Dopo 16 anni di assenza, i Marvel Studios tornano finalmente su uno dei loro primi filoni di trama con Captain America: Brave New World, che rappresenta sia la prima avventura cinematografica di Sam Wilson (Anthony Mackie) nei panni dell’eroe a stelle e strisce, sia il sequel diretto de L’incredibile Hulk del 2008. Il nuovo film vede il Capitan America di Mackie indagare su una complessa cospirazione che riporta Tim Blake Nelson nei panni di Samuel Sterns e rivela che ora lavora con il Thaddeus “Thunderbolt” Ross di Harrison Ford, ora Presidente degli Stati Uniti. Questa connessione inaspettata getta un ponte tra i primi periodi del MCU e la sua fase attuale, rivelando come alcuni personaggi abbiano tirato le fila dall’ombra fin dall’inizio.
Dopo L’incredibile Hulk, la carriera di Ross ha preso una traiettoria notevole che sembra guidata da una strategia politica sempre più sofisticata. Quello che era iniziato come un percorso militare si è evoluto in una complessa rete di manovre politiche che alla fine lo ha visto nominato Segretario di Stato sotto il Presidente Matthew Ellis (William Sadler). Questa trasformazione da comandante militare a operatore politico ha segnato un cambiamento significativo nel suo approccio alla gestione degli individui potenziati e delle minacce sovrumane. Come rivela Captain America: Brave New World, questo cambiamento è avvenuto in gran parte grazie alla capacità di Samuel Sterns di calcolare le probabilità dall’ombra.

Dopo aver visto come il sangue di Bruce Banner abbia garantito a Sterns un’intelligenza potenziata ne L’incredibile Hulk, Ross vide un’opportunità. Invece di rimuovere le radiazioni gamma dal sistema di Sterns, Ross ne aumentò il dosaggio, trasformando lo scienziato in un essere superintelligente, noto ai fan della Marvel Comics come Il Capo (The Leader). Ross imprigionò quindi Sterns a Camp Echo One, utilizzando le sue incredibili capacità cognitive per sviluppare tecnologie avanzate e calcolare le probabilità di varie mosse politiche. Questo accordo è proseguito per oltre 16 anni e Ross ha sfruttato l’intelligenza potenziata di Sterns per diventare presidente. La natura della collaborazione tra Ross e Sterns solleva seri interrogativi sull’intero MCU, poiché Il Capo è probabilmente collegato ad alcuni degli eventi più importanti del franchise.
I principali eventi del MCU di cui il Capo potrebbe essere responsabile

Il Raft è la prigione sottomarina introdotta in Captain America: Civil War, e rappresenta uno dei più sofisticati sistemi di contenimento per individui potenziati mai creati. Inizialmente sede della squadra di ex Vendicatori di Steve Rogers, la struttura è diventata sempre più centrale nella struttura del potere del MCU. La serie di show Marvel di Netflix ne ha ampliato l’importanza, con la struttura che contiene minacce come Willis Stryker (Mike Colter) di Luke Cage e Trish Walker (Rachael Taylor) di Jessica Jones. Più recentemente, The Falcon and the Winter Soldier ha rivelato che il Barone Zemo (Daniel Brühl) è stato trasferito lì dalle Dora Milaje, dimostrando la continua importanza della struttura nel contenere minacce avanzate. Finora nessun progetto del MCU si è occupato della creazione del Raft, ma l’ambiziosa opera ingegneristica potrebbe essere stata facilmente sviluppata dal Capo.
Gli accordi di Sokovia rappresentano un altro sviluppo cruciale che merita un nuovo esame. In qualità di Segretario di Stato, Ross (all’epoca interpretato da William Hurt) fu il principale architetto e sostenitore di questi regolamenti. Il complesso quadro giuridico del documento stabilisce un controllo senza precedenti su individui potenziati, pur mantenendo una parvenza di governance ragionevole, suggerendo un livello di pianificazione strategica che va oltre le normali manovre politiche. L’efficacia degli Accordi nel dividere la comunità dei supereroi, pur sembrando proteggere la sicurezza pubblica, dimostra una sofisticata strategia a lungo termine che, col senno di poi, sembra quasi preveggente. Ora, alla luce di Captain America: Brave New World, potremmo anche incolpare il Capo per la creazione degli Accordi di Sokovia.

Un nuovo grande villain?
La calcolata opposizione di Ross ai Vendicatori nel corso della Saga dell’Infinito rivela anche uno schema di manovre politiche sempre più sofisticate. I suoi interventi – dalla difesa degli Accordi alla caccia a Natasha Romanoff (Scarlett Johansson) – hanno sistematicamente eroso la coesione e l’autonomia della squadra. Ciò solleva inquietanti interrogativi sul fatto che Ross avesse il controllo dell’intera situazione o fosse un burattino nei piani del Capo.
Osservare la linea temporale del MCU attraverso questa nuova lente solleva affascinanti domande sulla causalità e sull’influenza. In che modo Samuel Sterns ha influenzato le decisioni critiche sul potenziamento della regolamentazione individuale? Quali calcoli strategici hanno portato alla progettazione specifica degli Accordi di Sokovia? Infine, è possibile che il Capo stia giocando una lunga partita che non è ancora stata svelata? I fili che collegano questi eventi potrebbero essere più profondi di quanto si possa sospettare, suggerendo che alcuni degli sviluppi più significativi del MCU sono stati guidati da una mente che lavora con diverse mosse in anticipo sulla scacchiera geopolitica. Mentre Sam lavora per ricostruire i Vendicatori, i Marvel Studios hanno l’opportunità di riscrivere la storia del MCU e di consolidare il Capo come uno dei principali cattivi del MCU, anche dopo la Saga Multiversale.
