Gli ultimi dodici mesi sono stati a dir poco un giro trionfale per HBO, che come rete premium ha riaffermato con successo il proprio dominio assoluto nel panorama dello streaming. Il 2025 ha offerto una raffica incessante di fenomeni culturali, che spaziano dalla intensa seconda stagione di The Last of Us al ritorno iper-violento di Peacemaker di James Gunn. Inoltre, IT: Welcome to Derry ha ampliato l’universo narrativo del libro di Stephen King, diventando una delle uscite di maggior successo dell’anno. Abbiamo persino visto The Penguin continuare a collezionare riconoscimenti molto tempo dopo il suo finale, dimostrando che l’appetito per i drammi incentrati sui personaggi è più alto che mai. Warner Bros. Discovery ha chiaramente superato l’instabilità dell’era degli scioperi ed è tornata a fare ciò che le riesce meglio: produrre una televisione-evento che richiede di essere seguita in diretta, poco alla volta, piuttosto che divorata distrattamente in binge-watching.
Questo slancio è destinato ad accelerare con decisione verso il 2026, un anno che i dirigenti hanno chiaramente indicato come un’epoca decisiva per il dominio a lungo termine del marchio. La programmazione in arrivo rappresenta un enorme investimento di capitale in proprietà intellettuali consolidate e idee originali, garantendo contenuti per tutti i gusti. Di conseguenza, HBO si prepara a offrire una combinazione potente di grandi ritorni e ambiziosi spin-off semplicemente troppo grandi per fallire.
7) Stuart Fails to Save the Universe

Il franchise di The Big Bang Theory continua la sua inarrestabile espansione con una nuova serie sorprendentemente ad alto tasso concettuale. Mentre gli spin-off precedenti, come Young Sheldon, si sono ancorati alle dinamiche familiari, Stuart Fails to Save the Universe svolta bruscamente verso il territorio della fantascienza. La serie vede protagonista Kevin Sussman nei panni di Stuart Bloom, l’adorabile ma perennemente sfortunato proprietario di una fumetteria che si ritrova al centro di una catastrofe del multiverso.
Secondo la sinossi ufficiale, Stuart rompe accidentalmente un dispositivo inventato da Sheldon e Leonard, costringendolo a saltare tra diverse realtà per rimettere a posto la linea temporale. Si tratta di una premessa audace che permette allo show di riportare in scena membri storici del cast come bizzarre versioni alternative di se stessi, offrendo una rivisitazione fresca della formula della sitcom tradizionale. Questo progetto dimostra che il team creativo è disposto a correre dei rischi, andando oltre il classico impianto multi-camera per proporre una commedia ricca di effetti visivi che rende omaggio alle radici nerd della serie originale.
6) Rooster

Steve Carell fa finalmente il suo attesissimo ritorno alla commedia televisiva con una nuova serie molto chiacchierata nata dalla mente di Bill Lawrence. Confermata per un debutto a marzo 2026, Rooster è ambientata in un caotico campus universitario e vede Carell nel ruolo di Greg Russo, un autore affermato che cerca di ricostruire il rapporto con la figlia (Charly Clive).
Il pedigree del progetto è innegabile, poiché unisce la star di The Office al creatore di Scrubs e Ted Lasso. Questo significa che possiamo aspettarci una serie capace di bilanciare un umorismo travolgente con i sinceri momenti emotivi per cui Lawrence è famoso. Con un cast di supporto che include la talentuosa Danielle Deadwyler, Rooster si propone come il prossimo grande “comfort watch”, offrendo un’alternativa più intima e sentita ai blockbuster dominati dai generi che occupano il resto del palinsesto HBO.
5) Industry

Il mondo spietato della finanza internazionale torna in scena con la quarta stagione di Industry. La serie è cresciuta silenziosamente da cult a uno dei drammi più intensi della televisione, e la nuova stagione promette di alzare ulteriormente la posta in gioco al debutto previsto per l’11 gennaio. La trama riprende con Harper Stern (Myha’la) e Yasmin Kara-Hanani (Marisa Abela) alle prese con un nuovo equilibrio di potere dopo gli eventi esplosivi del finale precedente.
Questa stagione introduce anche un nuovo e importante giocatore sotto forma di una società fintech guidata da Whitney Halberstram (Max Minghella), un magnate della tecnologia che trascina i nostri antieroi in una partita ad altissimo rischio di guerra aziendale. Industry continua a eccellere nel ritrarre la tossicità adrenalinica della sala trading, analizzando al contempo il costo personale dell’ambizione. Con Kit Harington di nuovo nel ruolo di Sir Henry Muck, il cast è ricco di talento, pronto a offrire i dialoghi taglienti che i fan hanno imparato ad aspettarsi.
4) Lanterns

