Il Saggiatore ci presenta Ammirabili & Freaks, opera postuma dello scrittore e saggista italiano Giuseppe Marcenaro. Attraverso il racconto di 39 incontri avuti con altrettanti personaggi imprevedibili ed eccentrici, Marcenaro cerca di delineare un profilo del Novecento culturale in cui ha vissuto e lavorato, dando vita a una sorta di catalogo umano in cui il sublime e il grottesco si intersecano tra loro.

La scelta delle persone che racconto non è stata determinata dall’intento di costruire un sistema di vite esemplari per provare chissà quale teoria psicologica…Evocandole mi accorgo che le creature umane, nelle loro curiose difformità, sono una realtà troppo importante per essere trattate soltanto come simboli del passato. Hanno un valore indipendente da qualsiasi processo temporale: un valore eterno che deve essere sentito ed espresso di sé e per sé…
Recensione
Giuseppe Marcenaro è stato un importante giornalista, scrittore e saggista italiano che, nella sua lunga carriera, ha avuto modo di poter incontrare molti personaggi appartenenti sia al mondo culturale che alla semplice realtà quotidiana. Da qui nasce la sua volontà di raccontare alcuni di essi attraverso questo saggio, che è diventato una sorta di album dei ricordi molto personale. Marcenaro stesso, nell’introduzione del libro, ci spiega che alcuni di essi sono stati collaboratori e amici, altri soltanto degli incontri fugaci. Nel fare il loro ritratto, l’autore ha cercato di indagare anche sulla sua persona e il senso che queste figure hanno avuto nella sua vita, come a cercare di comprendere maggiormente se stesso attraverso il rapporto che si è costruito con gli altri.
Credo tuttavia si debbano indagare le vite degli altri per conoscere meglio la propria. Nei rapporti ci sveliamo a noi stessi.
Le 39 personalità che vengono citate nel saggio sono sia delle celebrità, come Idro Montanelli o Luciano Foà, che sconosciuti ai più, come il sacerdote Francesco Repetto. Per l’autore non vi è stata una gerarchia nell’ordine delle storie da raccontare poiché ha semplicemente seguito il flusso dei suoi pensieri e ricordi, solleticando la sua memoria e facendo riaffiorare curiosità che si erano perse nei meandri della mente. Per ogni persona citata, l’autore utilizza un modo del tutto personale nel descriverle: Mario Soldati è “l’esperto enologo ma del vino non capiva niente“, Giovanni Spadolini era colui che “gli era naturale essere tutto“, Teresa Mattei “la donna che la mimosa, il fiore dell’8 Marzo, lo scelse lei“, Alberto Lattuada è il “sezionatore di acciughe”, Luciano Foà “il signor Adelphi“. Riuniti assieme formano una sorta di fotografia sociale del Novecento, un secolo che ha segnato profondamente ognuna delle loro vite e condizionato le loro azioni. Interessante è come Marcenaro racconti, per esempio, l’aneddoto di Giulio Seniga, segretario del Partito Comunista, che è passato alla storia come “colui che scappò con la cassa del partito“, facendo vacillare la posizione di Secchia, organizzatore del Partito e di cui Seniga era il segretario.
Marcenaro, da grande conoscitore della storia culturale europea, costruisce un percorso fatto di ritratti, aneddoti, figure storiche e personaggi dimenticati. L’autore non giudica mai, lui osserva e racconta, lasciando emergere in maniera naturale sia la complessità umana che la tensione tra “normalità” e “stranezza”, mostrando così come la linea tra l’essere ammirabile e l’essere freak sia molto sottile, mutevole e profondamente culturale. Il titolo stesso del saggio suggerisce il tema centrale che fa da filo conduttore: ciò che oggi ammiriamo era ieri considerato bizzarro e viceversa, poiché siamo condizionati dallo sguardo culturale del momento piuttosto che da un’analisi più soggettiva. Il caso più emblematico è quello attorno al nome di Idro Montanelli, considerato uno dei più grandi letterati del Novecento, che ha visto la sua figura essere rivalutata negli ultimi anni a causa delle sue azioni e dichiarazioni considerate ora “controverse, abominevoli e inaccettabili”.
Gli “ammirabili” sono spesso nient’altro che freaks eccentrici che la società ha scelto deliberatamente di elevare invece che escludere, come i “freaks” sono il risultato dello sguardo sociale che decide cosa è accettabile e cosa no. Marcenaro cerca di smontare i pregiudizi utilizzando un’ironia sottile e mai crudele, per mostrare quanto la nozione di normalità sia un concetto fragile e invitando i lettori ad affidarsi solo alla propria conoscenza e parere personale. Alla fine, gli “ammirabili” e i “freaks” sono solo due facce della stessa medaglia, spesso intercambiabili a seconda dello sguardo dell’epoca.
Il risultato finale è un saggio interessante che mescola in maniera intelligente parti leggere, con racconti di situazioni simpatiche, a parti colte, in cui ci narra momenti storici importanti. Non è un libro “pesante” poiché l’autore è stato abile a descrivere ogni personaggio in maniera brillante e godibile. Non è né un saggio accademico, né un romanzo: è un percorso ironico e colto che permette al lettore di passeggiare liberamente attraverso i meandri della storia del Novecento, attraverso il racconto di coloro che inconsapevolmente ne hanno fatto parte.
Il libro lo potete trovare qui
Autore
Giuseppe Marcenaro (Genova, 1943-2024) è uno stato scrittore, giornalista e saggista italiano, noto per la sua prosa elegante, ironica e ricca di riferimenti culturali. Ha lavorato a lungo nel mondo dell’editoria e della critica letteraria, collaborando con importanti quotidiani e riviste, tra cui La Repubblica, dove ha firmato articoli, ritratti e interventi culturali. Dal 1975 al 1984 ha diretto la rivista di letteratura, storia e filosofia Pietre ed è stato anche autore di diverse biografie fra cui quella di Eugenio Montale e di Giovanni Ansaldo. Con la casa editrice Il Saggiatore ha pubblicato Scarti (2017), Dissipazioni (2018), Passaporti (2020) e Sciarada (2024). Ammirabili & Freaks, sempre pubblicato da Il Saggiatore, è la sua ultima opera postuma pubblicata all’inizio del 2026.




