Pubblicato da Il Saggiatore nel 2026 nella collana Saette, con la traduzione di Attilio Veraldi, William e Mary è un racconto di Roald Dahl uscito in origine nella raccolta Kiss Kiss nel 1960.
È una storia nera e breve, dedicata ai lati più oscuri del matrimonio.

Trama
William è un marito autoritario, controlla la vita di sua moglie Mary e le vieta ogni piccola libertà.
Quando muore, Mary riceve una lettera scritta da lui, con una richiesta alquanto strana. Il testo è legato a un esperimento scientifico a cui William ha acconsentito prima di morire.
Mary comincia così una nuova vita. Fa le cose che il marito non le permetteva, come fumare e guardare la televisione, due cose banalissime ma che nella vita precedente le era proibito fare.
Tuttavia, anche dopo la morte di William il loro rapporto continua, in una forma che nessuno si aspettava.
Recensione
Dahl non cerca lo spavento facile, in poche pagine costruisce un disagio che nasce da qualcosa di molto quotidiano, più frequente di quanto si pensi: il controllo dentro una coppia.
L’elemento fantastico, cioè l’esperimento che dà il via alla vicenda, è raccontato con un distacco quasi clinico. È proprio questa freddezza a renderlo più disturbante di qualsiasi scena truculenta e sanguinaria.
Il racconto lavora puntando anche sul divertimento di chi legge. All’inizio è naturale schierarsi con Mary, vittima di un marito che l’ha soffocata per anni, Dahl però non lascia che questa posizione resti comoda e scontata, man mano che la storia procede, la rivincita di Mary perde in parte la sua innocenza.
Il lettore si accorge di aver tifato per qualcosa che pian piano lo mette sempre più a disagio, ma allo stesso tempo ne è incuriosito. Per questo il racconto non si dimentica così facilmente, non offre né una vittima pura né un colpevole assoluto e costringe a fare i conti con la propria reazione.
Mary, dalla sottomissione alla rivincita
Mary è il personaggio sicuramente più interessante; quando William muore, torna a vivere attraverso gesti di quotidianità, piccoli e banali ma che fanno capire quanto fosse stretta la sua vita con il marito.
Mary vede ora un William indifeso, che vuole tenere con sé, come se fosse una cosa sua. Da oppressa diventa chi ha il potere. Il passaggio è rapido e spiazza, ma dà anche una leggera soddisfazione, un senso di giustizia e rivincita.
Il tema centrale è il potere dentro la coppia. William controllava Mary in vita, Mary riprende il controllo quando lui non può più opporsi.
Dahl però non assolve nessuno. La rivincita di Mary è soddisfacente, ma è anche un’altra forma di dominio. I ruoli si invertono e il rapporto resta fondato sul potere. Con la costruzione di una vendetta fatta mostrando la propria indipendenza davanti a un uomo ormai impotente, costretto solo a guardare senza poter reagire in alcun modo.
La mente di William sopravvive, ma senza il resto non può imporre più nulla. L’autorità che usava sugli altri si rivela fragile. Il racconto lascia dunque questa domanda al lettore: che cosa resta del potere, quando non si può più esercitare?
Quegli occhi, in verità, non le erano mai piaciuti, con quella profonda ruga di disapprovazione in mezzo. Per tutta la vita non aveva fatto che tenerla d’occhio. Anche ora, dopo una settimana che era sola in quella casa, aveva a volta la sgradevole sensazione che fossero ancora lì, quegli occhi, che la seguissero dappertutto, la fissassero da una soglia, da una poltrona vuota, addirittura attraverso la finestra, la notte.
Conclusioni
William e Mary è un racconto breve, cattivo al punto giusto e ben costruito. Perfetto come lettura di questa spooky season.
L’idea alla base del racconto è così ricca che un approfondimento sarebbe stato interessante. Si poteva scavare di più nel matrimonio dei due protagonisti, nel passato di William o nei dubbi di Mary.
Qualche pagina in più avrebbe dato ai personaggi quella profondità che a tratti manca.
Ma è proprio la brevità il punto di forza del racconto. Dahl dice quello che serve e si ferma, senza dilungarsi e senza spiegare troppo. Ogni scena ha uno scopo e il finale arriva quando è giusto che arrivi, senza troppi fronzoli. Allungare la storia avrebbe forse rischiato di diluirne l’effetto. Il suo impatto nasce dalla sintesi e anche i difetti diventano più sopportabili.
L’idea è molto forte, il tono è ironico e il finale resta ben in mente. Dietro la storia nera c’è una riflessione sul potere e sulla libertà dentro un matrimonio.
È perfetto per chi ama Dahl nella versione per adulti e per chi vuole una lettura veloce, ma non banale.
Il libro potete trovarlo qui.
L’Autore
Roald Dahl (Cardiff, 1916 – Oxford, 1990) è stato uno scrittore e sceneggiatore britannico, nato da genitori norvegesi. Durante la Seconda guerra mondiale è stato pilota della RAF. Ha debuttato nel 1942 con un racconto ispirato alla sua esperienza di guerra. È famoso per i libri per ragazzi, come La fabbrica di cioccolato, Matilde e Il GGG, ma ha scritto anche racconti neri e beffardi per adulti, tra cui quelli di Kiss Kiss.



