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NerdPool > Blog > Film > Bird Box – Recensione del film apocalittico con Sandra Bullock
Film

Bird Box – Recensione del film apocalittico con Sandra Bullock

kikass
25 Dicembre 2018
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7 Min
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Recentemente la piattaforma streaming più famosa del web, Netflix, ha aggiunto al suo vasto parco di prodotti audiovisivi un film horror apocalittico che sta riscuotendo molto successo tra gli appassionati del genere.
Stiamo parlando di Bird Box.

Bird Box - Netflix

Bird Box è diretto da Susanne Bier e rappresenta un adattamento cinematografico del libro del 2014 scritto da Josh Malerman, tradotto in italiano con il titolo “La morte avrà i tuoi occhi”

Suicidi di massa

La protagonista Malorie, interpretata da Sandra Bullock, è una pittrice incinta che ama la solitudine e ha paura dei legami, per questo non è entrata in empatia con il bambino che ha in grembo, non sentendolo come proprio.
È una donna carismatica e forte ma che con il suo cinismo rischia di allontanare le persone.

Sandra Bullock è Malorie

Mentre Malorie è in ospedale per una visita di routine, in città le persone iniziano inspiegabilmente ad impazzire suicidandosi, senza alcun motivo apparente.

Sembra infatti che, prima di togliersi la vita, le persone vedano qualcosa, un’entità che li spinga ad uccidersi. Il tutto avviene dopo essere stati colpiti da una folata di vento accompagnata da sussurri misteriosi.

Chiudi gli occhi

Il film è narrato in due momenti, si alternano dunque passato e presente.
Nei flashback la donna sconvolta da ciò che sta accadendo attorno a lei cerca rifugio unendosi ad un gruppo di persone in una casa che viene prontamente sigillata.

5 anni dopo la troviamo sola, in compagnia di soli due bambini su una barca in mezzo al fiume, circondata solo dalla natura e dalla più grande minaccia, sempre presente tra la nebbia.

Lo svolgimento della storia ci porterà dunque a capire come Malorie, dopo aver incontrato altre persone sopravvissute a quell’apocalisse, si ritrovi poi completamente sola cercando di salvare la vita a due bambini nati in un mondo alla deriva.
La donna adotta infatti tecniche e strategie di ogni tipo, durante le 48h di traversata, per proteggere i due piccoli.

L’unica cosa che può evitare di essere presi da queste strane voci è indossare una benda, chiudere gli occhi e utilizzare tutti gli altri sensi per riuscire a sopravvivere.

Non tutti coloro che guardano all’esterno però si suicidano, alcuni sembrano apparentemente normali…o quasi,
Hanno comportamenti deliranti ed obbligano le persone ad aprire gli occhi per “scoprire la verità”.

Rimandi cinematografici

La pellicola non può non riportarci alla mente il film “E venne il giorno” (2008) di M. Night Shyamalan, dove la popolazione inizia a suicidarsi quasi con un meccanismo simile a questo film. Tralasciando però la componente della vista e con una morale differente.

Inoltre ci ricorda molto anche il più recente “A Quiet Place” di John Krasinski, qui i sopravvissuti devono rimanere in assoluto silenzio per evitare di attirare a sé i mostri dall’udito prodigioso che uccidono chiunque emetta anche un flebile suono.
I 5 sensi sono dunque nuovamente parte di un film horror, sottolineando l’importanza che questi hanno per ogni individuo ma che nella vita di tutti i giorni ne si sottovaluta l’uso con superficialità.

In Bird Box però la minaccia non viene mai svelata, noi spettatori osserviamo con gli occhi dei personaggi, indossiamo con loro le bende e come loro non conosciamo l’aspetto di quelle strane creature o entità sovrannaturali.

I personaggi

Sandra Bullock riesce inaspettatamente a reggere il ruolo, come spesso accade nei suoi film interpreta una donna forte, ma che nasconde una profonda fragilità.
Accanto a lei spicca la figura di Tom (Trevante Rhodes), protettivo e apprensivo, l’unico che riesce a tirar fuori dalla donna anche un lato dolce e più tollerante.

Inoltre anche l’interpretazione di John Malkovich nel ruolo di Douglas dona al film un elemento aggiuntivo degno di nota.

Gli altri personaggi sono poco caratterizzati nonostante ci fossero delle buone basi per dar loro una psicologia più rilevante che non scadesse troppo nel cliché.

John Malkovich è Douglas

Conclusioni

Nonostante questo film abbia diverse pecche, in particolare per quanto riguarda i dialoghi e alcune scene che fanno quasi sorridere per la loro assurdità, si presenta nel complesso un buon film che merita sicuramente la visione.
Bird Box è capace di tenere lo spettatore con gli occhi puntati sullo schermo, la tensione è costante e cresce sempre di più la curiosità di capire cosa vedano le persone che impazziscono per poi suicidarsi.

Il film avrebbe potuto sicuramente osare di più, senza mezzi termini;
molte sono state le critiche, prontamente contrastate da qualcuno che di suspance e orrore ne sa a quantità industriali, Stephen King.

King ha infatti rilasciato dei Tweet nei quali difende a spada tratta questo film, notando come un astio nei confronti della piattaforma da parte dei critici.

I tweet:

I was absolutely riveted by BIRD BOX (Netflix). Don’t believe the lukewarm reviews, which may in part have been caused by reviewers’ ambivalence to the streaming platform, as opposed to theatrical releases.

— Stephen King (@StephenKing) December 20, 2018

One might say movie reviewers suffer from the dread NP syndrome: Netflix Prejudice.

— Stephen King (@StephenKing) December 20, 2018

 “Sono stato catturato da BIRD BOX (Netflix). Non credete alle recensioni tiepide, che potrebbero essere dovute in parte all’ambivalenza della piattaforma streaming e alla sua opposizione ai cinema.” 

Per poi aggiungere:

“Si potrebbe pensare che i critici soffrano della sindrome di NP: Netflix Prejudice.”

Trailer

Voi avete visto questo film?
Cosa ne pensate?

Lasciate un commento qua sotto per farci sapere la vostra!

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Studentessa universitaria disperata, nerd senza speranza, amo leggere, scrivere, adoro i videogiochi, il cinema, le serie tv, anime, fumetti, manga e tutto ciò che sia incredibilmente nerd. Amo gli animali e nel tempo libero mi diletto come dog/cat- sitter Sono parecchio individualista e per questo amo trascorrere molto tempo da sola, per dedicarmi alle mie passioni, condivido il mio tempo con altre persone solo quando ritengo che ne valga davvero la pena.
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2 commenti 2 commenti
  • Noemi ha detto:
    26 Dicembre 2018 alle 19:57

    Credo che potevano rendere più “stupefacenti” alcune scene relativi alla lorte di alcuni personaggi
    E poi sono rimasta con l’amaro in bocca perché avrei voluto vedere il mostro
    Però nel complesso è un film molto carino
    Lo consiglio ?

    Rispondi
    • kikass ha detto:
      26 Dicembre 2018 alle 21:09

      Sì, alcune cose potevano sicuramente migliorarle 🙂 io ho apprezzato il fatto che non si vedessero le “creature” nemiche, perché noi spettatori ci troviamo nei panni dei personaggi e non possiamo vedere nulla, comunque secondo me faranno un seguito…ho questo presentimento.

      Rispondi

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