Fazi Editore ci presenta il brillante romanzo d’esordio della scrittrice canadese Morgan Dick dal titolo La Figlia preferita, con la traduzione italiana curata da Silvia Castoldi. Inserito da Goodreads tra i migliori debutti dell’anno, il romanzo si sviluppa come una commedia nera incentrata sui legami di sangue tra due sorellastre che non si sono mai incontrate e sulle infinite bugie che vengono dette in famiglia, specialmente da parte dei genitori.

Trama
Calgary, Canada. Michelle “Mickey” è un’insegnante d’asilo di quasi 34 anni che vive una vita costantemente in bilico: combatte da anni contro una forte dipendenza dall’alcol, che le prosciuga il conto in banca, e prova un feroce risentimento verso il padre che l’ha abbandonata quando era solo una bambina. Quando l’avvocato del padre le fa visita informandola che l’uomo è morto di tumore, Mickey scopre con enorme sorpresa di essere diventata la beneficiaria di un fondo fiduciario da 5 milioni di dollari. Il lascito ha però una condizione vincolante: Mickey deve completare un percorso di psicoterapia prima di poter incassare il denaro, sette sedute con una specialista specifica scelta e pagata in anticipo dal padre. Mickey, disperata per i debiti, accetta il ricatto e si presenta nello studio della dottoressa Arlo, una psicoterapeuta di venticinque anni all’apparenza impeccabile.
In realtà Arlo, all’anagrafe Charlotte, sta vivendo il dramma opposto di Mickey: lei amava profondamente suo padre, tanto da accudirlo durante tutta la malattia mettendo in secondo piano la sua professionalità e il suo matrimonio. Dopo il funerale, l’avvocato le comunica che è stata completamente esclusa dall’eredità, mandandola totalmente in crisi.
Charlotte non è nient’altro che la sorellastra di Mickey. Nelle prime sedute nessuna delle due donne conosce la vera identità dell’altra ma, man mano che Mickey racconta il trauma causato dal padre, Arlo unisce i puntini con sconcerto: i dettagli combaciano perfettamente con la vita dell’uomo che lei piange. Il padre ha usato il testamento come un perverso gioco psicologico, costringendo la figlia che ha abbandonato a farsi curare dalla figlia di cui si è preso cura.
Le aveva costrette a incontrarsi – due sorelle, entrambe fuori di testa, anche se in modo diverso – nella speranza che riuscissero a guarirsi a vicenda le proprie ferite, rimediando così ai suoi torti. Era una soluzione disgustosa, manipolatoria e molto elegante…
Arlo è pronta a tutto pur di mettere le mani sul denaro, anche a fare a pezzi il legame terapeutico appena nato. Le due donne si troveranno a un bivio: farsi la guerra per i soldi o allearsi contro l’uomo che ha manipolato le vite di entrambe?
Recensione
Quanto si può conoscere realmente una persona? La scrittrice Morgan Dick utilizza la struttura della commedia nera per esplorare in profondità la mente umana. Grazie ai suoi studi sulla salute mentale, l’autrice tratta svariate tematiche con realismo e precisione clinica. L’intera vicenda ruota intorno alle sorellastre Michelle e Charlotte, personaggi costruiti magistralmente dall’autrice come opposti che riflettono due modi diversi di reagire allo stesso trauma familiare.
Insegnante d’asilo con una vita nel caos, Michelle ‘Mickey’ usa l’alcol per dimenticare l’abbandono del padre avvenuto quando era solo una bambina. Quando una serie di decisioni sbagliate le causano la sospensione dal lavoro, il suo mondo crolla, amplificando la sua dipendenza e il risentimento. Inizialmente affronta la terapia con totale distacco, in quanto la considera solo un mezzo per avere i soldi che le spettano; ben presto però lo scavare nei propri ricordi la costringerà a guardare in faccia i suoi demoni, accendendo in lei il desiderio di sconfiggerli una volta per tutte.
