Il Frankenstein di Guillermo del Toro è stato acclamato come un autentico capolavoro, il film che più si è avvicinato a cogliere l’essenza del classico romanzo di Mary Shelley. A differenza delle iconiche, seppur parziali, interpretazioni horror della Universal, l’approccio di Del Toro (disponibile in streaming su Netflix dal 7 novembre 2025) mostra un profondo rispetto sia per il testo originale che per l’idea che la sua Creatura non sia mai stata un mostro, ma una vittima.
Il regista messicano, noto per il suo tocco gotico e la sensibilità verso i personaggi emarginati, non si è limitato a una fedele trasposizione, ma ha apportato alcune modifiche narrative che, a nostro avviso, esaltano il dramma e il personaggio della Creatura (interpretata magistralmente da Jacob Elordi).

1. Fedeltà alla Struttura: Il Capitano della Nave e l’Ambientazione Artica
Una scelta sorprendente, ma fedelissima: l’adattamento di Del Toro si apre, proprio come il romanzo di Shelley, con l’introduzione del Capitano Anderson (interpretato da Lars Mikkelsen) bloccato tra i ghiacci. È qui che viene ritrovato il moribondo Victor Frankenstein (Oscar Isaac), pronto a narrare la sua tragica storia al capitano, che funge da testimone imparziale.
- Nel Libro: Il Capitano è Robert Walton, che scrive lettere alla sorella.
- Nel Film: È il Capitano Anderson, che si concentra sulla sopravvivenza del suo equipaggio e funge da ascoltatore diretto.
Questa cornice narrativa rafforza l’atmosfera e il senso di un racconto epico e disperato.
2. Nuovi Dettagli sul Passato di Victor Frankenstein
Il film di Del Toro dedica molto spazio all’infanzia e al background di Victor, scavando a fondo nel suo complesso rapporto con il severo Barone Leopold Frankenstein (Charles Dance) e la tragica morte della madre, eventi che innescano la sua ossessione per sconfiggere la morte.
- Amici e Alleati: Il personaggio di Henry, l’amico di Victor nel libro, viene sostituito da Henrich Harlander (Christoph Waltz), lo zio di Elizabeth. Harlander, con il suo oscuro segreto e l’interesse per le armi, finanzia gli esperimenti di Victor, aggiungendo un elemento di corruzione.
- Elizabeth e la Dinamica Tragica: Mia Goth veste i panni di Elizabeth, ma il suo ruolo viene drasticamente modificato. Non è la fidanzata promessa di Victor, bensì la promessa sposa del fratello di lui, William (Felix Kammerer). Questo crea un triangolo di passione e disprezzo, intensificando la gelosia e il dramma che culminano negli eventi successivi.
3. La Creatura: Un Non-Assassino Senza Vendetta Personale

Il cambiamento più significativo e potente riguarda la Creatura. Il romanzo di Shelley la dipinge come un assassino freddo e calcolatore, spinto dalla vendetta per l’abbandono di Victor. La Creatura del libro uccide l’amico Henry e la sposa Elizabeth per punire il suo creatore.
Del Toro ribalta questa narrazione, rendendo la Creatura (Jacob Elordi) ancora più tragica e innocente:
- Omicidi Giustificati: Nel film, la Creatura uccide solo per autodifesa o per proteggere coloro che le hanno mostrato gentilezza.
- Victor è il Vero “Mostro”: La vera colpa ricade su Victor Frankenstein. È lui stesso che, accidentalmente o attivamente, causa la morte di William, Henrich e, tragicamente, Elizabeth.
- Creatura Simpatica: L’odio della Creatura per Victor è pienamente giustificato, ma non la spinge alla vendetta insensata. È un essere che desidera solo compagnia e accettazione.
Questa scelta narrativa assicura che il pubblico mantenga la sua profonda empatia per la Creatura fino alla fine.
4. La Redenzione Trovata sulla Nave
Il finale sul ghiaccio è il culmine di queste modifiche. Nel film, la Creatura raggiunge la nave mentre Victor sta ancora raccontando la sua versione. È allora che la Creatura racconta la sua storia (in modo più drammatico rispetto alla versione del libro in cui la narra a Victor), offrendo al Capitano una prospettiva imparziale.
Questo confronto finale tra Oscar Isaac (Victor) e Jacob Elordi (la Creatura) ha un impatto profondo: Victor finalmente capisce l’entità della sua colpa e, prima di morire, chiede il perdono alla sua creazione. Del Toro regala a Victor un piccolo, ma significativo, atto di redenzione. La Creatura, lasciata sola a piangere sul corpo del suo creatore, non si vendica, ma scompare, lasciando l’immagine di una figura eternamente tragica e innocente.
In Conclusione
Il Frankenstein di Guillermo del Toro su Netflix è molto più di un semplice film horror. È un dramma gotico e profondamente umano che, grazie a interpretazioni magistrali (Jacob Elordi e Oscar Isaac in primis) e a modifiche mirate alla trama, eleva il messaggio originale di Mary Shelley: il vero mostro non è la creazione, ma il creatore che abbandona le sue responsabilità.


