Dunk. Ci ricorda che, prima di diventare un cavaliere (o presunto tale), è stato un ragazzo che lottava ogni giorno contro criminali e fame nel posto più dimenticato del continente.
Sebbene sia improbabile che HBO torni sui suoi passi producendo una serie stand-alone sui bassifondi, questo episodio ha estratto il meglio da quel concept, regalandoci il miglior sguardo ravvicinato alla vita del popolo comune mai visto in TV finora.
L’appuntamento per il gran finale della prima stagione di A Knight of the Seven Kingdoms è fissato per lunedì 23 febbraio 2026, in esclusiva su Sky Atlantic e in streaming su NOW.



