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NerdPool > Blog > Film > My Father’s Shadow – La recensione
Film

My Father’s Shadow – La recensione

Nicole Coscia
5 Febbraio 2026
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5 Min
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9
My Father's Shadow

“Il mondo sembra spaventoso anche da adulti, ma da bambini è amplificato. Specie se vedi i grandi avere paura”: questa la dichiarazione di Akinola Davies Jr. durante un’intervista riguardo il suo primo lungometraggio: My Father’s Shadow. Questo racconto semi-autobiografico del regista, distribuito da Mubi e vincitore della Caméra d’Or a Cannes, arriverà nelle sale italiane domani, 6 febbraio 2026.

Il film, scritto da Akinola e dal fratello maggiore, Wale Davies, è ambientato durante le elezioni nigeriane del 1993, e vede protagonisti due ragazzini, di undici e otto anni. Una volta a casa vi trovano il padre, da tempo assente, che decide di portarli in gita a Lagos mentre cerca (senza successo) di farsi pagare i mesi di stipendio arretrato.

Quella che vediamo sullo schermo è una storia piena di poesia e realtà, romantica e brutale allo stesso tempo. Il nostro punto di vista è vicino a quello dei bambini, troppo giovani per sapere come va il mondo, ma curiosi e svegli abbastanza da conoscere il loro posto. Attraverso il loro sguardo, siamo testimoni di una Nigeria meravigliosa: restiamo a guardare gli uccelli in volo, il vento che smuove le foglie degli alberi, la polvere nelle strade e la speciale comunità di cui facciamo parte.

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Akinola firma il suo esordio al lungometraggio (nel 2020 il suo corto, Lizard, ha vinto il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival) con uno stile quasi documentaristico, caratterizzato spesso da camera a mano e soggettive mirate ad immortalare l’incanto della natura e il suo effetto sui ragazzi protagonisti. Il cielo, la strada, il mare diventano fonti di tranquillità, scorci di pace in una città presa dalle preoccupazioni, dalla politica e dal lavoro.

Il linguaggio dei sentimenti

La poesia di questo film sta proprio nelle immagini, nelle persone, nel loro sguardo e nelle loro parole. Attraverso i personaggi viviamo il paradosso dell’uomo e del nostro mondo: lo sguardo e le parole dei due fratellini ci ricordano quanto sia meravigliosa la vita, ci rendono grati di essere al mondo, ci ricordano le emozioni per le quali vale la pena stare al mondo: la bellezza viene resa coprotagonista dai loro occhi. Attraverso i discorsi degli adulti viviamo invece le preoccupazioni, i dolori, i sacrifici; “bisogna sempre sacrificare qualcosa. Devi solo stare attento a non sacrificare la cosa sbagliata”: questi sono gli insegnamenti di un padre, un padre assente che mette i bisogni della sua famiglia davanti ai suoi sentimenti, un padre che ha preso delle decisioni sbagliate, che ha fatto però tutto ciò che era in suo potere fare.

La bravura degli interpreti ci permette di immedesimarci nella loro rabbia, nell’amore, nella speranza dipinta sui loro volti, e nella delusione che ne deriva.

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Il linguaggio politico

Dopo averci ricordato quanto la comunità, l’amicizia, la fratellanza siano importanti, quanto sia importante la famiglia e la vita, il film ci mostra anche una realtà straziante. Ci ricorda che il nostro futuro non sempre è in mano nostra, che non sempre possiamo essere padroni del nostro destino, che il duro lavoro talvolta non basta. Le elezioni del ’93 furono un duro colpo per il popolo nigeriano: uno schiaffo all’illusione dell’avvento della democrazia. Un imbroglio, una speranza ridotta in frantumi, una libertà che tarda ancora ad arrivare.

Quella rappresentata da Akinola Davies Jr. è una storia specifica, il suo punto di vista, il suo vissuto. Eppure, è la storia di tutti noi: una storia che si ripete, inesorabile, che dovrebbe insegnare, che non andrebbe mai dimenticata. Il film pone l’accento sulla comunità, sull’unione, sul dolore comune e sulla gioia condivisa. Un film d’autore, un ricordo, un monito.

L’ombra di un padre

Il titolo è emblematico e ci ricorda cosa stiamo guardando: stiamo guardando un ricordo, un racconto. Ma stiamo anche guardando un film, una riproduzione, un’ombra eterna di un passato già perduto. Un ritratto di un padre solitamente assente, stampato su una tela con qualche pennellata astratta, ma precisa, piena di emozioni e di momenti significativi. Un uomo complesso, sottoposto allo sguardo severo e ingenuo dei suoi figli. Due figli diversi, ma uno stesso padre, un uomo con mille sfaccettature.

My Father's Shadow
9
Il nostro voto 9
In Breve
Il regista esordisce con un film pieno di poesia, di bellezza e di dolore. Un film vero, che parla della sua storia personale, ma anche di quella di tutti noi.
ARGOMENTI:Recensione
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