“Il porno è il futuro”: questo il grido di battaglia che permea le nostre menti una volta usciti dalle sale, dopo aver visto Diva Futura, film di Giulia Steigerwalt con protagonista un magnifico Pietro Castellitto.
Il figlio d’arte interpreta Riccardo Schicchi, fondatore dell’azienda Diva Futura, madre del porno italiano che ha fatto la storia, nel bene e nel male.
Quella di Schicchi è una storia senza veli (ovviamente), raccontata in modo raffinato e romantico (meno ovvio): dalla sua affascinazione per il corpo femminile, alla relazione con (la futura) Cicciolina e l’inizio della carriera nel porno, fino agli scandali e alla chiusura dell’attività.
Castellitto dimostra di essere un attore a dir poco eccellente, in grado di trasmettere le mille sfaccettature di Schicchi: un uomo colorato, distratto, un sognatore, un romantico, un uomo d’affari, tanto proiettato nel futuro quanto legato al passato. Approccia il mondo del porno con gli occhi di un bambino, ma non ci fa sentire sbagliati o sporchi: possiamo godere del film attraverso il suo sguardo, innocente e paradossalmente verginale.
Le donne
La regista mette in primo piano le donne, i loro bisogni, i capricci, ma soprattutto le loro anime. Illona Staller, Moana Pozzi e Eva Henger: queste, insieme alla timida segretaria Barbara, sono le protagoniste femminili del film, rappresentate in tutto il loro nudo splendore, tra corpo e mente. Mai ridicolizzate, mai criticate dallo sguardo della telecamera, mai volgari: per quanto la nudità sia dominante nel film, ci dimentichiamo del loro mestiere, dimentichiamo della visione del porno che abbiamo avuto finora; esso diventa liberazione, lotta per la libertà d’espressione, la libertà di amare e di essere bellezza, senza mai rinunciare ad uno sguardo realistico e profondo: all’improvviso, il porno sembra davvero il futuro.
I personaggi, anche quelli secondari, sono ben approfonditi e ci accompagnano durante le vicende rappresentate, dagli anni del successo a quelli della decadenza. Ogni progetto parte come qualcosa di puro, di desiderabile, per poi mutare inesorabile: la parte oscura viene fuori, in un modo o nell’altro. Vorremmo credere che la vita sia semplice come sembra, ma arriva sempre il momento in cui non possiamo più ignorare la cruda realtà, fatta di approfittatori, di falsi contratti, feticisti violenti e imprenditori scorretti.
Da ieri a oggi
Per quanto tutti conosciamo i nomi che vediamo sullo schermo, e il porno sia un’industria probabilmente destinata a non morire mai, guardando Diva Futura ci rendiamo conto del passare degli anni e delle mode. “Internet ha rovinato tutto, signorina”, dice Schicchi a quella segretaria che ha avuto tanto a cuore, e come dargli torto? non solo il porno oggi è ovunque, ma è ormai un servizio gratuito, di scarsa qualità e pieno di produzione amatoriale (basti pensare all’enorme successo di Onlyfans). Questo è un film che parla del tempo che passa, delle lotte per i diritti che ce l’hanno fatta, ma non completamente; della misoginia scomparsa, ma non del tutto, della morte di un mestiere che una volta era gestito con amore, mentre ora è in mano a chi vuole solo arricchirsi: parla del nostro mondo, del nostro presente.
Diva Futura è un’isola felice, in una rappresentazione che fa sentire nostalgici anche chi, quel periodo, non l’ha davvero vissuto.
