Il gatto col cappello di Dr. Seuss ha quasi settant’anni (l’originale Giunti, tradotto da Anna Sarfatti, è del 1957), ma è ancora uno dei libri più amati dai bambini. Oggi arriva in sala in versione animata per la regia di Alessandro Carloni ed Erica Rivinoja.

IL LIBRO
Fuori piove, la mamma è uscita e due fratellini si annoiano da morire. All’improvviso, irrompe uno strano Gatto con un cappello a strisce bianche e rosse che promette loro divertimento, giochi e risate. Presto, il salotto di casa si trasforma in un campo di battaglia: i due bambini si chiedono cosa dirà la mamma quando rientrerà e vedrà la casa sottosopra, mentre il saggio pesciolino nella boccia invita (invano) il Gatto ad andar via.
Dr. Seuss trasforma il Gatto nell’istinto di divertirsi senza pensare alle conseguenze, il pesciolino nella voce della coscienza che, spesso, nessuno ascolta. Tra i due, ci sono i bambini che assistono quasi inermi a questa divertente sfida e non sanno se raccontare la verità alla mamma oppure mantenere quello strano, ma divertentissimo, segreto.
Un libro piacevolissimo da leggere, che gioca con la lingua e mette a dura prova il lavoro dei traduttori. Dr. Seuss, infatti, scrive per sottrazione con poche parole dal ritmo incalzante e rime facili da memorizzare. Tuttavia, il suo linguaggio non si abbassa al livello infantile, ma trasforma la lettura in un gioco di suoni tanto che la sfida del traduttore italiano è stata proprio quella di rendere, nella nostra lingua, la musicalità originale.
Il Gatto col Cappello diverte i più piccoli e ricorda a noi adulti che, ogni tanto, l’ordine ha bisogno di essere scompigliato.
Il libro potete trovarlo QUI
Adesso li prendo / quei due maledetti / per loro è finita… / Che cosa scommetti?
UN GATTO VETERANO SULLO SCHERMO
Per il grande schermo, con il Gatto avevano già fatto un tentativo non è andato per il meglio. Nel 2003 era uscito Il gatto col cappello in live action, diretto da Bo Welch e interpretato da Mike Myers (sotto strati e strati di trucco) e Dakota Fanning.
Il problema era il rapporto con il libro: una storia da meno di 250 parole era stata allungata a 80 minuti di sottotrame farcite da un umorismo molto più adulto dell’originale. Il film incassò poco, fu stroncato dalla critica e fece arrabbiare la vedova dell’autore, che decise di non concedere più i diritti delle opere del marito per gli adattamenti vari. Saltò così il progetto di un sequel tratto dal libro Il ritorno del gatto col cappello.
Con il nuovo film, si riparte da un concept diverso: prodotto da Warner Bros, è un film d’animazione in 2D e tecnica mista che vuole restare fedele all’estetica di Seuss. Il Gatto (doppiato in originale da Bill Hader e in italiano da Stefano Fresi) diventa una specie di agente del caos con un’ultima missione: tirare su il morale a due fratelli che fanno fatica ad affrontare il trasloco in una nuova città. La storia andrà ben oltre il pomeriggio di pioggia del libro, ma l’energia imprevedibile del Gatto sembra resterà la stessa.

L’AUTORE
Theodor Seuss Geisel (Springfield, Massachusetts, 1904 – La Jolla, California, 1991) è stato scrittore, illustratore e vignettista. Dopo aver lavorato come disegnatore pubblicitario e autore di vignette, pubblicò And to Think That I Saw It on Mulberry Street nel 1937, il suo primo libro per bambini.
Con Il gatto col cappello (1957), scrisse un libro pensato per aiutare i più piccoli a imparare a leggere con un vocabolario ridotto, ma senza rinunciare al divertimento. Per il suo lavoro linguistico e il modo di raccontare storie, ha ricevuto riconoscimenti come un Pulitzer speciale, un Peabody e tre Oscar.
Tra gli altri suoi libri per l’infanzia, ricordiamo Il Grinch, Il Lorax e Il paese di Solla Sulla.



