Pubblicato in Francia nel 1939 col titolo Esquisse d’une théorie des émotions, Idee per una teoria delle emozioni rappresenta uno dei primi e più brillanti saggi filosofici di Jean-Paul Sartre. Il punto di riferimento per la Letteratura Italiana è l’edizione curata e pubblicata da Il Saggiatore, a cura del filosofo Andrea Bonomi.

Trama
Trattandosi di un saggio filosofico, l’opera sviluppa una rigorosa argomentazione teorica divisa in due fasi:
-critica alle teorie classiche. Sartre analizza i limiti della psicologia tradizionale, criticando l’idea che l’emozione sia un mero fatto fisiologico passivo o un processo inconscio subito dall’individuo.
-teoria fenomenologica dell’emozione, intesa come un atto della coscienza. Quando il mondo reale diventa ostile o insuperabile attraverso le vie logiche e razionali, la coscienza “magicamente” trasforma la percezione del mondo. L’emozione diventa una strategia consapevole (seppur non deliberatamente pianificata) per modificare il nostro rapporto con la realtà quando non riusciamo a dominarla con l’azione pragmatica.
Quando le vie tracciate si fanno troppo difficili o quando non vediamo vie d’uscita, non possiamo più rimanere in un mondo così esigente e difficile. Allora tentiamo di cambiare il mondo, cioè di viverlo come se le relazioni tra le cose e le loro potenzialità fossero regolate non da leggi causali, ma dalla magia.
Recensione
Con questa breve opera, che nasconde poi una densità filosofica estrema, Sartre toglie l’emozione dal campo della passività pura per restituirla al dominio della libertà e della coscienza.
Seguendo la fenomenologia di Husserl e Heidegger, il filosofo francese dimostra che quando sveniamo per il terrore o scoppiamo in lacrime per la rabbia, non stiamo assistendo alla disfatta della nostra mente, ma stiamo adottando un comportamento magico, per cui trasformiamo la realtà esterna per sfuggire a una situazione insostenibile, sfruttando il corpo come veicolo della manifestazione.
La lettura del saggio richiede estrema attenzione e una minima familiarità con il lessico filosofico, ma la ricompensa di tale fatica è un nuovo di guardare alle nostre reazioni quotidiane. È un saggio fondamentale nella bibliografia dell’autore, nonché base del grande pensiero esistenzialista che Sartre stesso sarà la voce più acuta.
Il libro potete trovarlo QUI
L’Autore
Jean-Paul Sartre (Parigi, 1905 – 1980) è stato uno dei padri dell’Esistenzialismo, oltre che filosofo, scrittore, drammaturgo e critico letterario. Ha dedicato la sua vita all’analisi della libertà umana, della responsabilità individuale e dell’angoscia dell’esistenza.
Tra i suoi capolavori ricordiamo L’essere e il nulla e L’esistenzialismo è un umanismo, affiancati da celebri opere narrative e teatrali come La nausea e A porte chiuse.
Nel 1964 fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura, che rifiutò per restare coerente ai suoi principi di indipendenza intellettuale.



