La notte degli Oscar si sta avvicinando, e i candidati a vincere i premi più prestigiosi del mondo del cinema sono tutti interessanti, alcuni discussi e altri meno, ma tutti meritevoli di un approfondimento. Quest’ultimo anno i candidati sono tutti molto diversi tra loro e le scelte sono state discusse; ci sono stati tanti film esclusi che secondo il pubblicano meritavano almeno una nomination, ma anche tanti titoli che hanno stupito e sorpreso gli spettatori.
Per questo, mi sembra doveroso approfondire il discorso di almeno quelli che sono i film candidati al premio più ambito: l’Oscar al Miglior film 2026.
In questo articolo parleremo di Marty Supreme.
Di cosa parla Marty Supreme?
La storia si inspira alla vita di Marty Reisman (nel film diventato Marty Mauser), medaglia di bronzo ai mondiali di tennistavolo.
Anni ’50. Marty è un giovane ambizioso e pieno di sé, il cui unico vero scopo e interesse è partecipare al campionato mondiale di ping pong e vincerlo. Per raggiungere i suoi obbiettivi è disposto a tutto: inganna moltissime persone per ottenere pochi dollari, mente, si mette nei guai con le persone sbagliate, a volte infrange addirittura la legge. Il suo sogno è più grande e rumoroso di qualsiasi cosa.
Perché Marty Supreme meriterebbe la vittoria?
La regia è incredibile, il ritmo serrato ed incalzante, gli eventi si susseguono in modo dinamico, uno più sconvolgente dell’altro: è la ricetta perfetta per il pubblico di oggi, dalla distrazione facile. Il protagonista è a dir poco sopra le righe, e Timothée Chalamet lo interpreta divinamente.
La tensione è costantemente alle stelle, la sospensione dell’incredulità è sempre presente in una storia piena di colpi di scena, di risvolti inaspettati e forti emozioni.
Perché Marty Supreme non meriterebbe la vittoria?
Come già detto, la storia è ispirata alla vita di Marty Reisman, e quindi ad una storia vera. Per quanto la sua personalità fosse esuberante e, come quella dell’alter ego Mauser, ambiziosa e propensa all’inganno, la maggior parte delle vicende che vediamo rappresentate sono frutto di immaginazione, e non riproduzione della realtà. Safdie si ispira alla realtà, non la riproduce fedelmente. E possiamo dire che, tutto sommato, la vita di Reisman è stata abbastanza interessante e movimentata da non aver bisogno di tutte le esperienze, talvolta fin troppo estreme, “vissute” da Chalamet.
Se il film fosse una riproduzione fedele della realtà, sarebbe un ottimo film, praticamente privo di problemi degni di nota. Ma, dato che gran parte di esso racconta una storia romanzata e inventata, possiamo dire con tranquillità che è probabilmente esagerato. Gli stimoli sono fin troppi e, visti tutti insieme, risultano decisamente esagerati e poco realistici: difficile empatizzare.
E voi, cosa ne pensate di Marty Supreme? Ha le carte in regola per vincere?
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