James Gunn porta ufficialmente il Corpo delle Lanterne Verdi sul piccolo schermo con questa imponente nuova serie prevista per il 2026. Lanterns viene descritta come un mistery ambientato sulla Terra che richiama l’atmosfera cupa e realistica di True Detective, abbandonando il tono da space opera in favore di un oscuro poliziesco. La serie vede Kyle Chandler nel ruolo del leggendario Hal Jordan e Aaron Pierre in quello della recluta John Stewart, due poliziotti intergalattici impegnati a indagare su un omicidio nel cuore degli Stati Uniti.
Questo approccio più concreto rappresenta una deviazione affascinante per il franchise, concentrandosi sul lavoro investigativo e sulla chimica tra i personaggi piuttosto che solo su costrutti in CGI. Inoltre, la dinamica tra il veterano stanco Jordan e l’idealista Stewart promette di essere il fulcro emotivo della narrazione. Essendo una delle prime serie live-action del rinnovato Universo DC, Lanterns porta sulle spalle il peso di definire il tono dell’intero franchise, ma il talento coinvolto lascia intendere che sia pienamente all’altezza della sfida.
3) A Knight of the Seven Kingdoms

HBO ci riporta a Westeros, ma questa volta con una posta in gioco sorprendentemente più intima, nella nuova serie in arrivo il 18 gennaio. Adattata dalle amatissime novelle Tales of Dunk and Egg di George R. R. Martin, la serie funge da prequel ed è ambientata circa un secolo prima della saga principale. Segue le vicende del cavaliere errante Ser Duncan l’Alto (Peter Claffey) e del suo minuscolo scudiero Egg (Dexter Sol Ansell), che in realtà è un principe Targaryen.
A differenza delle vaste epopee belliche a cui siamo abituati, A Knight of the Seven Kingdoms propone un’avventura on the road che esplora la vita della gente comune sotto il dominio dei draghi. Il tono dovrebbe essere più leggero e avventuroso, concentrandosi sulla cavalleria e sull’amicizia piuttosto che sugli intrighi politici. Questo cambio di prospettiva rende la serie un’entusiasmante espansione della mitologia di Game of Thrones, dimostrando che il mondo del Ghiaccio e del Fuoco ha ancora molte storie da raccontare che non ruotano attorno al Trono di Spade.
2) Euphoria

Dopo una pausa che è sembrata più lunga degli anni del liceo stesso, il controverso teen drama Euphoria è finalmente pronto a tornare. La terza stagione è confermata per aprile 2026 e presenta un significativo salto temporale, portando i personaggi fuori dalle aule scolastiche e dentro le dure realtà della prima età adulta. Questo cambiamento narrativo consente alla serie di crescere insieme al suo cast stellare, offrendo a Zendaya, Hunter Schafer e Jacob Elordi nuovi territori emotivi da esplorare.
Il creatore Sam Levinson ha anticipato per questo capitolo un’estetica da film noir, suggerendo che lo stile visivo rimarrà ipnotico come sempre. L’allontanamento dall’ambientazione scolastica risolve molti dei problemi logistici che avevano afflitto le stagioni precedenti di Euphoria e apre la strada a una narrazione più matura. Il pubblico è impaziente di scoprire come Rue abbia gestito la sua sobrietà e in che modo la complessa rete di relazioni si sia dipanata nel corso degli anni, rendendo questa serie uno dei più grandi eventi televisivi del decennio.
1) House of the Dragon

Dopo una seconda stagione che ha preparato il terreno per la guerra totale, la terza stagione di House of the Dragon punta a un’uscita nel mese di agosto per offrire le battaglie aeree su larga scala e i tradimenti devastanti che definiscono la guerra civile dei Targaryen. Il conflitto tra Rhaenyra (Emma D’Arcy) e Aegon II (Tom Glynn-Carney) non è più una disputa politica, ma una sanguinosa lotta per la sopravvivenza destinata a ridurre in cenere i Sette Regni.
Possiamo aspettarci di vedere nuovi “dragonseed” spiccare il volo e l’introduzione di battaglie chiave tratte dal libro Fire & Blood. I valori produttivi restano impareggiabili, offrendo un’esperienza cinematografica che nessun’altra serie televisiva è in grado di eguagliare. Di conseguenza, House of the Dragon di HBO rimane il re indiscusso della televisione-evento, combinando una tragedia familiare di stampo shakespeariano con il brivido viscerale della guerra fantasy.
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