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Film

The Adventures of Baron Munchausen, l’impresa impossibile di Terry Gilliam

Come si può trasformare in film la storia di un uomo che cavalca palle di cannone, visita la Luna e sfugge da mostri terrificanti? Terry Gilliam decise di provarci. La sua avventura fantasy del 1988, The Adventures of Baron Munchausen, si basava su una raccolta di racconti incredibili che non seguiva minimamente una trama tradizionale. Il Barone passava da un’avventura assurda all’altra. Trasformare un materiale simile in un lungometraggio sembrava l’incubo peggiore per qualsiasi produttore.

La produzione rischiò davvero di trasformarsi in un incubo. Gilliam esaurì i fondi dopo appena sei settimane di una lavorazione prevista di 21. I finanziatori volevano che ridimensionasse il progetto, ma il regista aveva altre idee. Il film presenta scenografie imponenti, effetti speciali artigianali fuori dagli schemi e un cast che comprende John Neville, Eric Idle e Robin Williams. Finì per diventare una delle produzioni più famigerate nella carriera di Gilliam. Anche la sua storia dietro le quinte è quasi incredibile quanto le avventure del Barone.

Un libro impossibile da adattare

Le avventure del Barone di Munchausen affondano le proprie radici nel XVIII secolo. Il protagonista era un nobile tedesco diventato famoso per i suoi racconti sempre più esagerati. Le sue storie lo portavano da una parte all’altra del mondo, tra imprese impossibili e situazioni che sfidavano qualsiasi logica. Rudolf Erich Raspe contribuì a diffonderle con un libro pubblicato nel 1785.

Il regista costruì un film attorno a un Barone ormai anziano, che arriva in una città assediata dall’esercito ottomano. Una bambina di nome Sally decide di accompagnarlo in una missione per salvare la città. Il loro viaggio li porterà sulla Luna e oltre.

John Neville interpreta il Barone con la sicurezza di un uomo che non ha mai avuto alcun motivo di dubitare dei propri racconti. Sarah Polley veste i panni di Sally, mentre Eric Idle interpreta uno dei vecchi compagni del Barone. Robin Williams compare nel ruolo del Re della Luna, accreditato con il meravigliosamente bizzarro nome di Ray D. Tutto.

Tutta la produzione sembra un sogno febbrile realizzato da una compagnia teatrale con un budget illimitato. Gilliam riempie lo schermo di scenografie gigantesche, creature bizzarre ed effetti speciali artigianali, che conferiscono al mondo fantastico un aspetto realizzato interamente a mano. Ogni angolo del film mostra il lavoro che si nasconde dietro la sua realizzazione.

La pellicola non assomiglia a nessun’altra produzione della sua epoca. Era proprio questo uno dei suoi punti di forza, ma anche una parte del problema.

Una produzione sull’orlo del collasso

Gilliam disponeva di un budget di 23,5 milioni di dollari e di un programma di riprese della durata di 21 settimane. Alla sesta settimana, però, i soldi erano già finiti. I finanziatori bloccarono la produzione e il regista si ritrovò in una situazione estremamente difficile.

Gilliam ricordò che gli dissero che il Barone non poteva andare sulla Luna. Il progetto originale prevedeva una gigantesca sequenza con migliaia di persone sulla Luna e Sean Connery nel ruolo del suo re. Quel piano dovette cambiare. Alla fine, Gilliam ridusse la scena a due sole persone. Connery scherzò persino sul fatto che essere il re di due persone non fosse poi un grande lavoro. Oggi è un episodio divertente da raccontare, ma all’epoca l’intera produzione si trovava in serio pericolo.

Robin Williams contribuì a rimettere in moto il progetto dopo che Eric Idle lo coinvolse nella produzione. Gilliam dovette inoltre ripensare alcune delle gigantesche scenografie previste. Invece di costruire tutto secondo i piani originali, la troupe utilizzò strutture in scala ridotta e ingegnosi stratagemmi visivi.

Il film arrivò nelle sale americane nel marzo del 1989 e incassò circa 8 milioni di dollari sul mercato nazionale. Un risultato doloroso per una produzione così costosa. Per anni, la reputazione di The Adventures of Baron Munchausen come disastro finanziario accompagnò la carriera di Gilliam.

Eppure, al di là di tutti quei problemi, il film merita di essere visto. La sua immaginazione emerge in ogni inquadratura. I personaggi raggiungono luoghi impossibili e la pellicola riesce in qualche modo a rendere reale ogni tappa del loro viaggio.

Gilliam prese un libro che sembrava resistere ad ogni tipo di adattamento convenzionale e riuscì a trasformarlo in qualcosa di incredibile. Portare a termine il film fu, a sua volta, una vera e propria avventura fantasy.

Alla fine, Terry Gilliam riuscì in un miracolo degno del Barone in persona. Partì da una storia praticamente priva di trama, rischiò di perdere l’intero film quando la produzione era arrivata a metà e, in qualche modo, riuscì comunque a portarlo nelle sale.

A quanto pare, il racconto più incredibile fu proprio quello della realizzazione del film.

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