Quando si parla di Margaret Atwood, la prima difficoltà non è capire se leggerla, ma da dove iniziare. La sua produzione è ampia, trasversale e spesso cambia completamente tono da un libro all’altro: distopie, romanzi storici, introspezione psicologica, speculative fiction. Insomma, non è un’autrice che si lascia incasellare facilmente.
E proprio per questo una guida alla lettura ha senso: perché Atwood non si “inizia” in un solo modo.
Punto di ingresso “mainstream”: la distopia iconica
Il punto più immediato, quello che quasi tutti conoscono, è The Handmaid’s Tale.
È il romanzo che ha definito la sua fama globale: una società teocratica in cui le donne fertili vengono ridotte a ruolo riproduttivo. Ma la cosa importante è che non è solo una distopia “estrema”: è costruita su elementi storici reali, frammentati e rielaborati.
È perfetto come primo approccio perché:
- è accessibile nello stile
- ha un impatto emotivo immediato
- introduce i temi chiave dell’autrice (corpo, potere, controllo)
Volendo continuare, il passo naturale è The Testaments, che amplia lo stesso universo narrativo con una prospettiva diversa.
Punto di ingresso “speculativo”: il futuro disturbante
Se invece vuoi capire la Atwood più “visionaria”, il punto di partenza migliore è Oryx and Crake.
Qui non c’è Gilead, ma un futuro post-catastrofe biologica e ambientale, costruito attraverso la lente della biotecnologia e delle corporation senza limiti.
È un libro più freddo rispetto a The Handmaid’s Tale, ma anche più ambizioso:
- esplora l’etica scientifica
- mette al centro il collasso ambientale
- costruisce un mondo coerente e disturbante senza elementi fantasy.
È il primo tassello della trilogia MaddAddam, quindi perfetto se volete entrare nella Atwood che corona la sua abilità “worldbuilding”.
La trilogia completa è così composta:
- Oryx and Crake.
- L’anno del diluvio.
- L’altro inizio.
L’iniziazione alla Atwood più psicologica: Alias Grace.
Potete anche iniziare da qualcosa di completamente diverso: Alias Grace.
Qui Atwood abbandona il futuro e si concentra su un caso storico reale dell’Ottocento canadese.
È un romanzo lento, stratificato e fortemente psicologico.
Il cuore della storia non è capire “cosa è successo”, ma se possiamo davvero fidarci della narrazione dei fatti.
È uno dei suoi libri più raffinati dal punto di vista strutturale.
Il punta di vista più inusuale e femminile:
Molto più emotivo e meno concettuale, con Occhio di gatto la Atwood esplora: l’infanzia, il bullismo femminile, la memoria selettiva, la costruzione dell’identità adulta.
È uno dei suoi romanzi più dolorosi e realistici che lei abbia mai scritto.
L’ordine di lettura più equilibrato
The Handmaid’s tale, come già detto è un buon punto di partenza, l’opera più conosciuta (e per valide ragioni) anche se da molti considerabile “mainstream”, è quella che apre la strada per il mondo della scrittrice e che mostra più il suo stile nel modo più integrale possibile. Gli altri romanzi sono sfumature intense della Atwood che vanno a collocarsi nel suo cerchio di scrittrice a 360°.
Oryx and Crake (facente parte ella trilogia Maddaddam: Oryx and Crake, l’anno del diluvio, l’altro inizio); è il romanzo che fa per voi se cercate una distopia speculativa, ma sicuramente più comprensibile dopo aver letto The Handmaid’s tale.
Alias Grace (realismo psicologico), strutturalmente il romanzo più raffinato della Atwood.
Occhio di gatto, il romanzo più doloroso e realistico.
Leggere la Atwood non deve per forza essere un percorso lineare, è più simile a scegliere una porta della stessa casa e iniziare da lì, e scegliendo l’istinto molte volte è la scelta migliore, come se voste iniziare con Occhio di gatto e finire con The Handmaid’s tale, seguire quello che vi ispira di più è la regola d’oro del lettore per iniziare leggere qualcosa di un nuovo autore.


