Dopo aver annunciato il suo ritiro nel 2013, il regista giapponese Hayao Miyazaki ha sorpreso tutti pubblicando nel 2023 il poster del suo nuovo lungometraggio dal titolo Il ragazzo e l’airone. Nonostante non sia stata fatta alcuna campagna pubblicitaria, il film ha riscosso un enorme successo al botteghino ed è stato acclamato dalla critica come un capolavoro dell’animazione tradizionale, tanto da vincere oltre 34 premi, incluso l’Oscar come miglior film d’animazione nel 2024. Il titolo originale del film 君たちはどう生きるか, ovvero E voi come vivrete?, si rifà al romanzo di Genzaburō Yoshino, uscito nel 1937 e diventato in Giappone un classico della letteratura per ragazzi. Il ragazzo e l’airone non è il classico adattamento cinematografico di un libro e, nonostante condividano il titolo originale giapponese, le due opere seguono percorsi narrativi molto diversi.
E Voi come vivrete? di Genzaburō Yoshino
E voi come vivrete? di Genzaburō Yoshino è un classico della letteratura giapponese per ragazzi. Uscito nel 1937 e pubblicato in Italia dalla casa editrice Kappalab, Il libro segue la storia di Jun’ichi Honda e della sua crescita personale, grazie all’aiuto dello zio che lo ascolta e gli da consigli.

Trama e Tematiche
Tokyo, anni ’30. Jun’ichi Honda è uno studente di 15 anni, ha eccellenti risultati a scuola ed è abbastanza popolare presso i suoi coetanei. Quando suo padre muore, sua madre lo manda a vivere dallo zio poiché è incapace di mantenerlo economicamente. Ed è proprio lo zio a soprannominarlo “Coper“, dall’astrofisico polacco Niccolò Copernico, in quanto il ragazzo ha la capacità di guardare il mondo da diverse prospettive: di fatti osservando la città dall’alto di un grande magazzino, Coper realizza di essere solo una piccola parte di un mondo vastissimo e interconnesso, senza esserne al centro. Assieme agli amici Mizutani, Kitami e Urakawa decide di tenere testa ai bulli della scuola. Quando però accade un atto di bullismo, Coper viene messo a dura prova sulla sua lealtà e il senso di giustizia. Grazie ai consigli preziosi dello zio, che riporta tutto su un diario, Coper imparerà che sbagliare è umano e che il vero valore di una persona risiede nella capacità di ammettere i propri errori e di rialzarsi con onestà.
La storia di Coper doveva essere parte della serie Nihon shokumin bunko, che aveva il compito di trasmettere idee di cultura libera e progressista ai bambini giapponesi in età scolare. Di fatti il libro non era stato concepito come un’opera narrativa, bensì un saggio sull’etica e sulle scienze umane. La narrazione alterna due punti di vista: il primo segue le vicende di Coper, della sua vita scolastica, delle sue amicizie e dei suoi tipici problemi adolescenziali; il secondo invece riprende il diario scritto dallo zio, ricco di riflessioni filosofiche che scrive per il nipote, commentando ciò che accade a Coper e offrendogli lezioni di etica, storia, scienza e relazionali. La storia si sviluppa attraverso episodi di vita quotidiana che portano Coper a una profonda maturazione: temi come l’uguaglianza sociale, il bullismo, il tradimento, la paura e il perdono permettono al protagonista di affrontare le difficoltà di crescere come essere umano.
Il rapporto tra Coper e lo zio è il vero cuore del romanzo, nel quale l’adulto guida il bambino alla scoperta del mondo attraverso consigli e riflessioni scritte su un diario. Il libro si conclude con una domanda che l’autore fa direttamente al lettore: Prima di lasciarci, c’è però una domanda che vorrei porre a tutti voi lettori…E voi come vivrete? Il suo è un invito a diventare cittadini consapevoli, capaci di agire per il bene comune e di mantenere l’integrità morale anche in tempi difficili.
Il libro lo potete trovare qui
Il ragazzo e l’Airone di Hayao Miyazaki
Il ragazzo e l’airone è l’ultimo lungometraggio d’animazione scritto e diretto dal maestro Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. Considerato l’opera più personale del regista, nel quale combina elementi della propria infanzia con altri ispirati ad amicizie all’interno dello Studio Ghibli, il film tratta il tema della crescita personale attraverso la figura del dodicenne Mahito Maki e del suo viaggio straordinario in un mondo onirico, in cui i confini tra vita e morte si confondono.

