Le due major di comics americani, Marvel e DC Comics, hanno avuto da sempre una lunga tradizione di incontri e crossover: partendo dal 1976, col primo incontro tra Superman e Spider-man, fino ad arrivare al 1996 con l’iniziativa DC vs. Marvel / Marvel vs. DC, dove i personaggi delle due case inizialmente si sfidavano per poi fondersi nell’universo Amalgam (le cui storie vennero pubblicate sull’omonima etichetta Amalgam Comics), abbiamo visto i vari universi e personaggi interagire tra loro. Negli ultimi anni qualcosa sembra essersi risvegliato e, dopo la pubblicazione in America dell’omnibus che raccoglie tutte le storie Amalgam, nel 2025 una nuova stagione di crossover tra i personaggi è stata inaugurata. La prima coppia di eroi a incontrarsi è composta da Batman e Deadpool, con la storia principale in casa DC firmata da Grant Morrison e disegnata da Dan Mora, mentre fanno da contraltare Marvel Zeb Wells come sceneggiatore e Greg Capullo alle matite. Entrambi gli albi hanno poi delle storie brevi con altri personaggi che si incontrano in mini-crossover.

Cosa funziona in questi albi…
L’iniziativa, di per sé gradita, presenta alcuni elementi che risultano apprezzabili e degni di merito. La storia di Morrison e Mora, la più riuscita tra le due, gioca con entrambi i personaggi sfruttandone i punti di forza per creare una storia che, seppur non trascendentale, regala una serie di chicche e citazioni, con Morrison che si auto-inserisce nella storia come personaggio e crea il personaggio di Deadbat, in piena tradizione Amalgam. Seguono una serie di mini-incontri (il più ispirato quello tra Nightwing e Laura/Wolverine nel volume DC, tra Wonder Woman e Capitan America nel volume Marvel), che mostrano il potenziale dell’iniziativa e le possibili ramificazioni in caso di successo. Interessante anche la scelta di creare un ulteriore personaggio “amalgam” nell’albo marvel, fondendo Wolverine e Lobo nell’antieroe Logo, che probabilmente rivedremo in storie future.

… e cosa no
A non funzionare, complice anche la scelta di voler realizzare albi con storie autoconclusive, sono in realtà le storie stesse: la storia marvel realizzata dalla coppia Wells/Capullo è abbastanza banale e pone Deadpool nel mezzo di una “classica” scaramuccia tra Joker e Batman, dimostrando poca fantasia e poca creatività, considerando non solo i personaggi ma anche gli universi di riferimento. Anche alcune delle storie brevi, quella di Frank Miller su tutti, sono fuori tempo massimo e sembrano inserite più come forma di rispetto per gli autori che le hanno fatte che per un reale contenuto di qualità tale da meritare le sparute pagine concesse sull’albo.

Le infinite possibilità di due multiversi
Al netto di pregi e difetti di un’operazione ancora allo stato quasi embrionale, le prospettive future sembrano più che rosee: l’idea che le due grandi case possano infatti portare il progetto avanti (e così sembrerebbe dato l’annuncio e la conseguente pubblicazione del nuovo crossover Superman/Spider-man) permette di immaginare un futuro fumettistico decisamente eccitante e ricco. Al di là di storie singole e pensate più che altro per strizzare l’occhio ai fan, la speranza infatti è che questi crossover siano il seme da cui germoglieranno storie più complesse e stratificate, con tutto ciò che ne consegue. Un elemento negativo evidenziato infatti in entrambi i volumi è dovuto proprio alla impossibilità di poter condensare storie di spessore con personaggi dalle trame (editoriali e non) decisamente complesse e variegate, problema questo che verrebbe risolto laddove agli autori venisse concesso uno spazio più ampio.
I primi albi crossover brillano dal punto di vista artistico e fanno ben sperare, per ciò che riguarda le storie, in un futuro in cui accoppiate più affini, tanto di autori che di personaggi, possano non solo valorizzare il patrimonio condiviso di entrambe le case editrici, ma di crearne uno nuovo condiviso e nuovo per tutti gli appassionati.




