Ali Hazelwood conquista lo schermo con Olive e Adam, ma quando una storia d’amore passa dalle pagine al cinema, la chimica basta davvero a farci dimenticare tutto quello che è stato cambiato?
Ci sono libri che ci fanno sorridere, libri che ci fanno sospirare e libri che ci fanno desiderare di avere un professore universitario scontroso, irresistibile e decisamente troppo interessato a noi. The Love Hypothesis di Ali Hazelwood appartiene senza dubbio alla terza categoria.
Dopo aver conquistato le lettrici con il suo mix di romance, ambiente accademico e fake dating, la storia di Olive Smith e Adam Carlsen è finalmente arrivata sullo schermo con Lili Reinhart e Tom Bateman nei panni dei protagonisti. E naturalmente, da lettrice che ha amato il romanzo, non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di confrontare le due versioni.
Il risultato? Una visione piacevole, una chimica che funziona e qualche cambiamento che mi ha fatto storcere il naso. Perché sì, il film ha i suoi momenti, ma quando hai già passato centinaia di pagine con questi personaggi, certe differenze sono difficili da ignorare.
Attenzione: l’articolo contiene spoiler sulle differenze tra il libro e il film.
La storia: quando una bugia diventa qualcosa di più
Per chi non conoscesse ancora la storia, Olive Smith è una dottoranda in biologia che, nel tentativo di aiutare la sua migliore amica Anh a conquistare il ragazzo dei suoi sogni, finisce per baciare il primo uomo che le capita a tiro. Peccato che quell’uomo sia Adam Carlsen, un professore brillante, temuto da praticamente tutto il dipartimento e famoso per il suo carattere tutt’altro che accomodante.
Da quel bacio nasce una relazione finta, utile a convincere Anh che Olive abbia voltato pagina. Il problema è che, tra appuntamenti di facciata, momenti imbarazzanti e un’attrazione sempre più difficile da ignorare, il confine tra finzione e realtà diventa decisamente sottile.
Il punto di forza del romanzo di Ali Hazelwood non è soltanto la relazione tra i protagonisti, ma anche il modo in cui l’autrice riesce a intrecciare romanticismo, insicurezze personali, amicizia e difficoltà del mondo accademico. Il film conserva il cuore della storia, ma sceglie una strada diversa per arrivare al lieto fine.
Ed è proprio qui che iniziano le differenze.
Il libro vince sullo sviluppo della storia
Il romanzo ha tutto il tempo necessario per costruire il rapporto tra Olive e Adam. Possiamo seguire i pensieri di Olive, comprendere le sue insicurezze e osservare come il suo punto di vista sul professore cambi gradualmente.
Nel film, invece, tutto deve trovare spazio in meno di due ore. Il risultato è una narrazione più rapida, nella quale alcune dinamiche vengono semplificate e determinati passaggi emotivi perdono parte della loro profondità.
Non è una critica insolita quando si parla di adattamenti cinematografici: un libro può permettersi digressioni, monologhi interiori e sottotrame che sullo schermo rischierebbero di rallentare il ritmo. Tuttavia, nel caso di The Love Hypothesis, alcuni cambiamenti non si limitano a rendere la storia più scorrevole, ma modificano anche il modo in cui percepiamo determinati personaggi e le loro relazioni.
Personalmente, avrei preferito una maggiore fedeltà al materiale originale. Non pretendo una trasposizione identica pagina per pagina, ma credo che alcuni elementi avrebbero meritato più spazio
Olive e Adam: la chimica c’è, ma non basta sempre
Partiamo dalle buone notizie: la coppia protagonista funziona.
Lili Reinhart porta sullo schermo una Olive credibile nelle sue insicurezze e nella sua determinazione, mentre Tom Bateman riesce a dare ad Adam quel mix di severità, sarcasmo e vulnerabilità che rende il personaggio così interessante.
E qui devo fare una piccola confessione: Tom Bateman ha decisamente contribuito al mio coinvolgimento emotivo durante la visione. Perché possiamo discutere quanto vogliamo delle differenze tra libro e film, ma quando un personaggio riesce a conquistarti anche sullo schermo, è difficile restare completamente obiettivi.
La dinamica tra Olive e Adam conserva il suo fascino, così come alcuni dei momenti più attesi dalle lettrici. Tuttavia, rispetto al romanzo, il percorso che porta i due a innamorarsi risulta meno graduale e, in alcuni passaggi, meno approfondito.
