La Cerca del Drago é il secondo volume della trilogia dei dragonieri di Pern, saga pubblicata nel 1968 da Anne McCaffrey dall’editore Ballantine Book. In Italia é stato ora ripubblicato da Fanucci Editore che ora lo riporta con una nuova fantastica e bellissima riedizione, tradotto da Roberta Rambelli.

Trama
I cinque Weyr del passato sono giunti in soccorso del presente, ma la salvezza di Pern ha un prezzo. La convivenza tra gli “antichi” dragonieri, legati a tradizioni millenarie, e i moderni abitanti del pianeta è tesa e fragile. Mentre i Fili continuano a piovere, nuove scoperte scientifiche mettono in discussione il ruolo stesso dei draghi. F’nor, con il suo drago Canth, intraprende una missione disperata verso la fonte del male: la Stella Rossa stessa, che promette a tutti la rovina. Tra intrighi politici e la comparsa delle leggendarie lucertole di fuoco, la sopravvivenza di Pern non dipenderà più solo dalle fiamme dei draghi, ma dalla capacità degli uomini di evolversi.
Un’epopea di coraggio, lealtà e scoperte scientifiche ai confini dell’ignoto. Un’avventura oltre il tempo e lo spazio.
Recensione
Dopo aver conosciuto il mondo di Pern in Volo di drago, tornare tra i suoi dragonieri significa ritrovare un’ambientazione che continua a essere uno degli aspetti più interessanti della saga di Anne McCaffrey. La cerca del Drago, però, cambia leggermente direzione rispetto al primo volume: se il romanzo precedente era soprattutto una scoperta di Pern e della minaccia rappresentata dai Fili, qui la storia entra maggiormente nel vivo delle conseguenze che quella minaccia porta con sé.
La presenza dei dragonieri arrivati dal passato crea infatti un interessante contrasto tra due modi molto diversi di vedere Pern. Da una parte ci sono tradizioni, regole e convinzioni consolidate nel tempo; dall’altra una società che ha dovuto evolversi e che non sempre è disposta ad accettare chi arriva da un’epoca completamente diversa. Questo porta inevitabilmente a tensioni, incomprensioni e conflitti che finiscono per avere un ruolo importante nella narrazione.
È proprio questa componente più politica e sociale a rendere il secondo volume diverso dal precedente. La minaccia dei Fili rimane centrale, ma non è più l’unico problema da affrontare. McCaffrey amplia il mondo di Pern introducendo nuove idee, nuove possibilità e soprattutto interrogativi sul ruolo che i draghi possono avere nella sopravvivenza del pianeta. Anche le lucertole di fuoco, che fanno la loro comparsa nella storia, contribuiscono ad arricchire ulteriormente l’universo narrativo.
Ho apprezzato particolarmente il modo in cui la fantascienza e il fantasy continuano a convivere all’interno della storia. Pern ha sempre avuto questa caratteristica particolare: sotto l’immaginario fatto di draghi, cavalieri e Weyr c’è una componente scientifica che diventa sempre più evidente e che permette alla saga di distinguersi dal fantasy più tradizionale.
Rispetto al primo volume, però, ho trovato il ritmo meno immediato. La maggiore attenzione dedicata alle dinamiche politiche e ai conflitti tra i diversi gruppi rende alcune parti più lente e meno coinvolgenti. Anche alcuni personaggi secondari rimangono più sullo sfondo di quanto avrei voluto, soprattutto considerando la quantità di nomi e figure che vengono introdotti nel corso della storia.
Nonostante questo, La cerca del drago riesce a costruire bene il terreno per ciò che verrà dopo. È un libro che amplia il mondo di Pern invece di limitarsi a riproporre la formula del primo capitolo e mostra quanto l’universo creato da McCaffrey abbia ancora spazio per svilupparsi.
In definitiva, l’ho trovato un secondo capitolo interessante, soprattutto per l’espansione del worldbuilding e per la componente più sociale e politica della storia. Non ha avuto per me lo stesso impatto immediato di Volo di drago, ma ha aggiunto diversi elementi che mi hanno fatto venire voglia di continuare la saga e scoprire dove porteranno le vicende di Pern.
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L’Autrice
Anne McCaffrey è una leggenda. Considerata all’unanimità la “regina dei draghi”, è stata una delle figure più influenti e rivoluzionarie nella storia della narrativa fantastica. Il suo contributo più celebre è il ciclo I dragonieri di Pern. È stata una pioniera del genere fantasy, la prima donna a vincere il Premio Hugo con La cerca del Weyr (1968), il Premio Nebula con Dragonrider (1968), ed è stata la prima autrice di fantascienza a scalare la prestigiosa classifica del New York Times con Il drago bianco (1978).
Nel 2005 è stata insignita del titolo di Grand Master dalla Science Fiction and Fantasy Writers of America. Ha pubblicato oltre cento titoli, lasciando un’eredità passata ai figli, Todd e Gigi McCaffrey, che hanno proseguito l’esplorazione del mondo di Pern. Con Volo di drago, La Cerca del drago e Il drago bianco, riproponiamo nel catalogo Fanucci Editore la prima trilogia cui faranno seguito gli altri romanzi del ciclo I dragonieri di Pern.



