Il passaggio di un franchise di successo in formato seriale a quello del lungometraggio è sempre un’operazione complessa, e Tom Clancy’s Jack Ryan: Ghost War ne è la prova lampante
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Tom Clancy’s Jack Ryan: Ghost War tenta di condensare l’ampio respiro narrativo che aveva caratterizzato le quattro stagioni della serie TV in un action thriller di 105 minuti.
Nonostante un budget imponente di circa 100 milioni di dollari e un debutto fulmineo in cima alle classifiche di visualizzazione della piattaforma , la pellicola diretta da Andrew Bernstein ha letteralmente spaccato a metà l’opinione di critica e pubblico.
Il film riprende la storia tre anni dopo la fine della serie. Jack Ryan (John Krasinski) ha abbandonato la CIA per godersi una tranquilla e redditizia carriera a Wall Street. La quiete dura poco: il vicedirettore della CIA James Greer (Wendell Pierce) lo richiama in azione per una missione “ufficiosa” a Dubai. La situazione degenererà rapidamente, con un’escalation degna dei migliori film di James Bond o di Mission: Impossible.
Proprio questo paragone racchiude la critica maggiore in quanto le stagioni precedenti si discostavano dai suoi cugini 007 e di Ethan Hunt in quanto il protagonista era si una spia operativa ma primariamente manteneva la sua anima da analista, quindi lo scontro era prima celebrale che fisico. Nel film, invece, la trasformazione è talmente repentina da risultare quasi forzata.
Rimangono comunque dei pregi oggettivi ed essi risiedono soprattutto nel cast che, quasi da solo, regge sulle sue spalle molto del film. Krasinski, Kelly e Pierce portano comunque sullo schermo un bel gioco di squadra oltre che alcuni dialoghi molto stimolanti sotto molti punti di vista.
Jack Ryan: Ghost War è quindi un’opera soprattutto di compromesso, laddove a tratti sembra uno spy-thriller a tratti prevedibile, ma altresì si conferma un nostalgico e divertente giro di giostra per il pubblico affezionato alla saga.
La speranza è che questa esperienza possa salvaguardare altri futuri progetti in casa Jack Ryan con o un ritorno al formato seriale o ad film ma con un respiro non solo più rallentato ma anche più profondo.



