Molto prima degli Avengers, di Star Wars o delle grandi saghe fantasy, il pubblico mondiale aveva già i suoi miti e i suoi eroi. Erano storie tramandate davanti al fuoco, popolate da personaggi armati solo di spade di bronzo e folgoranti passioni. Da oltre cent’anni il cinema non fa che attingere da questo immenso serbatoio narrativo, dimostrando che l’Iliade e l’Odissea non appartengono alla polvere delle biblioteche, ma rappresentano lo storyboard originale di ogni moderno film d’azione e d’avventura.
Questo universo cinematografico ispirato a Omero spazia dai classici del genere peplum fino ai grandi kolossal di Hollywood e ai piccoli film d’autore. I due poemi hanno dato vita a filoni molto diversi: l’Iliade domina i film di guerra concentrati principalmente sull’ira di Achille, mentre l’Odissea alimenta il cinema di viaggio, di scoperta e di formazione.
Mentre aspettiamo di scoprire come Christopher Nolan reinterpreterà l’epica classica sul grande schermo, vediamo insieme i 5 adattamenti cinematografici più famosi tratti dall’opera di Omero.
Ulisse (1954) di Mario Camerini
Il film Ulisse (1954), diretto da Mario Camerini, è considerato il primo grande kolossal italiano del dopoguerra. Prodotto da Dino De Laurentiis e Carlo Ponti, con un cast stellare guidato da un carismatico Kirk Douglas nei panni del protagonista, la pellicola fu un enorme successo commerciale, diventando il campione d’incassi assoluto in Italia per la stagione 1954-1955. Nonostante si prenda diverse libertà rispetto al testo di Omero per favorire il ritmo d’avventura, il film è un pilastro del genere peplum per la qualità degli effetti speciali (sorprendenti per l’epoca), i costumi e la fotografia in Technicolor.

Curiosità:
- La produzione pianificò di girare molte delle scene esterne proprio a Itaca per garantire la massima autenticità storica. Tuttavia, poco prima dell’inizio delle riprese, l’isola fu colpita da un violento terremoto che costrinse la troupe a ripiegare interamente sulle coste italiane. Le spiagge della Toscana, come Talamone e Porto Ercole, divennero così i set principali per gli sbarchi dell’eroe
- Essendo una grande co-produzione internazionale, gli attori sul set recitavano ognuno nella propria lingua madre. Kirk Douglas e Anthony Quinn parlavano in inglese, Silvana Mangano e il resto del cast in italiano. I dialoghi vennero poi uniformati attraverso il doppiaggio in post-produzione, con Douglas e Quinn che si occuparono personalmente di doppiare se stessi per la versione americana.
The Odyssey (1997) di Andrej Končalovskij
La miniserie televisiva The Odyssey (1997), diretta da Andrej Končalovskij, è considerata uno dei più fedeli adattamenti del poema omerico mai realizzati. Il regista russo scelse un approccio crudo e realistico, mostrando il sangue della guerra di Troia e la brutalità primitiva del mondo antico. Prodotta dal colosso americano Hallmark Entertainment insieme a Francis Ford Coppola, la serie vinse due premi Emmy nel 1998 per la Miglior Regia e per i Migliori Effetti Speciali. Le riprese si svolsero principalmente in Turchia e a Malta, offrendo panorami marittimi suggestivi ed evocativi.

Curiosita:
- Con un budget di circa 40 milioni di dollari, fu all’epoca la produzione televisiva più costosa della storia su base oraria. Per ottimizzare i costi, i ritmi sul set furono devastanti: la troupe lavorava sei giorni su sette, accumulando fino a 90 ore settimanali. Durante le riprese a Malta, le difficili condizioni climatiche causarono un’improvvisa ondata di malanni che mise in ginocchio lo staff. In un solo giorno, l’infermiera del set dovette curare contemporaneamente 115 persone. Anche il protagonista Armand Assante si ammalò gravemente in questo periodo.
- Dietro le creature memorabili della serie c’è la firma della celebre Jim Henson’s Creature Shop. Gli effetti speciali mescolarono animatronica e una computer grafica all’epoca pionieristica per dare vita, tra gli altri, a un dio Poseidone fatto interamente d’acqua.
- Inaspettatamente, la miniserie escluse del tutto uno degli episodi più iconici del poema: l’incontro con le Sirene. Per bilanciare questo taglio e dare più drammaticità all’opera, il regista scelse però di arricchire la trama attingendo sia dall’Iliade che dall’Eneide di Virgilio.
Troy (2004) di Wolfgang Petersen
Il film Troy (2004), diretto da Wolfgang Petersen, è uno dei più imponenti kolossal della storia del cinema moderno. Liberamente ispirato all’Iliade di Omero e prodotto con un budget di circa 175 milioni di dollari, ha registrato incassi eccezionali superando i 497 milioni di dollari in tutto il mondo, trainato soprattutto da un cast di star hollywoodiane come Brad Pitt, Eric Bana e Orlando Bloom. Le riprese si sono svolte principalmente negli studi di Londra, a Malta e in Messico.

