Il Saggiatore ci presenta un interessante saggio sul legame tra la nostra personalità e la musica che amiamo, dal titolo Come sono, suona – la musica racconta chi siamo, scritto da Susan Rogers e Ogi Ogas, con la traduzione curata da Allegra Panini. Il loro è un viaggio tra neuroscienze e musica che spiega come i nostri gusti musicali non siano del tutto casuali, ma costituiscano un vero e proprio profilo uditivo che rivela la nostra identità.

Recensione
Ascoltare musica, prestare attenzione a quello che funziona e che non funziona in un pezzo, sentire i ritmi e le melodie come se fossero parte del tuo corpo, delle tue dita, dei tuoi fianchi, costituisce un ingrediente importante di ciò che può essere definito musica. In pratica, senza qualcuno che ascolta, la musica non esiste.. chi ascolta chiude un cerchio creativo e completa l’esperienza musicale.
Ognuno di noi prova emozioni diverse ogni qual volta che ascolta la musica: qualcuno preferisce canzoni più introspettive, altri brani in cui il ritmo ispira balli sfrenati e gioia. C’è chi ascoltando la musica lascia vagare la mente e altri che immaginano scene ispirate dalle parole di una canzone. La scienza non può prevedere come risponderà una persona a un determinato brano musicale, poiché due individui possono ascoltare la medesima melodia e provare sensazioni contrastanti. Quando ascoltiamo un disco, che cosa ci fa provare un’emozione forte o una sensazione fredda? Che cosa ci fa innamorare di un disco?
Da qui che Susan Rogers e Ogi Ogas partono per spiegarci da dove derivi quella sensazione gratificante causata dall’ascolto di un brano, ovvero da sette dimensioni che agiscono su di noi: genuinità, realismo, originalità, melodia, testi, ritmo e timbro.
- Genuinità: è la percezione soggettiva che l’emozione espressa dall’artista sia autentica e non costruita per scopi commerciali. Ogni produttore cerca sempre di catturare la genuinità emotiva in una registrazione, in quanto l’espressione sincera di un sentimento costituisce un canale che collega la musica con il suo fruitore. In questo modo l’ascoltatore vive l’esperienza autentica di una vera emozione
- Realismo: la possibilità per lo spettatore di visualizzare la musica, attraverso suoni sia naturali che astratti o sintetici. In questo modo si possono creare delle immagini nella sua mente che seguono sia le parole che il ritmo di un brano, come ad esempio immaginare il musicista a un concerto oppure far vagare la mente su campi fioriti.
- Originalità: la ricerca di suoni che possono rappresentare al meglio la nostra personalità del momento, in quanto la nostra playlist personale può variare in base al contesto e al periodo della vita che stiamo vivendo, rispecchiando i nostri sentimenti o le emozioni che proviamo. In questo modo la musica diventa una sorta di “coperta di Linus” familiare e rassicurante.
- Melodia: definita come il “cuore” della musica, la melodia stimola tutte le nostre emozioni, come la malinconia, l’orgoglio, la felicità o lo spirito di avventura.
- Testo: la “testa” della musica, le parole sono un mezzo efficace per esprimere ciò che abbiamo nel cuore. I testi possono darci l’impressione che siamo visti, ascoltati e compresi: di fatti trasmettono la sensazione di provare esperienze attraverso gli occhi di un’altra persona, esprimendo il linguaggio della nostra identità individuale, unica e dinamica.
- Ritmo: i “fianchi” della musica, è la componente che ci spinge a un movimento fisico, sincronizzando il corpo con la musica. Il modo in cui ci muoviamo a tempo con la musica è puramente soggettivo in quanto rispecchia il modo in cui la nostra personalità percepisce il ritmo di una determinata canzone
- Timbro: il “volto” della musica, corrisponde alla qualità sonora unica di una voce o di uno strumento.
La reazione spontanea a ognuna di queste dimensioni costituisce il nostro “profilo uditivo” esclusivo e unico. Questo profilo agisce a sua volta sui nostri pensieri, sulle emozioni e sulle nostre reazioni fisiche che si hanno quando ascoltiamo un brano. Imparare a capire cosa ci piace di un disco significa non solo avvicinarci maggiormente alla nostra identità ma anche avere la possibilità di conoscere meglio una persona a noi vicina.
Il risultato finale è un saggio molto interessante che permette al lettore di comprendere maggiormente il proprio profilo personale dell’ascoltatore, attraverso sia temi complessi come la psicoacustica o il funzionamento del cervello, che aneddoti personali della carriera di Rogers, in particolare il racconto del suo lavoro come tecnico del suono per Prince. Inoltre è stata creata una playlist dedicata che accompagna la lettura per capire meglio le sette dimensioni dell’ascolto, a cui gli autori ci tengono particolarmente invitando il pubblico all’ascolto attivo. In questo modo si crea una lettura interattiva efficace che rende l’argomento ancora più interessante e, nonostante alcune tematiche scientifiche risultino difficili, gli autori sono stati abili a rendere i concetti accessibili a tutti.
Scoprire perché certi suoni ci emozionano e altri no, rende il lettore un ascoltatore più consapevole e più attento. La musica non suona soltanto: suona come siamo e questo ci rende unici.
Il libro lo potete trovare qui
Autori
Susan Rogers (Los Angeles, 1956) è una produttrice e tecnica del suono. Negli anni ’80 inizia a lavorare come tecnica per riparare console di registrazione e sistemi audio a Los Angeles. La svolta arriva quando viene assunta da Prince nel 1983. È una delle pochissime donne a ricoprire un ruolo così tecnico all’epoca e in cinque anni di collaborazione, ha lavorato a capolavori come Purple Rain e Around the World in a Day. Dopo aver lasciato Prince, diventa una produttrice e ingegnere del suono indipendente di enorme successo, collaborando con svariati artisti. Nel 2000, all’età di 44 anni, decide di cambiare vita radicalmente: si iscrive all’università e ottiene un dottorato in Neuroscienze Cognitive alla McGill University. Oggi è docente al Berklee College of Music, dove insegna come il cervello percepisce la musica e dirige laboratori di ricerca psicoacustica. Nel libro Come sono, suona utilizza la sua esperienza in studio e le sue conoscenze scientifiche per spiegare perché amiamo la musica che ascoltiamo, introducendo il concetto di profilo dell’ascoltatore.
Ogi Ogas (Annapolis, 1971) è un neuroscienziato computazionale e saggista statunitense. Si occupa di mente e comportamento umano, con particolare attenzione ai processi cognitivi legati al desiderio e alla percezione. La sua carriera ha avuto una svolta incredibile nel 2006 quando ha partecipato alla versione americana di Chi vuol essere milionario? arrivando alla domanda da un milione di dollari, ma decidendo di fermarsi per portarsi a casa 500.000 dollari. Ha usato quella vincita per finanziare i suoi studi e le sue ricerche indipendenti sulla mente umana. Ogas è noto per scrivere libri che mescolano dati massicci (Big Data) e psicologia. Il suo saggio più celebre è A Billion Wicked Thoughts (Un miliardo di pensieri cattivi), uno studio pionieristico sul desiderio umano basato sulle ricerche web.
Mentre Susan Rogers rappresenta l’orecchio “istintivo” e l’esperienza tecnica, Ogi Ogas è la mente che analizza i dati e i modelli comportamentali. Insieme hanno creato un libro che non parla solo di musica, ma di come la nostra biologia determini ciò che amiamo.