Se Mickey può essere considerata la pecora nera della famiglia, Charlotte “Arlo” è la figlia perfetta, cresciuta con tutto l’amore che un padre poteva darle. Nonostante la giovane età, è stimata da tutti per il suo lavoro da terapeuta, anche se non ha ancora del tutto superato il suicidio di una sua paziente. All’apparenza metodica e controllata, Arlo nasconde in realtà una forte rabbia e un profondo senso di colpa per quanto accaduto. Il suo mondo crolla definitivamente quando scopre che suo padre, il suo supereroe accudito amorevolmente fino all’ultimo respiro, non le ha lasciato nulla, destinando l’intera eredità a quella sorella che non ha mai fatto parte della loro vita. Il trauma la spingerà a violare ogni codice deontologico della sua professione, trasformandosi da terapeuta a manipolatrice emotiva.
Sebbene muoia all’inizio della vicenda, il vero motore della storia è il signor Kowalski. Descritto come un uomo freddo, manipolatore, narcisista e affetto da un sadismo psicologico tossico, continua a controllare e far soffrire le figlie attraverso le clausole del suo testamento. Entrambe le protagoniste sono state danneggiate dallo stesso uomo, ma in modi completamente diversi: da un lato vi è il trauma del rifiuto e dell’abbandono, dall’altro quello del controllo e del tradimento delle aspettative. Mickey usa l’alcol come un disperato meccanismo di difesa per dimenticare il dolore del passato; Charlotte, invece, soffre di una dipendenza emotiva verso il padre, un bisogno ossessivo di costante approvazione che non arriverà mai. Inoltre, Arlo usa la terapia per manipolare psicologicamente Mickey, sollevando così un importante dilemma morale: cosa succede quando un medico diventa fragile quanto il paziente? Un confine deontologico, all’apparenza forte, che presenta delle crepe capaci di danneggiare entrambe.
Nonostante la trama sia basata sull’inganno e sulla rivalità, la scrittrice vuole mostrare la reale importanza ed efficacia della terapia. Lei stessa, nei ringraziamenti finali, sprona i lettori a cercare aiuto, perché nessuno è solo e la vita può cambiare in modi ritenuti impossibili. L’obiettivo intrinseco della storia è mostrare la nascita di un legame tra due persone, specialmente se si tratta di sorelle ferite da un trauma. La sorellanza viene vista come l’unica chiave per elaborare il lutto e liberarsi dal controllo paterno: solo unendosi e riconoscendo il comune dolore, Michelle e Charlotte potranno sconfiggere il ciclo di tossicità familiare che le ha intrappolate per tutto questo tempo.
La Figlia Preferita è una commedia nera psicologica graffiante, che unisce il ritmo incalzante di un thriller familiare al cinismo delle storie di vendetta. Il libro ideale per chi ama i segreti di famiglia e i personaggi profondamente imperfetti.
Il libro lo potete trovare qui
Autrice
Morgan Dick è una scrittrice e terapista canadese nata e residente a Calgary. Prima di imporsi come autrice, Morgan Dick ha lavorato per anni nel settore della salute mentale. Questa esperienza sul campo ha influenzato profondamente la sua scrittura, fornendole gli strumenti psicologici per delineare personaggi complessi e analizzare le dipendenze emotive. Ha inoltre scritto diversi racconti brevi apparsi su prestigiose riviste letterarie canadesi, ricevendo una nomination al prestigioso Pushcart Prize. Il suo brillante romanzo d’esordio, intitolato La figlia preferita (titolo originale: Favourite Daughter) ha avuto un ottimo successo in Canada e ora è in fase di traduzione in 8 paesi. Per l’Italia, è stato tradotto e distribuito dalla casa editrice Fazi Editore nel Maggio del 2026.
Quando non scrive, trascorre il tempo all’aria aperta facendo escursioni sulle Montagne Rocciose, praticando lo sci di fondo o inventando giochi di fantasia insieme ai suoi tre nipoti, da lei definiti ironicamente “i migliori scrittori in assoluto“.