Curiosità:
- Durante le riprese, il destino ha voluto che Brad Pitt si lesionasse seriamente proprio il tendine d’Achille, costringendo la produzione a rinviare diverse scene d’azione.
- Per il loro leggendario scontro finale, Brad Pitt ed Eric Bana scelsero di non usare controfigure, facendo una scommessa: si sarebbero pagati a vicenda 50 dollari per ogni colpo andato a segno. Alla fine, Pitt dovette sborsare 750 dollari a Bana.
- Il gigantesco Cavallo di Troia in legno costruito per il set fu successivamente donato alla Turchia. È tuttora esposto sul lungomare di Çanakkale, la città situata nei pressi del vero sito archeologico di Troia.
- La critica ha stroncato il film, accusandolo di aver stravolto il senso originale della storia con radicali libertà narrative, come il trasformare il legame tra Achille e Patroclo in un rapporto tra cugini. Inoltre, il regista ha volutamente rimosso ogni elemento soprannaturale, trasformando un racconto mitologico in un dramma umano e facendo infuriare i puristi della letteratura classica. Lo stesso Achille di Brad Pitt è stato ironicamente definito da alcuni critici come un “macho da spiaggia ossigenato”, accusato di dare al semidio un’aria più vicina a un modello californiano che a un tormentato eroe antico guidato dall’ira funesta.
Fratello, dove sei? (2000) di Joel ed Ethan Coen
Il film Fratello, dove sei? (O Brother, Where Art Thou?, 2000), diretto da Joel ed Ethan Coen, è un capolavoro della commedia americana che traspone l’Odissea di Omero nel profondo Sud degli Stati Uniti degli anni ’30, durante la Grande Depressione. I registi hanno riletto il viaggio mitologico in chiave satirica: Ulysses (George Clooney) diventa così un logorroico galeotto evaso che cerca disperatamente di tornare a casa per impedire alla moglie di risposarsi.

Curiosità:
- I fratelli Coen hanno ammesso pubblicamente di non aver mai letto per intero il poema di Omero, ma di aver basato la struttura della pellicola sui numerosi fumetti, adattamenti cinematografici e riferimenti pop legati al mito di Ulisse.
- Il titolo originale, O Brother, Where Art Thou?, è un omaggio diretto al film I dimenticati (1941) di Preston Sturges. In quella pellicola, il protagonista è un regista di commedie che desidera girare un film drammatico sulla sofferenza umana intitolato proprio in quel modo.
- È il primo film nella storia del cinema a essere stato interamente corretto e masterizzato in digitale tramite il processo di digital intermediate.
- Curata da T-Bone Burnett, la colonna sonora, un mix di bluegrass, country, gospel e folk tradizionale, è la vera anima del film. Il disco vinse il Grammy Award come Album dell’Anno nel 2002 e vendette oltre 8 milioni di copie, rilanciando la musica folk in tutto il mondo.
Itaca – Il ritorno (2024) di Uberto Pasolini
Il film Itaca – Il ritorno (The Return), diretto da Uberto Pasolini, è una coproduzione internazionale presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2024 e distribuita nelle sale cinematografiche a inizio 2025. L’opera è considerata un’Odissea dello spirito: una rilettura cruda e intimista che si concentra esclusivamente sugli ultimi canti del poema di Omero. Le riprese si sono svolte prevalentemente in Grecia, sfruttando in particolare i paesaggi dell’isola di Corfù.

Curiosità:
- Il film elimina totalmente gli elementi fantasy, magici o gli interventi degli dei dell’Olimpo: Ulisse viene mostrato come un uomo distrutto e traumatizzato da vent’anni di guerre e assenza, mentre Penelope dà il volto a una regina tenace e ferma nella sua fede.
- La scelta di affidare i ruoli di Ulisse e Penelope a Ralph Fiennes e Juliette Binoche rappresenta una reunion cinematografica storica. I due attori non lavoravano insieme come protagonisti da ben 28 anni, ovvero dal trionfo planetario del film premio Oscar Il paziente inglese (1996).
- A 60 anni compiuti, Ralph Fiennes ha rifiutato l’uso di controfigure o di trucchi digitali per modificare il proprio aspetto. Sotto la guida del regista, si è sottoposto a un durissimo regime di allenamento durato mesi, al fine di mostrare un corpo che fosse al contempo muscoloso e visibilmente segnato, invecchiato dai traumi della guerra.



