L’Aquila si prepara a vivere il suo anno d’oro come Capitale Italiana della Cultura 2026, ma nel panorama artistico e pop della città è appena scoppiato un caso che sta facendo discutere ben oltre i confini abruzzesi. Al centro del ciclone c’è “Sulle tracce del drago”, la storica fiera del fumetto locale, colpevole secondo il popolo del web, di aver pubblicato sui social un manifesto palesemente generato da un’Intelligenza Artificiale.
Una scelta che ha scatenato un vero e proprio polverone mediatico, sollevando interrogativi etici sul ruolo della tecnologia in eventi che, per definizione, dovrebbero celebrare e supportare la creatività umana.
Un paradosso nella capitale della cultura
Per un festival che mette al centro il fumetto, l’illustrazione e l’arte visiva, la decisione di affidarsi a un algoritmo anziché a un professionista in carne e ossa è sembrata a molti un controsenso imperdonabile.
La polemica assume un peso ancora maggiore se si considera il contesto: L’Aquila, quest’anno, è la vetrina culturale d’Italia. In un momento in cui i riflettori sono puntati sulla valorizzazione del patrimonio e dell’ingegno umano, l’uso di un’immagine sintetica è stato percepito come una mancanza di rispetto verso l’intera categoria dei lavoratori dell’arte.
La rivolta dell’ABAQ: “Ve lo avremmo fatto GRATIS”
La reazione più dura e sentita è arrivata direttamente dalla comunità studentesca della ABAQ (Accademia di Belle Arti dell’Aquila). I commenti sotto al post di presentazione del manifesto si sono trasformati in un manifesto di protesta collettiva.
Molti studenti si sono detti profondamente delusi e amareggiati, sottolineando un punto cruciale:
vi avremmo realizzato noi il manifesto. Anche gratis.

Una provocazione forte, che mette in luce una triste realtà: l’Accademia aquilana ospita centinaia di giovani talenti che studiano, sudano e cercano disperatamente un’occasione, uno stage o una collaborazione per fare esperienza e arricchire il proprio portfolio. Vedersi “scavalcare” da un prompt testuale inserito in un generatore di immagini, proprio nella fiera della propria città, è stato un colpo durissimo.
Un’occasione persa per il territorio
Il cuore della polemica non è solo il dibattito universale “IA contro Arte Umana”, ma la mancata valorizzazione del territorio. Una fiera del fumetto radicata in una città universitaria e artistica come L’Aquila avrebbe dovuto essere il trampolino di lancio perfetto per i giovani della ABAQ.
La collaborazione tra la fiera e l’Accademia sarebbe potuta essere una bellissima storia di sinergia locale; si è trasformata, invece, in un clamoroso autogol comunicativo che ha lasciato l’amaro in bocca a futuri illustratori, fumettisti e appassionati.
Resta ora da vedere se gli organizzatori di “Sulle tracce del drago” decideranno di fare un passo indietro, accogliendo le critiche costruttive dei ragazzi dell’Accademia, o se tireranno dritto per la loro strada. Una cosa è certa: l’accusa sul presunto manifesto IA non è stata ancora smentita. E questo non fa che aumentare i sospetti e le tensioni.
Si sarebbe potuto fare molto, si sarebbe potuto fare altro; perfino far realizzare il manifesto gratis dai ragazzi dell’ABAQ se proprio non si voleva dare la dignità a un artista di realizzare un manifesto per una fiera che fa parte della città Capitale della Cultura 2026.
La community dei fumetti ha tracciato una linea rossa molto chiara. E questa volta, l’IA non è la benvenuta.



