La seconda stagione di One Piece su Netflix non si è limitata a ricalcare le orme del manga, ma ha deciso di giocare d’anticipo, seminando indizi e personaggi che i fan non si aspettavano di vedere così presto. Mentre tutti gli occhi erano puntati sul debutto in CGI di Tony Tony Chopper o sull’ingresso regale della Principessa Vivi, gli autori hanno nascosto un clamoroso Easter Egg che svela un futuro membro della ciurma di Cappello di Paglia.
Se non hai prestato attenzione ai flashback del secondo episodio di Into the Grand Line, potresti aver perso il debutto “umano” di uno dei personaggi più amati dell’intera opera di Eiichiro Oda.
Attenzione! Seguono possibili spoiler! Proseguite nella lettura a vostro rischio e pericolo.
In breve
- Cameo Storico: Brook, il futuro musicista della ciurma, appare per la prima volta in versione umana.
- Il legame con Lovoon: La sua introduzione avviene tramite il flashback della balena gigante a Reverse Mountain.
- L’attore: È Martial T. Batchamen a prestare il volto (e il violino) al leggendario pirata dei Rumbar.
- Spoiler Alert: Nel materiale originale, questa rivelazione arriva centinaia di capitoli dopo, durante la saga di Thriller Bark.
Il debutto di Brook: Binks’ Sake risuona su Netflix
Nel secondo episodio della nuova stagione, facciamo la conoscenza di Lovoon, la balena che colpisce incessantemente la Reverse Mountain. Attraverso i racconti di Crocus (interpretato da Clive Russell), veniamo trasportati in un flashback di cinquant’anni prima, quando una ciurma di pirati musicisti lasciò la piccola balena all’ingresso della Rotta Maggiore con la promessa di tornare.
È qui che avviene il miracolo: vediamo Martial T. Batchamen nei panni di un giovane Brook, intento a suonare al violino le note malinconiche di Binks’ Sake (conosciuta in Italia come Il liquore di Binks). Si tratta di un momento di un’intensità emotiva enorme, che stabilisce un legame immediato tra il passato di Lovoon e il futuro di Luffy.
Chi è davvero Brook? (SPOILER)

Per chi segue solo il live-action, questa figura potrebbe sembrare un semplice comprimario del passato. In realtà, i lettori del manga sanno bene che quel musicista è destinato a diventare il nono membro della ciurma di Cappello di Paglia.
A causa del potere del frutto del diavolo Yomi Yomi (Revive-Revive), l’anima di Brook è tornata nel suo corpo dopo la morte, ma avendo impiegato troppo tempo a ritrovarlo tra le nebbie del triangolo Florian, lo ha rinvenuto ridotto a uno scheletro. Questo cameo è una mossa geniale di Netflix: assicura ai fan che la serie ha una visione a lungo termine, rendendo omaggio a un personaggio che, se la serie continuerà, vedremo in una veste decisamente più… ossea.
Un regalo per i fan o un presagio?
Inserire Brook così presto è un rischio calcolato. La saga di Thriller Bark, dove lo spadaccino canterino fa il suo vero ingresso, è ancora lontana anni luce in termini di produzione. Mostrandolo ora, gli showrunner hanno voluto dare un segnale di speranza: la volontà di coprire tutta l’epopea di Oda c’è tutta. Anche se non dovessimo mai arrivare a vedere la sua forma scheletrica in una quinta o sesta stagione, abbiamo avuto il piacere di vedere l’uomo dietro la leggenda, rendendo il tema del destino e delle promesse ancora più centrale in questa trasposizione.


