Il 30 ottobre è uscito ARC Raiders il nuovo titolo di Embark Studios, studio fondato da veterani Ex- DICE (Battlefield) e abbiamo potuto provarlo per voi.
Annunciato come un free-to-play, promessa nel genere extraction shooter, ARC Raiders unisce un mix di PvPvE e crafting in un’ambientazione devastata da una minaccia meccanica.
Una scommessa ambiziosa per lo studio, Embark lo ha descritto come uno progetto che vogliono sostenere per almeno 10 anni, nei quali intendono aggiornare continuamente il titolo e offrirci nuovi contenuti.
ARC Raiders è ambientato in un mondo devastato da un conflitto, dove l’umanità è costretta a vivere sottoterra per nascondersi dalla minaccia meccanica proveniente dallo spazio, gli ARC, robot e droni con il solo scopo di individuare gli umani rimasti ed eliminarli.
Queste gigantesche macchine regnano in superficie, lasciando ai sopravvissuti poca scelta se non quella di avventurarcisi in cerca di risorse. I giocatori assumono così il ruolo di Raiders, i razziatori che devono affrontare la superfice e le sue minacce, meccaniche e non.

Il gioco mantiene le meccaniche tipiche degli extraction shooter: emergi in superficie, raccogli risorse, combatti i nemici (IA e non) e tornare al rifugio.
Prima emersione
Dopo un breve tutorial ci siamo trovati nella vibrante città sotterranea di Speranza, l’Hub principale, da cui si può interagire con i mercanti per acquisti e missioni, potenziare il proprio personaggio, craftare risorse nel proprio rifugio o scegliere da dove emergere per il prossimo raid.
Per l’emersione devi scegliere se farla in solitario, unirti a un gruppo o crearne uno con tuoi propri amici. Si potrà personalizzare il proprio equipaggiamento, scegliendo risorse dalla propria scorta o utilizzare la dotazione gratuita di armi e cure casuali, in piccole quantità.
Il primo vero raid avviene alla Diga, una zona industriale circondata da una foresta, uno scenario ricco di risorse e nemici. Prima che tu te ne accorga sarai già pieno di rottami e appesantito da tutte quelle risorse trovate.
E poi la vedi, la tua prima risorsa Non comune, e allora capisci, devi iniziare a cernere meglio cosa prendere e cosa lasciare, ma l’Avidità fa da sovrana e comunque rimarrai appesantito per il 90% del tempo dopo l’emersione.
I nemici incontrati variano per tipologia e armamenti, dai droni volanti, agili e corazzati, fino ai mech più grossi e corazzati, a pattuglia delle aree di loot più interessanti.

Dividi Disassembla e Conquista
Imparare a conoscere i punti deboli dei nemici è la chiave per sconfiggerli e il sistema di danneggiamento (ricordiamo che si tratta degli ex-sviluppatori di Battlefield) rendono ogni incontro una sfida.
Non basterà sparare al bersaglio per fargli danno, bisogna evitare i punti più corazzati e danneggiare i punti deboli:
- Arti o rotori, per rallentarne i movimenti
- Armi, per renderli meno pericolosi durante lo scontro.
Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio
Lo spirito cooperativo lo si può trovare anche in altri Raider che affrontano la mappa in solitaria, con chat vocale di prossimità e gli emote è possibile comunicare, ma rischiate anche di rivelare la vostra posizione a Raider poco raccomandabili.
La collaborazione mista a una buona strategia saranno comunque necessarie, soprattutto per affrontare i mech più corazzati.
Il tempo scorre
Una volta emersi nella mappa scelta si hanno a disposizione dai 20 ai 30 minuti per completare il proprio raid e tornare ad uno dei punti di accesso per Speranza, altrimenti si rimarrà bloccati in superficie con uno dei titanici ARC in arrivo dall’orbita.
Tenete sempre d’occhio il timer e assicuratevi di rimanere nelle vicinanze di uno dei punti di estrazioni ancora aperti.
Ritorno a Speranza
Una volta tornati all’HUB si potranno spendere eventuali punti abilità guadagnati per potenziare uno dei 3 skill tree disponibili:
- Mobilità, per la velocità e la stamina
- Sopravvivenza, per la resistenza ai danni e salute
- Condizionamento, per la capacità di carico e impiego delle risorse sul campo
Si potranno impiegare le risorse raccolte nel proprio rifugio per costruire i banchi di lavoro o impiegarle nella produzione di risorse utili ai prossimi raid.
Nel nostro rifugio avremo anche la nostra mascotte, Scartino, un galletto che raccoglierà risorse base per noi durante i nostri raid. Raccogliendo i materiali necessari sarà possibile addestrarlo per migliorare la sua raccolta di risorse e ottenere oggetti migliori.
Uno sviluppo tumultuoso
ARC Raiders, che inizialmente nacque come titolo free-to-play, è stato rimandato più volte dalla data d’uscita prevista inizialmente, il 2022.
Gli sviluppatori decisero di rimettere in cantiere il titolo perchè, loro stessi, si accorsero di non trovarlo divertente. Così hanno dedicato gli ultimi 3 anni a rifinire e migliorare l’esperienza, facendola arrivare infine come titolo a pagamento con elementi estetici premium.
Ed ora è disponibile su PC (Steam, Epic e GoG), PlayStation 5 e Xbox Series X|S.

Anche Nerdpool scommette su ARC Raiders
ARC Raiders è molto più di un semplice extraction shooter: è una scommessa coraggiosa e ambiziosa del team di Embark Studios che ha tutta l’intenzione di ritagliarsi uno spazio d’onore nel panorama videoludico dei prossimi anni. Il gunplay tattico, un retaggio chiaro della scuola DICE, dalla distruzione mirata dei robot fino al loop di progressione che ti spinge costantemente a rischiare per l’agognato loot, nella speranza di trovare sempre di meglio. Il passaggio al modello a pagamento e il lungo sviluppo hanno sollevato qualche sopracciglio, e l’esperienza necessita ancora di rifiniture per raggiungere la perfezione.
Ma se Embark Studios riuscirà a sostenere il titolo con la quantità e qualità di contenuti promessi, ARC Raiders riuscirà a catturare la sua meritata fetta di fan.



