Negli ultimi anni, tra le numerose iniziative editoriali targate DC Comics spicca la linea di fumetti DC Young Adult, pensata per intercettare un pubblico adolescenziale che cerca storie con personaggi noti, senza che questi ultimi si portino dietro il loro “bagaglio” fumettistico. Rientra in questo contesto Sotto la Luna, storia edita da Panini Comics con protagonista una catwoman ancora adolescente sceneggiata da Lauren Myracle in cui il personaggio viene usato per descrivere e raccontare uno spaccato generazionale.

La storia della giovane Selina, a cui fa da sfondo Gotham City, descrive un’infanzia difficile: vittima di abusi domestici da parte dei numerosi compagni della madre che si alternano nelle prime pagine, Selina decide di darsi alla fuga e vivere per strada dopo che l’ultimo compagno uccide un gattino che era stato salvato dalla ragazza. La vita di Selina dopo questo tragico evento, com’è logico aspettarsi, è abbastanza difficile e irta di problemi: costretta a vivere per strada si comincia a dar da fare rubando e facendo amicizia con altri senzatetto, imparando da un lato a trovare e costruirsi un’altra famiglia (la madre la abbandona completamente schierandosi col compagno), dall’altro vedendo quanto sia difficile sopravvivere senza nessun supporto. In questa storia, egregiamente disegnata da Isaac Goodhart con interessanti sfumature di blu, Selina non è ancora il personaggio conosciuto ai più ma comincia a presentare quelli che diventeranno suoi elementi riconoscibili: la naturale agilità e grazia nei movimenti, qui coltivata grazie a delle “lezioni” di parkour con uno dei comprimari conosciuti per strada; l’amore per i gatti, che dopo la morte del micetto le farà assumere l’identità e il nome di strada di “catgirl” e per finire il rapporto con un giovane Bruce Wayne, qui volutamente riscritto come frequentante la stessa scuola e amico d’infanzia con cui poter parlare.

La Gotham City che non molla
Il vero punto di forza della storia è probabilmente nell’affresco sociale e umano che vediamo, lasciando agli aspetti prettamente più “fumettistici”, quali la progettazione di un furto e la caccia a un killer “mascherato” (in realtà quest’ultimo a mio parere inserito in modo abbastanza forzato quasi a voler giustificare la provenienza “batmaniana” del volume), uno spazio né ampio né approfondito a dovere. I capitoli più interessanti sono infatti legati ai vari rapporti umani, mostrando due facce della stessa medaglia: la brutalità umana da un lato, incarnata principalmente dalla madre, dal compagno e da alcuni senzatetto, e la capacità di vedere il buono di altre persone che fanno da contraltare, come i ragazzi che ospitano Selina nel loro rifugio, un signore che le regala delle coperte e, ovviamente, lo stesso Bruce.

Sotto la luna usa i trascorsi di Catwoman e sfrutta un contesto affascinante come quello di Gotham City per raccontare una storia di crescita ben scritta dal punto di vista emotivo, con un racconto che funzionerebbe anche se la protagonista fosse stata anonima e in una città qualsiasi. I punti di forza vengono infatti veicolati efficacemente in quanto legati alla sfera umana, perdendosi in realtà proprio quando si cerca a tutti i costi quel rimando e quel legame con l’universo di Batman. Se il finale, per certi aspetti, è forse troppo condensato e ridotto in poche pagine (rispetto al lavoro di esplorazione del personaggio compiuto lungo tutto il volume), la storia e la scoperta di questa Selina restano ben scritti e avvincenti.



