Deniz Camp, Eric Zawadzki e Jordie Bellaire sono il team creativo di un fumetto antologico di genere fantascientifico dove persone comuni si trovano a vivere eventi straordinari, in un mondo nel quale il concetto di tempo ha perso ogni significato. Assorted Crisis Events è il titolo della serie pubblicata da Image Comics che ha riscosso grande successo in patria e che Panini Comics ha iniziato a proporre in volume. Il primo raccoglie cinque capitoli che spaziano tra diverse tematiche e che raccontano molte problematiche che affliggono la società moderna.

Le prime cinque crisi temporali
Il capitolo iniziale ci presenta Ashley, una ragazza che abita in un quartiere povero, che gli studi cinematografici usano ormai come set a cielo aperto per i loro film di guerra, a scapito di chi vive nella zona. Per Ashley sta diventando sempre più difficile distinguere tra realtà e finzione mentre si trova a sperimentare sulla propria pelle le conseguenze delle anomalie temporali ormai diffuse in tutto il mondo.
Anche la realtà di Jesús, il protagonista del secondo capitolo, si sta sgretolando. L’uomo si è costruito una famiglia e ha deciso di seguire le orme del padre, andando a lavorare con lui in un mattatoio e trovandosi a uccidere ogni giorno animali indifesi per farli diventare pezzi di carne. La vista del sangue l’aveva sempre shockato ma con il tempo ha iniziato ad abituarsi. Tuttavia, gli echi di un passato traumatico cominciano a fondersi con le tragedie del presente e l’uomo inizia a sprofondare in una spirale di pazzia che sembra senza via di uscita.

Nel terzo capitolo, intitolato Crisi su Tierrah-Due!, Deniz Camp racconta l’incontro tra gli abitanti di due Tierreh parallele. Quando su Tierrah-Due si inizia a consumare una tremenda crisi globale, gli abitanti rimasti in vita decidono di fuggire e di rifugiarsi in un altro mondo. Si ritrovano così a vivere con i loro simili, in un clima inizialmente di accoglienza e fratellanza, ma che si tramuta presto in qualcosa di ben diverso.
“Il tempo vola”: sono le parole che continua a ripetersi Mike, nella storia successiva, mentre vede trascorrere la sua vita senza poter davvero prendere una decisione. Un istante sta correndo per fare un colloquio di lavoro, e quello dopo lavora lì già da mesi. È come se tutto si muovesse velocemente e Mike non può fare altro che vivere il momento, rammentando solo sprazzi di eventi che non ricorda di aver vissuto davvero.

Il volume si conclude con la storia di Anna, una ragazza che è come bloccata in un loop, e che continua a rivivere nella sua testa il minuto che le ha cambiato la vita, quando aveva tredici anni e si è ritrovata improvvisamente paralizzata al suolo mentre i suoi genitori stavano litigando. Da quel momento, la vita della protagonista è stata costellata da loop continui dai quali ha cercato continuamente di uscire e ai quali cerca di dare una spiegazione, ma tutto riporta sempre a quel primo episodio dell’adolescenza, l’origine di tutto.
Lucrare sulla fine del mondo
Assorted Crisis Events è quindi un agglomerato di storie, ognuna sorprendente e diversa dalla precedente, tanto a livello di scrittura quanto grafico, benché il team creativo rimanga sempre lo stesso. Tutto si svolge in questo mondo sconvolto da strani fenomeni temporali, che permettono a Deniz Camp di sfogare la sua grande creatività per raccontare il nostro mondo, come fatto anche nella sua recente serie Absolute Martian Manhunter, nascondendo dietro l’elemento fantascientifico tantissime riflessioni sul presente.

Così, ad esempio, la storia di Ashley diventa una riflessione su come i ricchi siano riusciti a lucrare anche sulla fine del mondo, costringendo le persone povere a vivere nel trauma di vedere la loro casa distrutta durante le riprese di un semplice film. Nel caso del secondo racconto, invece, la storia di Jesús solleva interessanti riflessioni sull’immigrazione, sullo sfruttamento in ambito lavorativo e sul mondo dei mattatoi. Il tutto è narrato saltando tra diversi momenti passati e presenti della vita del protagonista e anche graficamente le prime pagine presentano una scansione delle vignette sempre identica, ma che inizia a decadere avvicinandosi a un finale che sarà piuttosto violento e crudo.
Crisi sulle Tierreh parallele
Crisi su Tierrah-Due! è già nel titolo una palese citazione ai grandi eventi ricorrenti nei fumetti DC Comics, che riscrivono ogni volta la continuity dei personaggi. Deniz Camp, però, non vuole raccontare di un multiverso sconfinato, ma di due pianeti, due Tierreh, tanto uguali quanto diverse tra loro. Questi due mondi sono il pretesto per parlare più nello specifico dei fenomeni migratori e di accoglienza, una tematica tanto cara all’autore e più che mai attuale. Oggi sempre più persone sono costrette a fuggire dal proprio paese e cercano aiuto altrove, dove si trovano spesso a vivere in una situazione di forte discriminazione. Anche chi all’inizio li aveva accolti a braccia aperte subisce l’influenza di una società che spinge sempre più sull’odio. Dal punto di vista grafico, la storia si sviluppa sempre su doppia pagina, e ognuna presenta il punto di vista di una delle due Tierreh, permettendo al lettore di cogliere entrambe le sfumature della vicenda.
A question of time
In fondo, è solo una questione di tempo: un tempo che scorre velocissimo per Mike e che continua invece a tornare indietro all’infinito per Anna. Il primo si trova così a subire gli eventi della vita senza neanche rendersene conto, come se fosse un burattino nelle mani di un’entità superiore. Graficamente, il passaggio da un momento all’altro è scandito da una continua variazione cromatica, ma tutto è legato dalle infinite sigarette che Mike fuma e dal loro fumo, che in qualche modo rappresenta la fugacità del tempo e come la vita sia fatta spesso di momenti che durano un attimo e che non tornano più.
Una situazione all’opposto di quella raccontata nell’ultimo capitolo del volume, una storia che parla di traumi, di depressione e di violenza domestica. La narrazione è impostata stavolta in modo da dare l’idea anche graficamente che tutto sia ricorrente e ogni situazione sia come un labirinto dal quale Anna deve in qualche provare ad uscire. Un racconto dal finale di grande impatto e che vuole trasmettere un messaggio importante ai lettori.
Assistere alla fine del mondo
Ci troviamo quindi di fronte a una serie unica nel panorama attuale. Una qualità riconosciuta anche dal pubblico e dalla stampa, che ha permesso ad Assorted Crisis Events di vincere anche l’Eisner Awards come “Best New Series”. Ogni episodio porta avanti riflessioni profonde senza risultare mai retorico, ma mettendo il tutto in scena tramite un continuo rinnovamento dello stile grafico. La scelta di realizzare una serie antologica permette poi di spaziare tra tantissime tematiche, anche se proseguendo con la lettura noterete una presenza ricorrente, uno strano uomo dall’aspetto malmesso e vestito da astronauta, che porta sempre in mano un cartello con scritte diverse. Chi sarà mai questa misteriosa figura? Magari avremo modo di scoprirlo nel prossimo numero, in uscita a brevissimo per Panini Comics.