Nel libro, il coinvolgimento emotivo cresce attraverso piccoli gesti, dialoghi e pensieri che ci permettono di capire quanto entrambi stiano cambiando. Nel film, questa evoluzione è inevitabilmente più concentrata.
La scintilla c’è, ma avrei voluto che avesse più tempo per trasformarsi in un incendio.
Le differenze che mi hanno convinta meno
Uno degli aspetti più delicati di un adattamento è capire quali elementi modificare e quali, invece, preservare. E in questo caso alcune scelte mi hanno lasciata perplessa.
1. La storia di Olive e Jeremy
Il film modifica il passato sentimentale di Olive, cambiando il modo in cui viene presentato il suo rapporto con Jeremy. È una variazione che contribuisce a rendere la narrazione più immediata, ma che altera anche il contesto da cui prende avvio il finto rapporto con Adam.
2. I personaggi secondari
Non tutti i personaggi del romanzo trovano spazio nell’adattamento. Alcune figure vengono eliminate e altre dinamiche sono semplificate per concentrare maggiormente l’attenzione sulla coppia principale. Comprendo la necessità di fare delle scelte, ma alcune relazioni avrebbero meritato maggiore attenzione perché contribuiscono a rendere il mondo della storia più ricco.
3. Il conflitto con Tom Benton
Anche la gestione della vicenda legata a Tom Benton cambia rispetto al libro. Il film riorganizza alcuni passaggi e modifica il modo in cui la situazione viene affrontata e risolta. È uno dei cambiamenti che ho trovato meno convincenti, perché incide su una parte importante della storia e sul percorso dei personaggi coinvolti.
4. Il finale
Il finale del film prende una direzione diversa da quella del romanzo, dando maggiore spazio anche al futuro professionale di Olive. L’idea di sottolineare la sua crescita personale e accademica è interessante, ma il modo in cui viene sviluppata non mi ha convinta del tutto.
In generale, ho avuto la sensazione che alcune modifiche siano state introdotte per rendere la storia più adatta al formato cinematografico, senza però riuscire sempre a conservare la stessa intensità emotiva dell’originale.
L’amicizia: la sorpresa più bella del film
Se c’è un aspetto che ho apprezzato particolarmente dell’adattamento, è il modo in cui viene rappresentato il rapporto tra Olive e Anh.
In una storia che ruota principalmente attorno alla relazione romantica, l’amicizia rischia facilmente di diventare un semplice espediente narrativo. Qui, invece, il legame tra le due amiche riesce a ritagliarsi uno spazio significativo e a ricordarci che l’amore romantico non è l’unica relazione capace di lasciare il segno.
Ho trovato bella la possibilità di vedere questa complicità sullo schermo, anche attraverso momenti che permettono di percepire più concretamente il loro affetto reciproco.
È uno di quei casi in cui un adattamento riesce a valorizzare un elemento della storia in una maniera diversa rispetto alla lettura. E, considerando che molte delle altre modifiche non mi hanno convinta, questo è stato sicuramente uno dei punti a favore del film.
Per una volta, quindi, non tutto ciò che è cambiato è necessariamente peggiorato.
Libro o film? Il mio verdetto finale
Mettere a confronto The Love Hypothesis in versione cartacea e cinematografica significa confrontarsi con due esperienze differenti.
Il libro di Ali Hazelwood rimane la mia versione preferita. Offre più spazio ai personaggi, permette di comprendere meglio le loro emozioni e costruisce con maggiore calma quella tensione romantica che rende la storia così coinvolgente.
Il film, dal canto suo, ha il merito di dare un volto ai personaggi che tante lettrici hanno immaginato e di conservare una parte del fascino della storia originale. È una rom-com piacevole, con momenti divertenti e una coppia protagonista che riesce a catturare l’attenzione.
Avrei però preferito una maggiore fedeltà al romanzo, soprattutto per quanto riguarda alcune sottotrame e lo sviluppo degli eventi. Non tutte le modifiche mi sono sembrate necessarie e, in alcuni casi, credo che abbiano tolto qualcosa alla storia anziché aggiungere valore.
Questo significa che il film non merita una possibilità? Assolutamente no. Anzi, se avete amato il libro, vale la pena guardarlo per scoprire una nuova interpretazione di Olive e Adam. Basta avvicinarsi alla visione con la consapevolezza che non ritroverete ogni singolo momento esattamente come lo ricordate.



