Si tratta senza dubbio alcuno di uno dei film più attesi dell’anno e l’attenzione che F1 – The Movie sta ricevendo sui social ne è una fulgida dimostrazione. Quanto di questa fervente attesa sia stata viziata dalla luccicante presenza di Brad Pitt non è dato saperlo, ma di certo non è la prima volta che Hollywood si serve dell’aura di una star per rendere accattivante e vendibile una pellicola con un’ambientazione rischiosa come quella dell’automobilismo.

In tal senso risulta piuttosto azzeccata l’idea di affidare il progetto alla sapiente macchina da presa di Joseph Kosinski, già meritevole di aver gestito su schermo star del calibro di Tom Cruise nei panni di Maverick o Jeff Bridges in quello splendido e tanto discusso sequel di Tron. Se anche questa volta il caro Joseph sia riuscito a portare a casa il gradimento di pubblico e critica lo potrete scoprire nella nostra recensione di F1, ma nelle seguenti righe andremo a parlare della presenza o meno della scena post credit.
Niente scena post credit, ma c’è comunque una chicca
Insomma… c’è o no questa tanto desiderata scena post credit (che spesse volte è attesa dagli spettatori anche per avere una parziale conferma che vi saranno altri esponenti di un’eventuale saga)? La risposta è “ni”. In realtà sarebbe più corretto dire no, dato che non vi sono vere e proprie sequenze al termine dei titoli di coda, ma vi è una scena che accompagna parte dei titoli dopo il termine della pellicola.
Il film si conclude infatti con Sonny Hayes (Brad Pitt) che sceglie di continuare a vivere la propria passione per le auto nella maniera più genuina e diretta che si possa immaginare, dunque iscrivendosi ad una gara di fuoristrada a Baja, in California, dopo aver vinto qualche giorno prima una gara di Formula 1.

Hayes, difatti, non ha più bisogno di riflettori e telecamere per affermare il proprio posto nel mondo dei motori, ma, al contrario, ciò che gli basta è sfrecciare a bordo di un mezzo a quattro ruote nel perpetuo tentativo di raggiungere una condizione di estasi esistenziale.
Dunque non vi saranno scene di altre improbabili proposte in grado di aprire la strada ad altrettanto improbabili sequel, ma, al contrario, i titoli di coda sono accompagnati da una sequenza in cui osserviamo semplicemente Hayes occupato a svolgere la gara tra le dune della California, in un tripudio di semplicità editoriale che rispecchia con particolare gusto la stessa genuinità ottenuta dal protagonista.