Trama e Tematiche
Giappone, 1943. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il dodicenne Mahito Maki perde la madre in un terribile incendio che distrugge l’ospedale in cui era ricoverata. Un anno dopo, suo padre si risposa con Natsuko, la sorella minore della defunta moglie, e la famiglia si trasferisce in una tenuta di campagna. Mahito non ama né la sua nuova vita né la gravidanza della matrigna e tormentato dal dolore, si ferisce alla testa con un sasso per evitare la scuola, dove viene bullizzato. In questo periodo di isolamento, viene perseguitato da un misterioso airone cenerino che gli parla, sostenendo che sua madre sia ancora viva e che lo stia aspettando in una torre abbandonata nella tenuta. Quando Natsuko scompare misteriosamente nel bosco, Mahito decide di seguirla nella torre, costruita anni prima da un suo prozio scomparso. L’airone lo guida all’interno e insieme iniziano un viaggio in un mondo magico, un regno sospeso tra la vita e la morte. In questa realtà parallela, Mahito incontra diversi personaggi che lo indirizzano verso il centro della Torre dove vive il suo prozio, l’architetto di quel mondo, che sta invecchiando e sta cercando un nuovo erede di sangue puro che prenda il suo posto nella torre. Il prozio offre a Mahito la possibilità di governare il regno e di crearlo in modo tale che sia libero dalla sofferenza. Tuttavia, Mahito decide di rifiutare l’offerta affermando che preferisce tornare nel mondo reale, pur sapendo che è imperfetto e segnato da continue guerre. Nel caos finale del film, Mahito ritrova finalmente l’armonia e l’accettazione della sua vita così com’è.
Questo film è il più personale del regista e presenta talmente tante tematiche complesse che se ne potrebbe parlare per ore. Il fulcro principale del film è il rapporto tra Mahito, l’airone e il prozio, che rappresentano rispettivamente Miyazaki, Sukuzi e Takahata, ovvero i fondatori dello Studio Ghibli. La figura del prozio è sia il defunto regista Takahata, colui che lo ha scoperto e spronato le sue capacità, che Miyazaki stesso, un demiurgo che chiede alle nuove generazioni di costruire il proprio futuro invece di ereditare passivamente il passato, poiché quando morirà tutto il suo mondo magico creato spirerà con lui. Inoltre, il viaggio di Mahito rappresenta il percorso che si affronta per elaborare il lutto per la perdita di persone care, tema che si rifà sia alla morte dell’amata madre che dell’amico Takahata. L’airone stesso è, nella cultura giapponese, un animale che simboleggia il collegamento tra il mondo degli spiriti e quello reale, come se fosse un traghettatore di anime e guida spirituale. Infine il regista vuole trasmettere l’importanza della resilienza di fronte al conflitto e al dolore, spronando le nuove generazioni a coltivare amicizie importanti e affidabili, dando così più valore all’umanità e alla comprensione piuttosto che alle guerre guidate dall’egoismo e odio.
Differenze tra il romanzo e il film
Il legame tra il romanzo e il film non è quello di un classico adattamento, in quanto Miyazaki riprende dal libro solo il titolo e le tematiche: entrambi sono ambientati in Giappone nel periodo bellico o pre bellico, mostrando come era vivere sotto un regime autoritario e imperialista; entrambi hanno come protagonista un ragazzino che ha perso un genitore ed è costretto a cambiare sia casa che abitudini.
Per il resto, le due narrazioni seguono due percorsi diversi: mentre il libro parla dell’eredità morale che uno zio lascia al nipote, il film esplora l’eredità artistica e spirituale che Miyazaki stesso cerca di lasciare alle nuove generazioni. Di fatti anche il film si pone l’interrogativo finale del libro “E voi come vivrete?”, esortando i giovani a pensare con la propria testa e di cercare di trovare il proprio posto in un mondo segnato da violenze e incertezze.
Il film è più un omaggio al libro che ha avuto un’enorme influenza sulla vita del regista più che la sua trasposizione fedele. Nel film, infatti, si vede lo stesso Mahito che legge una copia del romanzo lasciatogli in eredità dalla madre, trasformando la lettura in un momento di svolta emotiva per la sua crescita e facendo sì che il libro diventi una guida spirituale per affrontare le sfide del mondo, come accaduto con il regista stesso.
In conclusione
La lettura del romanzo e la visione del film permettono ai noi occidentali di comprendere meglio sia la millenaria cultura giapponese che l’evoluzione sociale del Paese, concentrandosi soprattutto nella prima metà del Novecento. La volontà di entrambi di trasmettere un messaggio sull’importanza del rispetto reciproco, sull’uguaglianza, sull’indipendenza culturale è dato dal fatto di volersi allontanare dalle idee imperialiste e dal militarismo giapponese, guidate da odio ed egoismo.
Un viaggio sbalorditivo tra un testamento visivo onirico e uno pedagogico-filosofico, così intenso e puro da averne necessariamente bisogno per affrontare la realtà in cui viviamo.


