Gli anni ’90 sono stati un periodo molto prolifico per il fumetto americano, che ha visto la nascita di nuove case editrici ed etichette editoriali, che cercavano in qualche modo di porsi come alternativa ai due grandi colossi Marvel e DC. Tra queste c’era anche la Wildstorm, fondata da Jim Lee e che ebbe fortuna a momenti alterni.
Dopo una prima fase sotto Image Comics, nel 1998 l’etichetta venne infatti acquisita da DC Comics, e fu in quel periodo che iniziarono a uscire le proposte più interessanti. Ad esempio, nacque l’America’s Best Comics, che pubblicò una serie di titoli scritti da Alan Moore, inclusi Tom Strong, La Lega degli Straordinari Gentlemen e Promethea, quest’ultima con i disegni di uno straordinario J.H. Williams III. Al contempo, nel 1999 uscirono Planetary e The Authority, due serie firmate da un altro grande scrittore, Warren Ellis. Furono anni molto prolifici per l’autore britannico che nel 2005 scrisse anche la miniserie Desolation Jones, proprio con i disegni di J.H. Williams III e i colori di José Villarrubia.

I filmini segreti di Hitler
Desolation Jones è una storia crime e noir che si sviluppa in sei numeri e che mette bene in luce tutte le grandi qualità del team creativo. Il fumetto era uscito in Italia ormai quasi vent’anni fa e, per fortuna, saldaPress ha pensato bene di riproporlo in un bel volume, che permette di farlo scoprire a una nuova generazione di lettori.
Michael Jones è un ex agente dei servizi segreti britannici, cacciato dall’MI5 per problemi di alcolismo, e scelto in seguito per un programma sperimentale chiamato Desolation Test, di cui è l’unico sopravvissuto. Ora lavora su commissione a Los Angeles in casi che riguardano la comunità di ex agenti che vive in città. Un giorno riceve l’incarico di recuperare dei filmini pornografici amatoriali con Hitler rubati a un anziano ex colonnello. Un’indagine che sembrerebbe tutto sommato semplice, ma dai risvolti imprevedibili e che coinvolge in qualche modo anche le figlie del colonnello, molto interessate a Jones.

Siamo a L.A., tesoro. È di quelli normali che devi preoccuparti!
Per trovare le risposte che cerca, Jones può contare sul supporto di altri “particolari” abitanti di Los Angeles. Tra questi possiamo citare Jeronimus, l’uomo che gli affida i casi, e anche lui vittima di esperimenti che lo portano ad avere un’insaziabile fame di carne cruda, ed Emily Crowe, che doveva essere la femme fatale definitiva, ma che, a causa di alterazioni chirurgiche, ora provoca il voltastomaco a chiunque si avvicini a lei, tranne Jones. Sono reietti, persone distrutte dalle circostanze della vita, che vivono in una città che è diventata per loro come una prigione a cielo aperto.
Jones stesso è stato distrutto fisicamente e mentalmente da un test di cui sappiamo poco, ma che ci viene in parte raccontato nel corso della serie. Il suo aspetto è pallido ed emaciato e non sopporta la luce del sole. Al tempo stesso, è sempre sarcastico e adotta un linguaggio tagliente e diretto, che non risparmia nessuno. Può apparire come un folle, ma sa quando bisogna adottare un approccio violento e agisce sempre con una forte morale e un’idea ben precisa di cosa sia giusto; non vuole infatti che altri soffrano ingiustamente quello che è capitato a lui.
Tra ricerca grafica e critica sociale
Warren Ellis scrive una storia ben ritmata e che lascia tanto spazio ai dialoghi tra i personaggi, permettendoci di empatizzare meglio con le loro vicende e facendo emergere anche quella critica sociale che ha sempre permeato le opere dell’autore britannico. J.H. Williams III, dopo le grandi sperimentazioni visive di Promethea, qui adotta uno stile meno esplosivo, ma continua nel suo lavoro di continua ricerca e innovazione. Sono soprattutto le scene più violente a mostrare l’estro del disegnatore, coadiuvato dai colori di José Villarubia, che contribuiscono a creare un forte impatto visivo.
Chiudiamo segnalandovi che Il progetto editoriale legato a Desolation Jones non doveva chiudersi qui. Infatti, negli anni successivi uscirono altri due numeri della serie, l’inizio di un secondo arco narrativo che è rimasto incompleto. Restano quindi diversi punti aperti sulla storia del protagonista, ma il volume chiude in modo ottimo il caso narrato su queste pagine.



