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NerdPool > Blog > Videogiochi > Doomblade: la nostra recensione del nuovo indie Metroidvania
Videogiochi

Doomblade: la nostra recensione del nuovo indie Metroidvania

Stefano Orlandi
29 Luglio 2023
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8 Min
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Il team di sviluppo indipendente Muro Studios, dopo lo sviluppo e pubblicazione di Shadow Bug e la sua versione mobile Shadow Bug Rush, si è messo al lavoro su un nuovo progetto. Dopo l’annuncio datato febbraio 2022, nel maggio di quest’anno Muro Studios pubblica, attraverso il publisher Iceberg Interactive, Doomblade, il nuovo gioco Metroidvania d’azione 2D. Il gioco è disponibile attualmente esclusivamente per PC attraverso le piattaforme di Steam, Epic Games e GOG. Questa nuova avventura nata dal team di base a Helsinki riuscirà ad intrattenerci e farci oltrepassare le sfide che propone? Vediamolo nella nostra recensione!

Risvegliamo Doomblade

Ci troviamo in una cupa caverna denominata Lowland e siamo una creatura femminile di nome Gloom, l’ultima creatura della razza Gloomfolk. La protagonista origlia un sussurro e da qui inizia l’avventura ed il piccolo tutorial che ci porta ad iniziare il gioco. Dopo varie schermate arriviamo ad una misteriosa spada che da lì a poco scopriamo essere senziente; si tratta di Doomblade, una spada piena di potere imprigionata da secoli dai Signori del Terrore tra le catene degli Inferi.
Attraverso il potere acquisito dalla spada, i movimenti di Gloom diventano più agili permettendoci di balzare tra i nemici sconfiggendoli con un sol fendente. Gloom, infatti, prima di questo incontro quasi casuale poteva solo saltare per sorpassare gli ostacoli o salire da piccole sporgenze.
Attraverso Doomblade ci faremo, quindi, strada tra nemici per poter aiutare gli abitanti di Lowland ed estirpare dalla caverna i vermi che l’hanno occupata.

Doomblade
Doomblade Spada

Come si presenta Doomblade?

Doomblade è un gioco in 2D in stile Metroidvania a scorrimento dall’impronta frenetica in molti scenari. Per poter avanzare con la trama dobbiamo ottenere potenziamenti per l’arma Doomblade in modo tale da poterci raggiungere aree prima ostili e irraggiungibili. La mappa di gioco si sviluppa in tutte le direzioni e, a tratti, ci troveremo in una serie di labirinti. Al raggiungimento di aree di gioco scopriamo, quindi, che per oltrepassare una zona dobbiamo ottenere dei power-up per la spada; in questo modo ci troviamo ad esplorare l’intera mappa in lungo e largo per sconfiggere varie boss fight per ottenere delle ricompense. Con queste ricompense, in sotto forma di abilità per Doomlade, ci permetteranno di aprire porte o raggiungere zone che prima non erano arrivabili.

Doomblade Mappa

Essendo, Doomblade, in stile Metroidvania abbiamo la salute di Gloom rappresentata da una serie di cuori che ci salveranno dai danni ricevuti dai nemici. L’altra caratteristica è l’ottenimento, alla sconfitta dei nemici, di denaro in forma di ossa. Questo denaro è spendibile in aree dedicate per l’ottenimento di collezionabili o parti di cuore; quest’ultime, ottenibili dal mercante o in zone nascoste della mappa, ci permetteranno di aumentare la salute massima.
Il carattere arcade del gioco si fa vedere al momento della morte della protagonista: una volta che verremo sconfitti torneremo all’ultimo punto di salvataggio eseguito perdendo, quindi, tutti i progressi fatti. Per tale motivo è consigliabile salvare spesso: troviamo, infatti, delle aree in cui salvare i progressi; anche se può risultare scomodo, spostarsi verso una delle zone di salvataggio può risultare molto utile per evitare di trovarsi in situazioni scomode dopo vari progressi.
Il gioco presenta, inoltre, una parte puzzle game, rappresentata da nemici e boss fight in cui dovremo ingegnarci per sconfiggerli; avendo un limitato numero di colpi concessi dagli avversari prima della dipartita di Gloom dobbiamo stare molto attenti ai boss che, nelle varie fasi di combattimento cambiano “pattern” di attacco per metterci in difficoltà.

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Doomblade equip

La nostra valutazione

Kim Valori e Juha Ylimäki, i designer di Muro Studios che ci hanno portato Doomblade sui nostri PC sono riusciti a realizzare un gioco frenetico che, alla prima impressione, ricorda Hollow Knight.
Il genere a cui appartiene potrebbe non piacere a molti giocatori ma, anche un neofita (come me), riesce ad apprezzare i vari aspetti. Quello che all’inizio spaventa come la frenesia di alcune zone e capire i comandi e il miglior modo per superare l’area, già dopo alcuni minuti di gioco abitua il giocatore.
Durante le battaglie e i progressi nelle zone di gioco ci accompagna una colonna sonora che si accentua nelle boss fight e farci immergere gradevolmente nel gameplay.
Gli sviluppatori propongono, ai giocatori, la possibilità di giocare sia con controller che con mouse e tastiera.
Personalmente mi son trovato meglio con questi ultimi. In confronto al controller, il mouse permette scatti maggiori che facilitano alcune operazioni. Il sistema di attacco e di balzo verso i nemici, infatti, si basa sulla mira, che, con il controller, pare più limitata.

Per quanto riguarda, invece, il gameplay, non risulta ripetitivo permettendo al giocatore di scoprire al meglio la caverna Lowland. L’incentivo di avere aree bloccate e, per accedere, completare quest per ricevere equipaggiamento utile per il superamento della zona è alla base di Doomblade; questa dinamica permette al gioco di non essere stancante e porta curiosità nel sapere cosa ci sarà nella prossima area.

Purtroppo, il gioco, non è stato localizzato in lingua italiana ma risulta essere comunque intuitivo grazie ai dialoghi “a finestra” di facile comprensione.
Con circa 12 / 14 ore di gioco possiamo intrattenerci senza stancarci del gameplay e trascorrere il tempo di gioco piacevolmente.

Verso le conclusioni

Doomblade, sebbene sia un titolo indie, ha raggiunto l’obiettivo offrendoci un gioco molto interessante e frenetico. L’esperienza di gioco è ben distribuita durante le ore di gioco con un crescendo sulle novità da ottenere che incitano l’esplorazione della mappa di gioco.
Grazie alla tipologia Metroidvania del titolo è apprezzato il livello di sfida che offre; approcciarsi ad una boss fight o ad un’area di difficile superamento può comportare vari tentativi ma è questo che fa del gioco interessante. Il livello di sfida con sé stesso si alza e possiamo passare diverso tempo al gioco senza stancarci. Questo aspetto, tuttavia, per i meno esperti del genere, può risultare un poco stucchevole e far passare come ripetitivo ma basta pensare che dopo l’ostacolo ci si può sentire soddisfatti delle mosse fatte.

Avete giocato anche voi a questo gioco? Cosa ne pensate di questo nuovo indie? Fatecelo sapere nei commenti e continuate a seguirci su Nerdpool.it.

ARGOMENTI:Epic Games StoreGOGRecensioneSteam
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DiStefano Orlandi
Appassionato di videogiochi dall'infanzia, principalmente FPS, Action e di guida. Ho iniziato la mia passione videoludica con Metal Gear Solid e Gran Turismo avvicinandomi poi agli FPS, in primis Call of Duty.
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