La scelta di Mike Flanagan di puntare su un remake di Carrie per il suo debutto con Amazon MGM Studios ha inizialmente lasciato perplessi molti fan di Stephen King. Con il celebre film del 1976 diretto da Brian De Palma e i successivi adattamenti già impressi nella memoria collettiva, in molti si sono chiesti quale fosse il reale senso di riproporre la tragica storia di Carrie White e dei suoi poteri telecinetici.
Tuttavia, con il rilascio di tutti gli episodi della serie su Prime Video, il quadro è cambiato radicalmente. E no, non si tratta di un semplice esercizio di stile nostalgico: il Carrie di Flanagan potrebbe essere il primo tassello di un affresco narrativo molto più ampio, strettamente legato all’epopea de La Torre Nera (The Dark Tower) e a un altro grande classico in arrivo: The Mist.
(Attenzione: seguono spoiler sulla prima stagione della serie Carrie).
Il legame segreto: la telecinesi di Carrie è “The Shining”?
Nel vasto multiverso letterario di Stephen King, quasi ogni romanzo pubblicato negli ultimi cinquant’anni possiede un collegamento sotterraneo con le vicende di Roland di Gilead e la Torre Nera. Romanzi scritti decenni prima che il disegno della saga fosse del tutto chiaro — come Le notti di Salem (Salems Lot) o Shining — nascondono profonde connessioni cosmiche.
Nel remake di Carrie, la storia di base rimane fedele all’originale: un’adolescente vessata da una madre fanatica religiosa e dai bulli della scuola scatena una catastrofe soprannaturale. Ma c’è una svolta cruciale. Già nel corso dei primi episodi, emerge chiaramente che Carrie non possiede una semplice dote telecinetica, bensì lo “Shining” (la Lucentezza), lo stesso dono paranormale che legava Danny Torrance all’Overlook Hotel e che lo chef Dick Hallorann ha recentemente esplorato nella serie HBO It: Welcome to Derry.
Perché questo dettaglio cambia tutto per La Torre Nera
Nel corpus narrativo de La Torre Nera e di romanzi collegati come I vendicatori (Black House) o Cuori in Atlantide, i bambini dotati di poteri mentali straordinari vengono sistematicamente sfruttati per abbattere i “Raggi” che tengono in equilibrio la realtà del multiverso. La rivelazione finale della serie su Carrie, in cui un’oscura organizzazione la bracca proprio per la natura dei suoi poteri, apre le porte a un disegno molto più grande orchestrato da Flanagan.
Anche The Mist nel mirino di Mike Flanagan: un puzzle da ricomporre

Il creatore di capolavori horror come The Haunting of Hill House e The Fall of the House of Usher non si ferma qui. Oltre al suo imminente film su L’Esorcista, Flanagan è al lavoro su una nuova trasposizione di The Mist (La nebbia), celebre racconto breve tratto dalla raccolta Scheletri (Skeleton Crew).
The Mist è già stato adattato memorabilmente sul grande schermo da Frank Darabont nel 2007 e successivamente in una serie TV nel 2017. Anche questo titolo vanta legami strutturali fortissimi con La Torre Nera grazie alla presenza dei “thinnies”, squarci nello spazio-tempo attraverso cui creature Lovecraftiane provenienti dagli universi paralleli riescono a infiltrarsi.
Ostacoli sui diritti e alleanze tra studios
Portare tutto sotto lo stesso ombrello narrativo non sarà semplice dal punto di vista burocratico. Per poter realizzare finalmente la sua versione definitiva de La Torre Nera, Flanagan deve districarsi tra i diritti di sfruttamento cinematografico e televisivo detenuti da diversi colossi:
- Amazon MGM Studios possiede la serie di Carrie (e i testi di supporto de Il Signore degli Anelli).
- Warner Bros. detiene i diritti di gran parte dei film storici tratti da King (inclusi Shining, It, Salems Lot e potenzialmente The Mist).
- Paramount ha collaborato di recente con Amazon per The Stand.
Se Warner Bros. dovesse entrare nel giro di collaborazioni per The Mist e i progetti collegati, il terreno per unificare l’immenso universo di Stephen King sotto la guida di Flanagan diventerebbe finalmente realtà.




