Molti lettori arrivano a Margaret Atwood attraverso The Handmaid’s Tale, ma fermarsi lì significa perdere una parte fondamentale della sua scrittura. Essendo una delle autrici più versatili della narrativa contemporanea, e alcuni dei suoi libri meno discussi sono proprio quelli che mostrano meglio questa complessità.
La distopia che sembra già esistere
Oryx and Crake è spesso meno citato rispetto a Gilead, ma è uno dei suoi lavori più lucidi.
Rappresenta un futuro dominato da ingegneria genetica, corporation senza controllo, collasso ambientale
Il punto però non è la spettacolarità del futuro, ma la sua plausibilità disturbante. È una distopia che non “inventa”, ma amplifica qualcosa che già esiste.
L’anno del diluvio: la sopravvivenza
Con L’anno del diluvio (The Year of the Flood), Atwood sposta il focus su chi sopravvive al mondo di Oryx and Crake e d entrano in gioco comunità eco-religiose che cercano di costruire un’alternativa alla società corporativa. È un romanzo molto più corale, più umano, più frammentato, ma anche più emotivo.
La chiusura della trilogia di Maddaddam
MaddAddam (L’altro inizio) chiude la trilogia (trilogia composta da Oryx and Crake, L’ultimo degli uomini e L’altro inizio), unendo le varie linee narrative.
La trilogia e specialmente l’ultimo capitolo di essa, con Maddaddam fa riflettere su cosa significhi davvero ricostruire dopo il collasso, esplorare e conoscere davvero cosa significhi essere umani, come convivere con il mondo ed è sì meno distopico, ma va a rappresentare uno dei lati più filosofici della Atwood.
Memoria, verità e identità con Alias Grace
Alias Grace è uno dei romanzi più raffinati della Atwood. Il romanzo è basato su un fatto storico reale, racconta la storia di una donna accusata di omicidio nell’Ottocento.
Ma il punto non è il crimine: è la memoria.
Atwood costruisce un romanzo in cui: la verità è instabile, le narrazioni si contraddicono e l’identità cambia a seconda di chi racconta.
Occhio di gatto: la crudeltà dell’infanzia
Cat’s Eye (Occhio di gatto) è un romanzo meno “famoso”, ma molto potente. Uno dei romanzi più dolorosi e realistici della Atwood.
Segue la vita di un’artista che torna nella sua città d’infanzia e rivive i traumi del passato.
Il cuor edel libro va a raccontare della la violenza sociale tra bambine, la memoria selettiva e della formazione dell’identità adulta
The robber bride, tra relazioni tossiche e manipolazione
The Robber Bride reinterpreta il mito della femme fatale in chiave contemporanea. Tre donne sono legate da una figura centrale, Zenia, che attraversa le loro vite distruggendo equilibri e relazioni.
È un romanzo sulle dinamiche di potere tra donne, spesso sottovalutato ma molto attuale.
I romanzi della Atwood, sia famosi che meno hanno tutti una cosa in comune: non sono mai semplici; sono complessi, a volte dolorosi, e fanno riflettere. Lo stile della Atwood è così potente che si riconosce fortemente anche nella serie tv The Handmaid’s tale. La quale riesce a riflettere bene le caratteristiche uniche della scrittrice.
Forse è proprio per questo che la Atwood colpisce e aggancia il lettore, mette a nudo situazioni complesse e dolorose, intrinsecamente legate al mondo in cui viviamo, riflettendo su grandi e importanti temi sociali che sono (per un motivo o per un altro) sempre presenti nella nostra vita.


