Il primo film di Five Nights at Freddy’s ha impiegato così tanto tempo ad arrivare sul grande schermo dopo il successo dei videogiochi che almeno due pellicole “imitatrici” sono riuscite ad arrivare al cinema prima dell’adattamento ufficiale. The Banana Splits Movie ha trasformato alcuni personaggi già esistenti e pensati per un pubblico infantile in animatronics assassini, mentre Willy’s Wonderland ha messo un Nicolas Cage senza battute alle prese con robot posseduti da demoni.
Uno dei motivi per cui la produzione del film ha richiesto così tanto tempo è legato a Scott Cawthon, creatore del franchise e detentore del diritto di approvazione sul progetto. Cawthon ha lavorato con estrema attenzione alla sceneggiatura, e quando finalmente il film è riuscito a prendere forma, la serie videoludica era ormai passata dall’idea piuttosto semplice di un Chuck E. Cheese assassino a una mitologia molto più complessa, sviluppata attraverso numerosi capitoli.
I film si sono rivelati dei successi e, in effetti, sono stati pieni di riferimenti alla lore della saga. Critici e spettatori che non conoscevano i videogiochi sono sembrati per lo più spaesati, mentre i ragazzi capaci di cogliere tutti i riferimenti hanno contribuito a trasformare entrambi i film usciti finora in successi.
Un livello di paura adatto a un PG-13 ha inoltre impedito che il materiale risultasse eccessivamente pericoloso, mentre alla fine del secondo film sono stati inseriti ben tre diversi indizi riguardanti possibili sequel. Indizi che, però, avevano ben poco senso per chi non aveva completato i videogiochi.
Ora, tuttavia, potrebbe esserci un segnale che Five Nights at Freddy’s 3 sarà più accessibile anche al pubblico che non conosce a fondo la saga.
Parlando con Bloody Disgusting, Matthew Lillard, che tornerà nel ruolo del principale villain William Afton/Springtrap, ha dichiarato:
“So che è arrivata una prima versione della sceneggiatura e che tutti ne sono davvero entusiasti. E so che stanno passando alla fase successiva, quindi gireremo nel 2027.”
Five Nights at Freddy’s 3 ha un nuovo sceneggiatore

Il commento di Lillard sulla sceneggiatura è particolarmente significativo, perché Five Nights at Freddy’s 3 sarà scritto da Gary Dauberman, sceneggiatore dei due film di It, di The Nun e della trilogia di Annabelle. Dauberman ha inoltre diretto il terzo film della saga. Cawthon, che grazie al controllo creativo sul progetto aveva scritto personalmente le sceneggiature dei primi due film, aveva alle spalle soprattutto un’esperienza nel settore dei videogiochi. Le sue sceneggiature permettevano ai fan di riconoscere moltissimi dei loro riferimenti preferiti, ma risultavano meno solide per quanto riguarda la struttura cinematografica tradizionale.
Il recente successo di Resident Evil di Zach Cregger dimostra quanto possa essere importante, per un film tratto da un videogioco, riuscire a conservare la maggior parte dei fan e allo stesso tempo funzionare per gli spettatori occasionali che non hanno mai impugnato un controller.
In quel caso, Resident Evil ha messo da parte gli elementi più profondi della lore per concentrarsi sulla sensazione di giocare al videogioco. Gli Easter egg non mancavano, ma la trama non dipendeva, per esempio, dal fatto di utilizzare un nastro per macchina da scrivere nel momento giusto.
Ed è proprio questo uno degli elementi fondamentali che rende efficaci i videogiochi di Five Nights at Freddy’s: la paura che un animatronic terrificante possa comparire all’improvviso e urlare contro il giocatore, ponendo fine alla partita. Nei film, invece, il fatto di rivelare troppo presto che gli animatronics erano posseduti dalle anime di bambini, per lo più intenzionati a vendicarsi delle persone cattive, ha finito per ridurre parte della loro pericolosità. È difficile avere paura di enormi animali robotici che hanno appena aiutato una bambina a costruire un fortino con i cuscini.
Eppure, come sceneggiatore, Dauberman è riuscito a farci provare paura nei confronti di una bambola che, di fatto, non è nemmeno viva: Annabelle ha un aspetto inquietante, ma non è lei stessa a compiere le azioni più pericolose, perché è il demone legato alla bambola a provocare il terrore. Lo stesso vale per i film di It, dove Pennywise sfrutta l’immagine del clown per attirare vicino a sé bambini innocenti, prima di divorarli.
Entrambi gli esempi dimostrano una buona capacità di utilizzare gli jump scare, un elemento che i film di Five Nights at Freddy’s hanno invece sfruttato relativamente poco.
Pensi che un nuovo sceneggiatore possa riportare questo franchise verso quei momenti di paura che hanno reso popolari i videogiochi? Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti!




